Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Serena I

Uscendo dal vecchio grandioso Museo Britannico
Talete e l'Aretino
in grembo al Regent's Park il flogo
crepita sotto il tuono
bellezza scarlatta in questo mondo pesce morto alla deriva
tutte le cose piene di dèi
spremuti e sanguinanti
un uccello tessitore è mandarino l'arpia è ormai spacciata
anche il condor col suo boa spellacciato
guardano fisso attraverso il colle delle scimmie gli elefanti
l'Irlanda
la luce cala lungo il loro vecchio canyon familiare
mi succhia via verso quella vecchia certezza
il c. Lo ardente di Giorgio il trapano
ah di là una vipera
addenta il suo topo
bianco come neve
nel suo abbagliante forno flusso di peristalsi
limac labor

ah padre padre che sei in cielo

mi trovo a confondere il Crystal Palace
con le Isole Beate da Primrose Hill
ahimè debbo essere quel genere di persona
andiamo a Ken Wood chi mi troverà
l'alito trattenuto in mezzo ai cespugli
nessuno fuorché i piú rintanati amanti

mi sorprendo commosso dai molti fumaioli piegati
in omaggio al ponte della Torre
riverenza del serpente che esce dalla City o rientra
finché nell'imbrunire una chiatta
cieca di orgoglio
scosta via la sciarpa delle basculle
poi nella grigia stiva dell'ambulanza
pulsando sull'orlo marca di sospiri
poi giù mi immergo tra la canaglia
fìnché un tizio dannati i suoi occhi cerchiati
mi chiede se ho finito col giornale
zoppico via infuriatissimo sotto le Stanze degli Sposati
Torre boia
e via via lontano in gran fretta verso il gigante spaccone di Wren
e maledico la giornata ingabbiato ansimante sulla banchina
sotto la caldaia lucida
non sono nato Defoe

a Ken Wood però
chi mi troverà

mio fratello la mosca
la mosca domestica
trascinandosi dal buio alla luce
si aggrappa al suo posto sotto il sole
si arrota le sei zampe
si compiace dei suoi piani dei suoi bilichi
è l'autunno della sua vita
non poteva servire al tifo e a Mammona.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    L'alba

    Prima dell'alba sarai qui
    e Dante e il Logos e tutti gli strati e i misteri
    e la luna segnata
    oltre il piano bianco di musica
    che stabilirai qui prima dell'alba.

    Seta grave soffice cantante
    chìnati sul nero firmamento di areche
    pioggia sui bambù fiore di fumo viale di salici
    Alba
    chi anche se ti chini con dita di pietà
    a avallare la polvere
    non aggiungerà alla tua munificenza
    la cui bellezza sarà un foglio davanti a me
    una dichiarazione di se stessa stesa attraverso la tempesta di emblemi
    sicché non c'è sole e non c'è rivelazione
    e non c'è ostia
    soltanto io e poi il foglio
    e massa morta.
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      Scritta da: 0kiika0
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Se fai progetti per un anno,
      semina del grano.
      Se i tuoi progetti si estendono a dieci anni,
      pianta un albero.
      Se essi abbracciano cento anni,
      istruisci il popolo.
      Seminando grano una volta,
      ti assicuri un raccolto.
      Se pianti un albero,
      tu farai dieci raccolti.
      Istruendo il popolo,
      tu raccoglierai cento volte.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Palpebre socchiuse

        Di mano in mano
        di verso in verso
        ho ritrovato le palpebre socchiuse
        e le foglie
        stagliate su scuro tronco
        in un autunno novembrino.
        L'umidore
        mi coglie un'allegria.
        Con le scarpe basse
        solco il ponte di ferro
        che mi porta diritto alla stazione.
        Fermo il tempo
        e nel tempo uno spazio troppo grande.
        Parto dalla stazione di partenza,
        arriverò all'inverno
        di nevi candide
        nell'assenza di fanghiglia.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Vitebsk

          Capanne e un'alta veste illuminata
          mentre nell'azzurro le opache ali
          formano strumenti e miti animali
          per il canto fra i rovi, profumata

          di rugiada è la pietra preparata
          per l'amoroso sacrificio: calino
          venti e rapine, ora poveri mali
          spiantino rive e menti, e si è spezzata

          su quinte deliziose la saetta
          di quello sguardo che destando ammuta
          come per via di un suo lume rinchiuso.

          Dona il battito una pietà perfetta
          di foglie e torce al giorno che ti ha illuso
          facendoti splendente e sconosciuta.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Rami di luce sdrucciolavano
            sulle nostre teste immerse nell'azzurro.
            Coralli erano le sue guance,
            nel silenzio delle acque.
            Ancorato dentro di me dormiva
            attizzando i falò
            della selva occulta nel sangue.
            Una mano morbida cingeva la mia gola
            fino a soffocarmi.
            Nere lacrime scivolarono
            dai miei occhi:
            perle che colmarono
            il calice dell'amore.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Voi intrecciate il vostro sangue,
              stendendo
              le razze l'una incrociata nell'altra,
              vite su vite, volti
              riconoscibili agli occhi talvolta.
              Scendete lungo la camera buia
              delle tempeste-età,
              brucate la prateria del mare,
              attraversate il telo celeste
              ma io riempio il vostro passaggio
              di solitudine:
              dove andranno
              le ore dell'estate?
              Dove rispunterà il cielo di ieri?
              Poi scendete dall'albero
              della creazione, cigolate appena
              sul carrello, rientrate
              nella polvere fine.
              Sempre
              io vi tormento
              dalla mia zolla, dalla nube aerea,
              generazioni, ere
              incerte e febbrili.
              E non avete ancora
              camminato abbastanza.
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