Scritta da: Silvana Stremiz
Il piccolo viaggio del dr. Schmidt
Nei calcoli, nelle medie,
in un turbinio di dati,
il dr. Schmidt è morto!
Impossibile! Lui era
il più preparato,
previsioni esatte,
calcoli millimetrici, eppure...
Il dr. Schmidt è morto!
Lo piangono le sue macchine,
gli ingranaggi, i monitors,
nessuno poteva immaginarselo.
Il dr. Schmidt è morto,
seppellito in un giardino di silicone,
lo vegliano quattro cipressi sintetici,
ed era un grand'uomo
il dr. Schmidt...
Morto suicida,
senza saperlo.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Anima

    A volte sento di non appartenere a questo mondo;
    l'anima mia vaga senza posa tra deserti vasti
    e praterie.
    Il tempo trascorre e vola via senza spazio
    per i sogni,
    e scorre sulle mie stagioni ingiallite
    così come la mia mano su questi versi
    inutili.
    Di fronte a me la città illuminata a giorno,
    nella notte.
    Le infrastrutture d'acciaio,
    le auto veloci e scintillanti, come dardi di fuoco,
    nella notte.
    Le insegne dei bar, la gente che passa nella sua gelida indifferenza
    milioni di anime che passano lentamente
    nella notte.
    Ma i miei occhi vedono il passo furtivo di un gatto randagio.
    Ed il mio cuore sente un fiore che sboccia in una piccola aiuola.
    Forse per questo mi sembra d'essere
    un poeta.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Biografia della parola rivoluzione

      Parola che nacque in un vomito di sangue
      Parola che il primo a dirla affogò in essa.
      Parola sempre in piedi.
      Parola sempre in marcia.
      Parola contumace nella modernità.
      Parola che si pronuncia coi pugni.
      Parola grande fino a traboccare dai margini dei dizionari.
      Parola di affetto facile come una curva.
      Parola di quattro frecce sparate verso i punti cardinali.
      Così rimase sradicato d'oblio ogni aneddoto
      su uno dei vertici più remoti del tempo
      i dolori umani fecero campi di concentramento
      per intraprendere la strada, verso quale cielo?
      Ognuno secondo la sua intensità prese un diverso carattere
      alfabetico e la parola rimase scritta:
      rivoluzione
      Poi il sole passando attraverso di essa per sprofondare
      nella notte accese le sue undici lettere:
      rivoluzione.
      E fu la prima insegna luminosa del mondo.
      Adesso è nell'uomo così come è nell'ossigeno dell'acqua.
      Campi, città, mari, contano una popolazione nei suoi
      echi.
      Ha sottratto lo spazio ai corpi che si dilatano.
      Ha violenza e distruzione di onda di vento.
      Penetra nelle anime con una sensualità di aratro.
      Cartello scritto nello spazio di due braccia erette,
      alziamolo con la vita.
      Anonimo
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        Corpo felice, acqua tra le mie mani,
        volto amato dove contemplo il mondo,
        dove graziosi uccelli si riflettono in fuga,
        volando alla regione dove nulla si oblia.

        La forma che ti veste, di diamante o rubino,
        brillio di un sole che tra le mie mani abbaglia,
        cratere che mi attrae con l'intima sua musica,
        con la chiamata indecifrabile dei denti.

        Muoio perché m'avvento, perché voglio morire
        o vivere nel fuoco, perché quest'aria che spira
        non mi appartiene, è l'alito rovente
        che se m'accosto brucia e dora le mie labbra dal profondo.

        Lascia, lascia che guardi, infiammato d'amore,
        mentre la tua purpurea vita mi arrossa il volto,
        che guardi nel remoto clamore del tuo grembo
        dove muoio e rinuncio a vivere per sempre.

        Voglio amore o la morte, o morire del tutto,
        voglio essere il tuo sangue, te, la lava ruggente
        che bagnando frenata estreme membra belle
        sente così i mirabili confini dell'esistere.
        Anonimo
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          Guardo fuori dalla finestra
          piove su Milano
          un grigiore accomuna
          case, strade e persone
          pozzanghere calpestate
          dai frenetici passi
          di chi non può fermarsi
          qualcuno aspetta, impaziente
          alla fermata
          poche facce con un sorriso
          molti isolati dal mondo
          dalle loro storie
          dai loro pensieri
          che la pioggia
          non riesce a lavare via
          guardo fuori dalla finestra
          anch'io come loro
          sogno posti diversi,
          una vita diversa
          anch'io come loro
          seguo i miei pensieri
          nella pioggia
          aspettando un raggio di sole.
          Anonimo
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