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Poesie


Camminando sulla Via Duomo

Camminavo senza meta,
distaccata e serena come una idiota
sulla Via Duomo quasi vuota,
senza energie e pensieri, senza fretta
come una sonnambula scoperta
dalla campana che suonava mezzogiorno
e l'ombra tozza del gigante campanile
mi fece domandarmi se era un sogno.
Sentivo dei passi, vedevo dei volti
sempre di più, e non erano dei morti.
Ripresi i sensi, tutto era vero
anche se il suono pareva avvolto
nel strano mistero di un'antico monastero
sognato una volta, vicino al cimitero.
La strada sembrava un sentiero
che univa il passato pesante e nero
con il futuro incerto, ancora straniero
leggero e trasparente come una gocce d'etero.
Strofino gli occhi, mi tocco i capelli,
mi svegliano in tutto il profumo dei fornelli
e due fratelli che fanno duello
con due ombrelli. Nell'alto-uccelli.
Composta martedì 24 marzo 2020
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    Scritta da: Franco Mastroianni
    Questa quasi prigione senza sbarre
    ancor di più mi aiuta a scrivere
    e poi posso spostarmi dove voglio

    passo da un mondo all'altro
    e se non mi trovo bene
    cambio foglio

    scavalco le montagne in sella al biaconiglio
    per poi scendere a valle
    cibandoci
    del verde trifoglio

    questa quasi prigione imposta
    per dare un freno
    al male che dilaga...

    potrà farci riflettere
    e insieme ragionare
    e non pigiare sempre
    il dito sulla piaga

    queste poche parole non vogliono insegnare proprio niente

    non ho nessuna laurea per mettermi a discutere di questa od altra cosa...

    però potreste leggere un buon libro o scrivere qualcosa

    potrà aiutarvi a uscire fuori...

    anche se siete in casa.
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      Scritta da: Yatriko Di Vento

      Guardami negli occhi

      Guardami negli occhi
      fratello, ora
      che questi infami bastardi maledetti
      ci hanno tolto la possibilità di toccarci
      guardami negli occhi
      e ringraziamoli con queste mascherine
      per il triste scherzo di carnevale.
      I virus non riconoscono i confini,
      ma, sentiamoci
      una sola catena di esseri umani
      guardandoci negli occhi.
      Composta domenica 1 marzo 2020
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        Scritta da: Leonardo Cantoro

        Andate nei boschi

        Andate nei boschi,
        prendetevi del tempo per voi stessi.
        Ampliate gli orizzonti.
        Osservate ogni dettaglio.
        Afferrate la terra sotto i vostri piedi
        e "ascoltatene" il profumo,
        perché la terra non si odora
        ma si ascolta.
        Abbracciate forte un albero
        e parlate con lui.
        Vi sorprenderete delle risposte
        che riuscirà a darvi.
        Sfiorate con le dita l'erba lungo il vostro cammino,
        sarà la vostra compagna di viaggio.
        Ascoltate il canto degli uccelli,
        osservateli, studiateli.
        Fate vostra la loro melodia.
        Siate come loro, liberi ma fedeli.
        Scegliete come loro un albero e fateci la vostra casa.
        Perché casa è un dono, perché casa non significa avere delle mura,
        casa è dove hai riposto te stesso
        e le persone che ami.
        Composta lunedì 9 marzo 2020
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          Scritta da: dantino
          Non fu così che poi finì
          quel torbido silenzio dell'amore, che ci condusse mano nella mano nell'oblio
          così distanti in quell'unione
          stupidamente vera
          stupidamente tu ed anche, stupidamente io
          che ci domanda ancora
          se fu il fato... oppure la paura
          oppure un sentimento troppo grande per dei fanciulli con le ali corte
          terrorizzati da un cielo di promesse
          da un vento della vita autoritario e sordo, avaro di certezze.
          Composta mercoledì 11 marzo 2020
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