Poesie personali


Scritta da: Pietro Baratta
in Poesie (Poesie personali)

A... te

Sono già volate al vento
mentre le sto scrivendo,
hanno un po' di freddo
perché è ancora inverno,
mi toccano poi il cuore
e fanno un po' rumore,
le leggo nella mente
e scrivo in quest'istante:
per me sei tanto grande
e ti voglio mia per sempre;
ho forse esagerato
di certo l'hai capito,
ma quel che più mi preme
e dirti solamente
... ti voglio tanto bene;
poi ho già finito.
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    Scritta da: Pietro Baratta
    in Poesie (Poesie personali)

    Ultima lettera della mia fantasia

    Mi avvicino al tuo cuore e ti parlo d'amore,
    il tuo sguardo profondo che mi cerca nel mondo,
    un pensiero impellente mi invade la mente,
    questo sole risplende imperterritamente.
    Ti afferro la mano e ti dico ti amo,
    mentre il gioco finisce ed io mi allontano;
    uno sprazzo di luce accende il tuo cuore,
    in un attimo pensi già a fare rumore;
    il mio cielo è vicino, poi lo vedo lontano,
    mi chiedo, ripeto, questo mondo è un po' strano;
    parlo un po' tanto ma non dico che voglio,
    come fà questo sole a regalarmi un bel giorno?
    Un pennello non basta a colorare l'amore
    se il contorno lo sporco di uno strano colore,
    continuo a scrivere questa mia poesia
    con la penna che ho la mia fantasia,
    un po' troppa o un po' poca, di certo è la mia,
    tanto poi basta a segnarmi la via,
    spianata, coi sassi non so come sia,
    ma nel cuore, nell'anima si apre una scia,
    ci aggiungo sta lettera che poi vola via,
    ma che alla fine mi dice... non andartene via!
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      in Poesie (Poesie personali)

      Coltello corda o burrone... l'unica soluzione

      Appeso aspetta,
      come un cartello aspetta chi lo strappi,
      come il pollo al gancio chi lo cucinerà,
      come un quadro al muro il giusto estimatore,
      come appesa a un filo qualche volta la speranza.

      Ma è un uomo,
      un uomo che si aspettava giustizia.

      Adesso aspetta carabinieri e vigili del fuoco,
      ma non ha più fretta.
      Composta sabato 17 dicembre 2011
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        in Poesie (Poesie personali)

        Il piacere della penombra, veli, aromi e candele

        Tu sai che il tempo non inganna
        e con sapienza
        nascondi ciò che nel tuo corpo racconta gli anni.

        Maestra d'atmosfere,
        lo fai col gioco dei veli e delle ombre,
        con l'esser solo seminuda,
        il po' che basta.

        E rende l'esperienza,
        sensualità matura.

        E sai che chi ti aspetta
        disteso,
        ad occhi chiusi,
        gode di ciò che dai
        senza vedere come sei.
        Composta sabato 17 dicembre 2011
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          Scritta da: Alessandro Erato
          in Poesie (Poesie personali)

          Sei tu

          Come il ponte
          Porto la mia coscienza
          Verso di te,
          ammaliato dalla cura
          che mi concedi
          dalla furia delle frenesie
          delle gioie di cui godi,
          dai sorrisi che non sbocci
          e che silenti annegano tra i tuoi versi.

          Salirò tra i monti
          O scenderò tra i laghi
          Freddi e plumbei.

          Sfiorerò la notte
          E il suo manto stellato
          Per chi... se non per te?
          Se la mia anima
          È corrotta e persa
          Sei tu la corruttrice
          Ma esser condannato
          È amore che ricerco.
          Se la mia anima
          È vermiglia
          Sei tu il mio tarlo.
          Se son clandestino
          È tua la terra che calpesto,
          e in questo calpestare
          odo la tua mano
          più delle voci
          che mi gravitano accanto.
          Composta giovedì 15 dicembre 2011
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            in Poesie (Poesie personali)

            A piedi a cena

            Hai comprato un nuovo paio di scarpe,
            ma non sai dove andare.

            Fai due passi,
            ti fermi,
            le guardi,
            ti chiedi perché le hai comprate,
            ti assolvi dicendo che sono loro
            ad averti adescato,
            ad essersi fatte comprare.

            Con la coscienza rassicurata
            compri un po' di pane,
            mortadella e prosciutto,
            a casa ti siedi e consumi la tua cena,
            muovendo i piedi,
            come se camminassi.
            Composta sabato 17 dicembre 2011
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