Poesie personali


Scritta da: A. Cora
in Poesie (Poesie personali)

L'acerbo gioviale

I giorni
che il tempo
passando, conduce pigri
alla sera, paiono nembi oscurati
spinti da venti stranieri, distanti dal
cielo, dagl'occhi dal cuore, senza colore o sapore
Senza tramonti né aurore, senza un raggio di
sole, né d'uno spicchio di luna rimasto la notte
accesa, ove smorzare pensieri, ove annegare dolori, ove
sognare ancora
Dei visi e volti in memoria arroccati, ardenti patiti tremori
che a notte inoltrata, spesso bussano ancora, alle porte serrate
del cuore, rimasti poi al risveglio, riecheggiano vaghe
parole, come richiami dispersi, nel vento
amico d'allora
È li che scorgo sbiaditi, quei tratti di vita
vissuta, quelle strade dai piedi viaggiate
quei sogni a terra caduti
Di colline, l'acerbo gioviale, del
mare l'azzurro d'amore
Del'oggi, l'amaro
sapore.
Composta martedì 28 maggio 2013
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    Scritta da: Ciro Orsi
    in Poesie (Poesie personali)

    Aspettando Diana

    Le discese al Bagno Nuovo
    con la banda dei ragazzi
    attraversando felici
    viottoli secondari
    nascosti tra i filari
    di ordinati campi
    odoranti
    d'ortaggi di stagione,
    sino alla via del lagno
    che ci portava al mare
    senza pagare il prezzo
    del nostro passatempo
    all'arcigna padrona
    ingobbita alla cassa
    dell'angusto botteghino.
    Addio ai giochi
    lungo il bagnasiuga
    alle lunghe corse
    con le biglie variopinte
    sulle piste sinuose
    disegnate sulla sabbia nera,
    ai lanci d'acqua fredda
    sui gracili corpi
    stesi al sole,
    ai sorrisi senza fine
    ed agli ammiccamenti
    con i compagni
    di mille scorribande,
    agli scambi di merende
    di frittata e melanzane
    arrotolate nella carta oleata
    miste alla sabbia
    dal sapore familiare,
    agli zoccoli di legno
    strusciati sulle tavole
    sospese sul vuoto
    di palafitte in fuga
    tra le cabine
    bianche e azzurre
    cercando la rotonda
    come si cerca
    l'oasi nel deserto.
    Poi le discese al mare
    presero il viale
    dell'ingresso principale,
    tra i pini profumati
    di essenze salmastre
    e i canti sonnolenti
    delle cicale,
    per il nuovo loisir
    che già ci affascinava
    aspettando Diana
    e quel che ne seguì
    per la mia generazione.
    Composta sabato 1 giugno 2013
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      Scritta da: Raffaella Frese
      in Poesie (Poesie personali)

      Al grande uomo che fu

      Mi disse fai tesoro di tutto
      e riponilo dove nulla l'assordi
      dove luce non batte
      nei meandri oscuri dell'essere.
      Nei riflessi nodosi delle tue radici.
      Mi guardò
      e fragile come fieno
      alitato dal vento
      si chinò
      donandomi il suo cuore in frantumi
      e fece di un gemito doloroso
      un canto armonioso.
      Al buio ribelle sorrise
      tornando coi ricordi
      all'infanzia soppressa,
      reciso e disperso
      nel cancro della vita, aspetto
      e seppe aspettare l'attimo
      e nel rosso scarlatto della luce
      d'allegrezza scaturì sincero,
      e come fenice persa nella distesa
      di un'amara sconfitta
      chiese al lacero Dio
      di veder la luce ed essere redento,
      mentre benediva la luna
      stringendosi a me.
      Composta martedì 17 febbraio 2004
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        Scritta da: A. Cora
        in Poesie (Poesie personali)

