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Poesie


Scritta da: Renzo Mazzetti

Togliattiano

Un'ammiratore di Craxi e seguace di Occhetto,
ma traditore dei comunisti martigiani, propose:
Vuoi continuare a fare il sindaco di Montopoli?
L'operaio piaggista immaginò:
non sarò un Fassino qualsiasi
che sognerà di avere un'altra banca
e neppure un misero Bersani
ministro privatizzatore che avrà la bocca di dire:
i ferri vecchi non servono; per me, la falce e il martello
con la stella dell'unità d'Italia su campo rosso e striscia tricolore,
sono e saranno l'immortalità dell'amore per l'talia
e il giovanile ideale per il futuro dei giovani
e per la dignità dei lavoratori.
Rispose così il piaggista di Pontedera
che militava sulla catena di montaggio del "Ciao",
che sentiva e vedeva togliattiano.
Composta lunedì 14 ottobre 2019
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    Scritta da: DAVIDE ZOCCA

    Una farfalla a cui toccano le ali

    Una farfalla a cui toccano le ali
    una bambina che perde per sempre un'emozione
    una vita intera a chiedersi sto sesso cosa sarà
    la prova che l'uomo è capace di infinita crudeltà...
    Inutile parlare di ignoranza o di religione
    di fronte ad una bambina a cui viene rubata per sempre un'emozione
    se Dio ha creato il sesso un motivo ci sarà
    ma l'uomo da sempre è capace di infinita crudeltà.
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      Scritta da: Antonio Belsito
      Mi fermo a un passo dal cielo
      e ti racconto il mare
      perché è bello stare sospesi
      tra i colori sovrapposti
      non capire se è cielo o mare
      ma capire che si sta bene comunque
      e non sono le nuvole a frenare l'attimo
      che ci stringiamo la mano
      ed è brezza immediata
      e non c'è ragione in ciò
      e non c'è spiegazione
      e non c'è da chiedersi
      c'è da stare così
      tra cielo e mare.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Nella notte oscura dell'Africa millenaria
        le ombre ballano di notte sotto la luna
        dove i tamburi sono le voci dei morti
        che danzano allegri baciando il futuro.

        Saltellano i corpi avvinghiati al passato
        ascoltando il presente che genera vita
        sotto le palme che sfidano le tormente
        pioggia e fulmini che fucilano il tempo.

        Di notte non si cammina dietro le ombre
        ma le ombre guidano i morti che vivono
        nell'intimo e pio cimitero comunitario
        dove in comunione ci fa rivivere la vita.

        Nella notte si danza, si beve e si canta
        con fantasmi che hanno il proprio nome.
        L'Africa riempie di musica e tanta allegria
        le notti alla luce della luna piena di fantasia.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Un cielo grigio ha aperto il mio balcone
          in questo mese di maggio pieno di fiori
          dove riposano i miei occhi ogni mattina
          ringraziando Dio per il giorno che nasce.

          I miei pensieri sono appesi sui cipressi
          che formano una barriera sull'orizzonte
          mentre gli uccelli si rincorrono giocando
          e altri sul mio tetto stanno cinguettando.

          La luce avanza abbandonando i sogni
          sorti nella notte quando il corpo dorme.
          Di mattina mi ritrovo solo senza il sole
          in attesa che sorga senza malumore.

          È passata lenta anche questa notte grigia
          mentre il cuore si è vestito di tanta allegria.
          Questo mese di maggio è dedicato a Maria
          per ringraziare le mamme e i loro bambini.
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            Rose rosse sbocciate nel giardino di casa
            aprono gli occhi al mattino pieno di luce
            illuminando il cammino del nuovo giorno
            mentre gli uccelli cantano ringraziando.

            Sento delle voci conosciute nella notte
            balbettare nel tenue tepore dei sogni
            appesi sulla ringhiera del tempo vissuto
            mentre apro la bisaccia dei miei ricordi.

            Apro gli occhi alla realtà di questo giorno
            con frastuoni striduli di molti sogni rotti:
            sono i grandi camion della nettezza urbana
            a farmi comprendere la realtà in cui viviamo.

            Il giorno apre le sue porte anche nel cuore
            ancora aggrappato a finestre piene di fiori
            mentre intravvedo dietro tendine bianche
            tanti volti familiari che da tempo cantano.
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              Ti pianterò nel giardino del mio cuore
              come una rosa rossa che sboccia
              senza avvisare l'aurora che si sveglia
              illuminando il giorno che si accende.

              Cammineremo insieme su sentieri nuovi
              respirando l'aria che purifica i polmoni
              di questa nostra vita che ci spinge in alto
              verso orizzonti pieni di celesti stupori.

              I giorni ci invitano a raggiungere traguardi
              che abbiamo segnalato nella memoria
              dove le illusioni si trasformano in ricordi
              mentre i nostri cuori maturano nei sogni.

              Ritorneremo a piantare molti fiori profumati
              in un nostro giardino ricco di profumi nuovi.
              I nostri cuori tesseranno ricami con fili d'oro
              quando saremo liberi di zavorre e passioni.
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                Gioire della vita che ogni giorno ci sboccia nelle mani
                è un ringraziamento speciale a chi generoso lo regala:
                è un gran regalo aprire i due occhi alla luce dell'aurora
                quando gli orizzonti sono limpidi e il cuore s'innamora.

                Le nuvole corrono nel cielo celestino spinte dal vento
                che esce dalle tane invisibili dall'aria sempre attenta.
                Gli esseri viventi apriamo i nostri occhi a nuova aurora
                che si accende misteriosa ogni giorno come Dio vuole.

                Ammiriamo con commozione questa nostra culla terrena
                dondolando nello spazio viaggiando cercando misteri.
                Camminiamo con i nostri passi spinti da forze invisibili
                insieme agli uccelli e altri esseri che ci sono visibili.

                Gioiamo e ringraziamo per la vita e i viaggi che facciamo:
                il tempo a disposizione non sappiamo quando ci dirà Stop
                perché siamo pellegrini senza una data precisa di ritorno.
                Solo Dio Padre sa quando ci vedrà maturi e ci chiamerà.
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