Poesie


Scritta da: Già
Ti amavo accanto, guancia a spalla
come neve poggia come foglia scende
ti scoprii lento, occhi a voce
come passi incauti, come sussurri incerti
ti ferivo a morte, denti a cuore
come falce poggia, come lama scende
come posso colmare i tuoi abbracci?
Come posso le tue carezze?
Ti ho scritto sguardi sulla pelle
per ricordarmi il dolore
per ricordarmi l'esempio
per ricordarmi il rimorso.
Composta lunedì 11 novembre 2013
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Uscivano nella notte vergine
    gli spiriti danzanti della foresta.
    Saltavano con le lunghe ombre
    sotto la pallida luce delle stelle.

    Il fuoco scoppiettava con le grida
    delle giovani mamme danzando
    per le figlie già diventate donne
    lasciando la pubertà nell'ombra.

    Come il fuoco che non muore
    sotto la cenere che lo copre
    così l'Africa canta la sua gioia
    aspettando la nuova aurora.

    I tamburi inebriano il silenzio
    con ritmi e miti nati nella notte.
    Il tempo in cui vissero i loro avi
    lo toccano col cuore e le mani.

    Le figure danzanti nella notte
    sono statue di ebano puro,
    sono movimenti di bellezza
    al ritmo mitico della luna.

    Escono dalla foresta umana
    le grida chiuse nelle maschere:
    sono i sogni e le grandi illusioni
    chiusi nei loro cuori con canzoni.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Beati siamo noi che leggiamo l'alfabeto della vita
      seguendo con gli occhi e alcuni anche con le dita
      quello che qualcuno ha scritto su tanti codici antichi.

      Abbiamo appreso a leggere da maestri o maestre
      gente buona e onesta che ci preparavano alla vita
      senza scioperi o soprusi amandoci come loro figli.

      Quante cose abbiamo appreso dalla storia antica,
      i viaggi erano fantastici leggendo carte geografiche,
      la matematica si cantava sommando o restando.

      A questi antichi maestri di vita e di vera dottrina
      dobbiamo il nostro amore alla patria e alla famiglia.
      Per loro innalzo un monumento di puro sentimento.

      Spero che i moderni maestri dei nostri futuri bambini
      continuino a insegnare l'alfabeto per leggere la meta
      senza bugie iniziando dalla prima A fino all'ultima Zeta.

      Da bambini la vita è vista come un gioco all'infinito
      quando i giorni passano svelti giocando e insegnando.
      Da vecchi ritorniamo all'infanzia per morire sognando.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        L'umanità attende da sempre un ramo d'olivo
        portato nel becco da una bianca colomba
        su tutti i televisori accesi del nostro mondo.

        Arriverà questo domani non molto lontano?
        L'ora della pace è sempre bella sia di notte
        che di giorno, quando siamo svegli o si dorme.

        La pace l'abbiamo distrutta per secoli assassini
        noi uomini vestiti di ferro e l'anima a brandelli.
        La pace è un fiore che nasce dal cuore di fratelli.

        La pace vive sulle alte vette bianche della terra,
        lungo i fiumi e ruscelli limpidi senza detergenti,
        in caverne dove la brezza del mattino è eterna.

        Verrà il giorno che i leoni ruggiranno nella foresta
        giocando con i bambini a nascondiglio con l'agnello
        mentre il falco perderà i suoi artigli sotto le stelle.

        Domani gli uomini vivremo tranquili senza guerre,
        all'occhiello porteremo un rametto verde d'olivo,
        nei cuori la gioia di essere tutti finalmente fratelli.
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