Poesie personali


Scritta da: Susan
in Poesie (Poesie personali)

Nulla è a caso

Nulla accade a caso,
e nulla è mai
per caso,
c'è chi entra nella tua vita
per un attimo ti porta
sopra il cielo e poi... ti
lascia cadere in un vortice,
ti dici, passa,
si tutto passa,
ma è poi vero!?
E come si spiega
quell'immenso
vuoto, quel
vuoto che ha un senso
di
nulla?
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    Scritta da: Rosa Coddura
    in Poesie (Poesie personali)

    Come le rose

    Non son giuste tante cose
    come le spine
    che hanno le rose,
    ma è così anche
    la nostra esistenza,
    delicata e fragile come i suoi petali
    è pungente quando
    non riusciamo a spiegarci perché
    si avverano situazioni spiacevoli
    quando tutto quello che vogliamo
    s'è ferito
    ma questo sangue
    comunque
    non sì è pentito
    nonostante il dolore
    che abbiamo patito
    dalle nostre ferite
    qualcosa abbiamo capito,
    sono le esperienze
    che abbiamo vissuto
    e quelle che dobbiamo ancora vivere,
    possiamo ancora sorridere.
    Ma è per proprio questo che le rose
    sono belle,
    le amiamo nonostante
    corriamo il rischio di ferirci
    e come la vita colgo
    il suo colore e il suo profumo
    sfidando le sue spine
    rese intriganti
    per il gusto di andare avanti,
    forse bisogna ferirsi un po'
    per apprezzar la vita,
    capendo la sua inestimabile
    bellezza e il suo valore.
    Composta domenica 19 maggio 2013
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      Scritta da: FRANCO PATONICO
      in Poesie (Poesie personali)

      La Libertà

      Amico mio, t'invidio veramente,
      io osservo il tuo incedere impettito
      di gabbiano che va liberamente,
      verso il mare che non l'ha mai tradito.

      Non ti curi di quanto ci tormenta:
      noi prigionieri senza via d'uscita
      d'un malessere che oggi ci spaventa
      e condiziona ogni attimo la vita.

      Non per te, che nel tuo peregrinare
      in ogni tempo non sei mai da solo;
      anche il cielo ti vuol assecondare
      mentre ti accoglie quando prendi il volo.

      Di lassù, dove tu non hai rivali,
      solo il vento contrasta la tua rotta,
      ma sei libero di batter le ali
      anche quando nell'aria ti sballotta.

      Vorrei seguirti per volar sul mondo
      dove il mare non segna la frontiera;
      son disposto a morir ogni secondo
      purché la Libertà non sia chimera.
      Composta sabato 8 giugno 2013
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        Scritta da: A. Cora
        in Poesie (Poesie personali)

        Sguardo d'intesa

        Era sottile
        voglioso e d'intesa
        lo sguardo, che tu mi
        lasciasti quel giorno, in
        quel'ora sostare, più a lungo
        negl'occhi
        Quando di mute parole, la tua bocca colma
        d'attesa, fingeva rivolta al'altrove, strani
        fugaci tremori
        La mia mano, con dita protese, scorreva
        delle tue labbra il profilo arrossato
        dischiuso
        Continuando a inseguirne il colorato
        amato disegno, che a forma di
        cuore, brillava
        Mentre il morso gentile dei denti
        già postato, la tua lingua
        già pronta alla resa
        In silenzio
        attendeva.
        Composta martedì 2 settembre 2008
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          Scritta da: A. Cora
          in Poesie (Poesie personali)

          Finale incompreso

          Negl'anni
          dipinti di sole
          di colline l'amato sapore
          di bianche spiagge
          di mare
          Credevo al dir degl'amici
          perché m'era uguale il
          sognare
          Temevo dei morti il colore, perché
          di scarse parole
          Amavo amare l'amore, perché mi
          mostrava colori, che ancora la pelle
          ignorava, creando rumori nel
          cuore, ch'ancora non
          conoscevo
          Oggi che il cielo è oscurato
          e dentro gl'occhi mi piove, il
          volto è da rughe solcato
          Gli amici, misteri
          alati
          Temo dei vivi il
          parlare, perché
          non comprendo
          Il finale.
          Composta venerdì 14 ottobre 2005
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            Scritta da: Rosa Coddura
            in Poesie (Poesie personali)

            Stanchezza

            Mi sono stancata di tante cose,
            le mie speranze erose,
            le mille porte chiuse
            e le tue parole confuse.

