Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Un Sogno Ferito Fatica a volare

È che
ti desidero anche senza volerti.
Le notti le passo ancora a pensarti
tutto è cosi vuoto ma così pieno di te

È che
ti odio per quanto ti amo
e mi odio per quello che sento.
Ti voglio, Ti vorrei, ma anche no.

È che
mi basta un sogno
anche con "le spine",
qualche graffio
per sentirmi viva
per respirare un po'
ed arrivare a domani.

Ma un sogno ferito fatica a volare
e domani appare sempre più lontano.
Composta giovedì 28 febbraio 2013
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    Scritta da: Jocondola
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Fiaccata dai tuoi lunghi sguardi,
    io stessa ho appreso a far soffrire.
    Creata da una tua costola,
    come posso non amarti?

    Esserti tenera sorella
    è il legato di un fato antico,
    ed io sono diventata l'astuta, avida,
    dolcissima tua schiava.

    Ma quando, mite, mi abbandono
    sul tuo petto più bianco della neve,
    come esulta e si fa saggio il tuo cuore,
    sole della mia patria!
    Composta martedì 30 novembre 1920
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      Scritta da: Antonio Prencipe
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Memorie di una vita sporcata

      Potrai sbattermi a terra,
      vedere il sangue colare dalle rughe,
      dalle mie labbra spaccate che un giorno
      baciavi e dicevi ti amo.
      Potrai prendere a pugni i miei occhi,
      strapparli assieme alle pupille
      e gettarli lontano dove la mia saliva
      non potrà più sfiorarli.
      Potrai squartarmi la pelle,
      bruciarla, stuprarla come solo tu sai fare,
      spingere forte il tuo membro dentro me
      mentre il mio odio prende il volo
      e ti ucciderà piano amore mio.
      Tutto il mio odio non lo troverai,
      a pezzi sulle tue ossa bianche lo vedrai
      apparire e ti vedrò urlare,
      urlare mentre muori e sarò felice
      di vedere i tuoi ultimi respiri
      sfiorare quel cuore che non ho più,
      che hai mangiato e sputato avidamente.
      Fammi a pezzi ancora mentre ti sorrido!
      Fammi a pezzi perché io voglio ucciderti,
      calpestami il cranio e ti vedrò ridere ancora.
      Pensi che mi faccia male?
      Un giorno capirai cosa significa
      non avere la forza nemmeno di morire.
      Tutti i miei angeli sono morti,
      sepolti assieme al mio ricordo
      di vita ma non dimenticheranno
      mai quanto odiamo il mondo.
      Sporcami ancora il ventre con il tuo sperma,
      sporcami il viso ancora con la tua lurida
      e fiera autostima,
      sei così orgoglioso nel vedere la mia lingua
      aperta che lecca il pavimento mentre piangi
      di piacere e sorridi ancora,
      ti prendi gioco di me e non sai ancora
      di essere soltanto uno scheletro sconfitto
      dal mio odio che un giorno quando tu sarai
      debole come lo sono ora io ti sbatterà a terra
      e ti ucciderà piano mentre stai urlando.
      Adesso guardami e ricordati di me
      quando la pietà non sarà più tua amica
      e ti vedrò a terra a implorare Dio
      di salvare la tua miserabile e sporca vita.
      Voglio farti piangere, ucciderti e stuprarti
      come tu hai fatto con me,
      premerò il grilletto e tu sarai giù,
      giù, giù dove il mare allatta la notte
      e la luna si prende gioco di te.
      Composta mercoledì 17 aprile 2013
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        Scritta da: Gabriella Stigliano
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Infrapensieri la notte

        Il sonno, il nero fiume -
        v'immerge la sua tempra
        per il fuoco dell'aurora
        che lo avvamperà, lo spera,
        l'indomani -
        Sono oscuri
        il turchese ed il carminio
        nei vasi e nelle ciotole,
        li prende
        la notte nel suo grembo,
        li accomuna a tutta la materia.
        Saranno - il pensiero lo tortura
        un attimo, lo allarma -
        pronti alla chiamata
        quando ai vetri si presenta
        in avanscoperta l'alba e, dopo,
        quando irrompe
        e sfolgora sotto la navata
        il pieno giorno -
        hanno
        incerta come lui la sorte
        i colori o il risveglio
        per loro non è in forse,
        la luce non li inganna,
        non li tradisce? E stanno
        nella materia
        o sono
        nell'anima i colori? -
        divaga
        o entra nel vivo
        la sua mente
        nella pausa
        della notte che comincia -
        smarrisce
        e ritrova i filamenti
        dell'arte, della giornata...
        Esce
        insieme ai lapislazzuli
        l'oro dal suo forziere, sì,
        ma incerto
        il miracolo ritarda,
        la sua trasmutazione
        in luce, in radiosità
        gli sarà data piena? Avrà
        lui grazia sufficiente
        a quella spiritualissima alchimia?
        Si addorme,
        s'inabissa,
        è sciocco,
        lo sente,
        quel pensiero, è perfida quell'ansia.
        Chi è lui? Tutto gioca con tutto
        nella universale danza.
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          Scritta da: Gabriella Stigliano
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Alla vita

          Amici ci aspetta una barca e dondola
          nella luce ove il cielo s'inarca
          e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
          il viso d'Iddio caldo di speranza
          in alto in basso cercando
          affetto in ogni occulta distanza
          e piangono: noi siamo in terra
          ma ci potremo un giorno librare
          esilmente piegare sul seno divino
          come rose dai muri nelle strade odorose
          sul bimbo che le chiede senza voce.

          Amici dalla barca si vede il mondo
          e in lui una verità che precede
          intrepida, un sospiro profondo
          dalle foci alle sorgenti;
          la Madonna dagli occhi trasparenti
          scende adagio incontro ai morenti,
          raccoglie il cumulo della vita, i dolori
          le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
          Le ragazze alla finestra annerita
          con lo sguardo verso i monti
          non sanno finire d'aspettare l'avvenire.

          Nelle stanze la voce materna
          senza origine, senza profondità s'alterna
          col silenzio della terra, è bella
          e tutto par nato da quella.
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            Scritta da: puerlongaevus
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Turbine bianco

            Forse il ritmo della neve
            ti prendeva
            dentro
            a tessere emozioni

            certo un vento freddo
            stringeva addosso
            quelle fila
            in fondo alla strada
            fitte
            che più non vedevi

            così ho sentito
            solo il tuo brivido
            d'un battito
            a labbra tese
            sulle mie

            poi
            dentro un turbine bianco
            di vicoli a perdifiato
            correvo
            in scia di baci
            noi
            gelati d'amore
            in viso

            e so che verrai
            ancora
            soffice
            stasera
            lungo il tempo che rimane
            a stampare le tue orme
            dietro
            sulle mie.
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