        Rossi aquiloni

        Come
        bianca farfalla
        nel primo suo allegro volare
        Confondi i colori dei fiori, confondi
        il sesso e l'amore, con quel tuo fare ribelle
        Fanciulla dai biondi cappelli, che insegui quei
        rossi aquiloni che scorgi il tuo cielo solcare, vorresti
        con loro volare, dove s'avverano i sogni, dove l'amore è
        a colori, dove il vento è gentile, e ti vuole il quel cielo mostrare
        laddove, puoi sbattere l'ali
        Vivilo oggi il tuo cielo, saggia oggi il tuo sole, con tutto l'ardore
        rendi colmo il bicchiere, che il tuo tempo ti ha dato, anche se poi
        t'ubriaca, anche se ha volte sbagliato, anche se pare peccato
        Bevilo tutto d'un'fiato, colma i tuoi sensi curiosi, e ridi
        ridi, anche nei giorni più scuri, quando non senti
        sapori, quando negl'occhi ti piove, e scorgi il
        cielo cadere, dentro i silenzi del cuore
        È troppo breve la strada, è troppo poco
        l'amore, è troppo vicino il tempo, che
        ti disegna il confine
        E quando lo scorgi
        passato, non
        ti sarà mai
        bastato.
        Composta martedì 4 marzo 2008
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          Scritta da: Rita
          in Poesie (Poesie personali)

          Cielo

          Cielo terso e blu
          dopo una tempesta,
          mi perdo con lo sguardo in te
          e volo con l'anima
          tra i tuoi sconfinati spazi
          e trovo serenità e quiete
          al mio essere tormentato,
          al mio cuore dolente
          che si cela
          nella foschia della quotidianità.
          Solo tu
          con la tua stupefacente bellezza
          puoi spegnere
          la mia sete di sogni,
          solo tu appaghi
          la mia fame di emozioni
          trasformandomi miracolosamente
          in una donna migliore.
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            Scritta da: Rita
            in Poesie (Poesie personali)

            Indifferenza

            Se un raggio del mio calore
            potesse raggiungerti,
            tutto il gelo della solitudine
            cancellerebbe dal tuo cuore;
            se guardassi solo per un attimo
            negli occhi miei
            scopriresti infinito calore;
            se fermassi la tua corsa di vita
            accanto a me
            capiresti le profonde emozioni
            che vivono in me.
            Ma solo una fredda indifferenza
            come un vento forte
            inesorabilmente mi allontana da te,
            quell'indifferenza che creera"
            un abisso tra noi.
            Di te resterà soltanto un amaro ricordo
            che mi farà un po' compagnia
            per poi svanire via.
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              Scritta da: A. Cora
              in Poesie (Poesie personali)

              Come si ama l'amore

              Ti amavo
              in quel tempo
              fuggito dagl'occhi
              Rimasto arroccato, in memoria
              e carezzato dal cuore, pregno
              di nostalgia

              Tra quegli estesi silenzi, tra quelle
              troppe parole, colmi d'abbracci e di
              baci, che non bastavano mai, a soddisfare
              quei sensi golosi, che ne volevano ancora
              Tra quei confusi pensieri che la mente
              già colorava di rosa
              Non so come si ama l'amore, o di
              un tarlo il rumore, che lento
              il cuore divora

              Non so come si chiamano i sogni
              senza più il suolo toccare, e
              il tutto, par divenire poesia
              Ma so cos'è rimasto nel
              cuore, quando
              ti ha vista
              andar via.
              Composta martedì 31 maggio 2011
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                Scritta da: Fragolosa67
                in Poesie (Poesie personali)

                L'autostrada

                Corde di un violino stridono in vie
                dove gomme di motori
                sgommano come bolidi che
                cavalcano cavalli che
                si arrendono davanti
                al rosso di un semaforo.

                Muri alti su carreggiate afose
                fermano sassi che bucano i vetri
                di un'auto in corsa.

                Corpi esanimi sotto un ponte.
                Futuro spezzato da
                un gioco di morte mortale.

                Vuoto è l'altare
                che il vento o lo sgomento
                porta oltre lo spazio
                in un tempo che corre
                e non frena per l'altrui preghiera.
                Composta venerdì 31 maggio 2013
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Una bella sorpresa

                  Era bella e colorata
                  come l'ebano intagliata
                  occhi grandi, labbra rosse
                  tacchi alti e tette grosse,
                  incredibile bellezza...
                  che ogni uomo ambisce e spera
                  di trovare almeno per una sera,
                  prima ci siamo baciati
                  e poi ci siamo presentati,
                  rimanendo io basito
                  quando mi ha detto:
                  Piacere Vito.
                  Composta mercoledì 1 maggio 2013
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