            Sono stanca di dover aspettare,
            di vedere le mie certezze crollare
            dal cinico soffio altrui,
            macerie offerte ai miei periodi bui,
            sono stanca, la mia schiena
            porta il peso d'ogni pena.

            Sono stanca delle persone,
            delle loro parole vuote al vento
            parole offerte come la mela
            ad Eva, che alla tentazione
            cedeva, e come una Biancaneve
            ingenua,
            avvelenano l'anima
            nessuna parola più m'attenua,
            più mi frega,
            il mio io le nega,
            parole vuote al vento
            che ingannano il mio orecchio,
            quell'inutile cicaleccio,
            ed ogni stupido rumore molesto,
            di quel loro ciarlare,
            senza mai un'attimo stare ad ascoltare.

            Sono stanca dalla società che vive di stereotipi,
            di un aspettarsi dagli altri,
            gli alternativi che si credono scaltri,
            di caratteri diversi, controversi,
            di prototipi da testare,
            altri che ti sanno solo scartare
            e giudicare,
            di persone che fingono d'amare,
            ma la tua fiducia sanno gettare.

            Mi annoiano le regole,
            gli arrampicatori sociali,
            chi non crede o non ha più ideali
            le persone convinte,
            illudendosi d'essere poeti
            per le parole da loro scritte,
            e la gelosia che ne scaturisce.

            Sono stanca e non so se si vede,
            d'ascoltare anche lamentele,
            per chi si intrappola
            tra le sue stesse ragnatele,
            e io che sono stretta alle chele
            della vita,
            nonostante tutto
            non è ancora finita
            non gliela darò mai vinta.
            Composta sabato 25 maggio 2013
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              Scritta da: Rosa Coddura
              in Poesie (Poesie personali)

              Tempo fermo

              Sono scesa per ingannarti, tempo.
              Vero, ti sto prendendo in giro,
              ma tu invece di assistermi
              adesso che son libera,
              dormi come un ghiro,
              giocandomi un brutto tiro.

              La noia mi hai lasciato sul quel piatto
              prima del tuo letargo.
              L'hai lasciato freddo e crudo per dispetto
              con la monotonia del solito gusto
              ormai indigesto,
              mi serve la soluzione presto!
              Troppo tardi, soffro di depressione
              e penso che al tuo sfregio non vi sia guarigione.

              Cerco di tenere gli occhi aperti
              ma l'evoluzione della noia
              è la stanchezza,
              uno strano senso di tristezza,
              mi mette addosso i suoi occhiali
              scuri per non vedere nel giorno i segnali
              mi alzo e lei crudele
              mi vuol fare uno sgambetto,
              barcollante m'appoggio al quel muro
              dove si riflette un'ipotetico futuro.

              Cosa ho ancora da scrivere,
              il tempo che ho annoiato per non sorridere.
              Ma cosa credi? Forse niente più mi aspetto
              ti lascio dormire subendo il tuo narcolettico effetto.

              Sono scesa per ingannarti, tempo,
              quando il mio mondo mi sembrava fermo,
              cerco distrazione nella confusione dei passanti,
              nelle vetrine i miei desideri e rimpianti,
              l'invidia per due giovani amanti
              per noi che oramai siamo distanti
              colmata dalla tenerezza dei bambini in quegli istanti,
              in una libreria a sfogliar qualche libro,
              su quella tastiera dove ho lasciato i mio timbro,
              cerco, cerco di stimolarti, tempo.

              Quando non ho niente da fare,
              nessun desiderio sa più respirare,
              non so più elaborare
              perché l'apatia non mi lascia ispirare,
              neanche a queste parole un senso so trovare,
              come insieme le ho messe non so spiegare,
              ma le scrivo per non dimenticare.

              Quando sono attiva
              è lì che mi sento viva,
              ma quando ti sveglierai,
              sarò stanca io
              trascinata dal tuo oblio.

              Ed io tempo il tuo scorrere, confermo,
              quando alle volte ti vorrei fermo,
              a me contrarie ore,
              ticchetii che ascolto dal mio cuore,
              un giorno cesserà come l'orologio appeso al muro,
              pompa il mio soggiorno
              al tempo che ho perso non c'è più ritorno.

              Sono scesa per ingannarti, tempo,
              credo che in un'uscita
              l'esercizio di una vita,
              perché a guardarti dormire m'annoio,
              ed io lentamente muoio.
              Composta sabato 18 maggio 2013
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                Scritta da: Rosa Coddura
                in Poesie (Poesie personali)

                Sono nata anch'io chitarra

                Strumento
                dai muliebri lineamenti,
                con te ho scoperto
                nuovi sentimenti,
                con le dita ti sfioro,
                con armoniosa cura
                ti esploro,
                sei custode
                di ciò che adoro.
                Quante volte provo
                a far vibrare
                le tue corde,
                perdendomi tra le note
                improvvisando una canzone,
                raccontando di un emozione.
                Fedele compagna di spiaggia,
                Sono nata anch'io chitarra,
                e per un errore,
                un mal tentativo
                suona il dolore,
                ma stona il mio cuore,
                di una corda
                troppo tirata,
                perché alla fine
                quella parte di me
                s'è spezzata,
                dallo sporco suono
                che che prima morde
                e dopo rompe.
                Composta mercoledì 24 aprile 2013
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                  Scritta da: Rosa Coddura
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Confessioni e promesse

                  Il calor delle lenzuola
                  ispira certe voglie
                  che lo sguardo tuo non stoglie
                  anzi, il gelo dentro mi scioglie,
                  e anche se stanca
                  il tuo abbraccio mi manca.

                  Il mio corpo abbranchi
                  desideri si cercano ai fianchi,
                  non resisto
                  insieme cediamo all'istinto,
                  ci lasciamo governare
                  prima che l'oscurità
                  ci abbia estinto.

                  Mi lascio avvolgere
                  dalla tua pelle
                  che mi fa da coperta,
                  rifletto nei tuoi occhi la mia fantasia
                  scoperta,
                  sentirmi protetta
                  come una bambina,
                  così su te metto la testa china.

                  Le tue labbra morbido guanciale,
                  per le mie lacrime
                  che da te si lascian assaporare.
                  Tutte le lacrime che gli occhi si lasceran'cadere,
                  hai detto che le tue labbra
                  il suolo le non lasceran'temere.
                  Il tuo pensiero mi è vicino,
                  prima di ogni sguardo e mano
                  come l'immagine del riflesso del lago.
                  Composta giovedì 25 aprile 2013
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                    Scritta da: Rosa Coddura
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Rivoluzione

                    Vorrei i cambiamenti
                    messi in atto da una rivoluzione
                    di un popolo tassato, affamato
                    portato all'esasperazione.
                    Vorrei, i nostri vorrei
                    son sogni da folli plebei
                    Lavoratori messi in cassa integrazione
                    altri a cui tolgono un'occupazione
                    famiglie precarie
                    in mal nutrizione
                    persone in attesa della pensione
                    rispettate il primo articolo della
                    costituzione,
                    dove mai sarà la soluzione?
                    Alziamo barricate
                    liberiamoci delle barbarie
                    marciando, inneggiando
                    perché chi sta "governando"
                    ci sta ammazzando
                    Aboliamo il magna magna
                    offesa di chi poco e niente guadagna
                    gente stanca, chi ormai campa?
                    Scrivo la mia indignazione
                    tutto intorno è in distruzione
                    spaccio e prostituzione,
                    quando mai sarà la guarigione?
                    Gente alle soglie del fallimento
                    chi è già in uno stato di completo
                    esaurimento,
                    non dormire la notte
                    per questo tormento,
                    chi è suicida
                    di questa vita ormai più non si fida,
                    lasciando al pianto dei cari
                    l'eredità e le sue inascoltate grida
                    Lavoro. Chiedono il curriculum,
                    se prendono te
                    è vinta la lotteria
                    Curriculum per qualsiasi mansione,
                    occhio, non perdere quell'occasione,
                    ma sei uno dei tanti,
                    posti già presi da raccomandati
                    e da volti per loro rassicuranti.
                    Ti chiedono esperienza
                    sono i primi a non portar
                    ai giovani pazienza.
                    poi siamo noi "choosy",
                    ma sono loro ottusi.
                    "Sono aumentati i negozi di compro oro"
                    Grazie! Non c'è lavoro,
                    mangiar è lusso,
                    la società è reflusso,
                    strade di gente povera,
                    dove può si ricovera,
                    li ho visti rovistare nella spazzatura
                    la vita è davvero dura.
                    Accendi la televisione
                    la solita discussione,
                    politica e processi
                    sprechi ed eccessi,
                    cambi canale, c'è quella storia
                    e il pancione,
                    il vip e il traditore
                    esaltati di gloria
                    senza ragione,
                    l'inutile e frivolo
                    romanzo da copione.
                    Canto la mia canzone
                    perché voglio la rivoluzione,
                    forse sono solo parole,
                    ma voglio smuovere la pubblica opinione.
                    Composta venerdì 10 maggio 2013
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