Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

Dormi, Liù

Dorme la corriera
dorme la farfalla
dormono le mucche
nella stalla

il cane nel canile
il bimbo nel bimbile
il fuco nel fucile
e nella notte nera
dorme la pula
dentro la pantera

dormono i rappresentanti
nei motel dell'Esso
dormono negli Hilton
i cantanti di successo
dorme il barbone
dorme il vagone
dorme il contino
nel baldacchino
dorme a Betlemme
Gesù bambino
un po' di paglia
come cuscino
dorme Pilato
tutto agitato

dorme il bufalo
nella savana
e dorme il verme
nella banana
dorme il rondone
nel campanile
russa la seppia
sul'arenile
dorme il maiale
all'Hotel Nazionale
e sull'amaca
sta la lumaca
addormentata

dorme la mamma
dorme il figlio
dorme la lepre
dorme il coniglio
e sotto i camion
nelle autostazioni
dormono stretti
i copertoni

dormono i monti
dormono i mari
dorme quel porco
di Scandellari
che m'ha rubato
la mia Liù
per cui io solo
porcamadonna
non dormo più.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Calypso

    Più svelto, macchinista, e fammi in fretta
    la Springfield Line sotto il sole splendente.
    Via come un razzo, non fermarti mai
    finché non freni in Grand Central, New York.
    Perché ad aspettarmi c'è laggiù,
    in mezzo a quel salone, colui che fra tutti amo di più.
    Se non è lì quando arrivo in città
    starò sul marciapiede e piangerò.
    Perché è lui che voglio rimirare,
    l'acme di perfezione e di bontà.
    Se mi serra la mano e mi dice "ti amo",
    ed è per me un fenomeno sublime.
    I boschi sono tutti verdi e lustri ai lati del binario
    ; anche gli alberi hanno i loro amori, pur diversi dal mio.
    Ma il povero banchiere vecchio e obeso, in carrozza di lusso,
    non ha nessuno che lo ami eccetto il suo avana.
    Se fossi io il Capo dela Chiesa o dello Stato,
    m'inciprierei il naso e ordinerei a tutti di aspettare.
    Perché l'amore conta ed è potente
    ben più di un prete o di un politicante.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Né mistero né dolore

      Né mistero né dolore
      né volontà sapiente del destino:
      sempre quell'incontrarci ci lasciava
      l'impressione di una lotta.

      Ed io, indovinato dal mattino
      l'attimo del tuo arrivo,
      percepivo nei palmi socchiusi
      il morso leggero di un tremito.

      Con dita arse sgualcivo
      la variopinta tovaglia del tavolo...
      Capivo fin da allora
      quanto è angusta questa terra.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        Or son molti e molti anni
        che in un regno in riva al mare
        viveva una fanciulla che col nome
        chiamerete di Annabel Lee:
        e viveva questa fanciulla con non altro pensiero
        che d'amarmi e d'essere amata da me.
        Io ero un bimbo e lei una bimba,
        in questo regno in riva al mare;
        ma ci amavamo d'un amore ch'era più che amore-
        io e la mia Annabel Lee –
        d'un amore che gli alati serafini in cielo
        invidiavano a lei ed a me.
        E fu per questo che –oh, molto tempo fa-
        in questo regno in riva al mare
        un vento soffiò da una nube, raggelando
        la mia bella Annabel Lee;
        così che vennero i suoi nobili parenti
        e la portarono da me lontano
        per rinchiuderla in un sepolcro
        in questo regno in riva al mare.
        Gli angeli, non così felici in cielo come noi,
        a lei e a me portarono invidia –
        oh sì! E fu per questo ( e tutti ben lo sanno
        in questo regno in riva al mare)
        che quel vento irruppe una notte dalla nube
        raggelando e uccidendo la mia bella Annabel Lee.
        Ma molto era più forte il nostro amore
        che l'amor d'altri di noi più grandi-
        che l'amor d'altri di noi più savi-
        e né gli angeli lassù nel cielo
        né i demoni dentro il profondo mare
        mai potran separare la mia anima dall'anima
        della bella Annabel Lee: -
        giacché mai raggia la luna che non mi porti sogni
        della bella Annabel Lee;
        e mai stella si leva ch'io non senta i fulgenti occhi
        della bella Annabel Lee: -
        e così, nelle notti, al fianco io giaccio
        del mio amore – mio amore – mia vita e mia sposa,
        nel suo sepolcro lì in riva al mare,
        nella sua tomba in riva al risonante mare.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Lamento per il sud

          La luna rossa, il vento, il tuo colore
          di donna del Nord, la distesa di neve...
          Il mio cuore è ormai su queste praterie,
          in queste acque annuvolate dalle nebbie.
          Ho dimenticato il mare, la grave
          conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
          le cantilene dei carri lungo le strade
          dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
          ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
          nell'aria dei verdi altipiani
          per le terre e i fiumi della Lombardia.
          Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
          Più nessuno mi porterà nel Sud.
          Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
          in riva alle paludi di malaria,
          è stanco di solitudine, stanco di catene,
          è stanco nella sua bocca
          delle bestemmie di tutte le razze
          che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
          che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
          Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
          costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
          mangiano fiori d'acacia lungo le piste
          nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
          Più nessuno mi porterà nel Sud.
          E questa sera carica d'inverno
          è ancora nostra, e qui ripeto a te
          il mio assurdo contrappunto
          di dolcezze e di furori,
          un lamento d'amore senza amore.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            In un momento

            In un momento
            Sono sfiorite le rose
            I petali caduti
            Perché io non potevo dimenticare le rose
            Le cercavamo insieme
            Abbiamo trovato delle rose
            Erano le sue rose erano le mie rose
            Questo viaggio chiamavamo amore
            Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
            Che brillavano un momento al sole del mattino
            Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
            Le rose che non erano le nostre rose
            Le mie rose le sue rose
            P. S. E così dimenticammo le rose.
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              George Gray

              Molte volte ho studiato
              la lapide che mi hanno scolpito:
              una barca con vele ammainate, in un porto.
              In realtà non è questa la mia destinazione
              ma la mia vita.
              Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
              il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
              l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
              Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
              E adesso so che bisogna alzare le vele
              e prendere i venti del destino,
              dovunque spingano la barca.
              Dare un senso alla vita può condurre a follia
              ma una vita senza senso è la tortura
              dell'inquietudine e del vano desiderio —
              una barca che anela al mare eppure lo teme.
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                Scritta da: Silvana Stremiz

                Amore non dannarmi

                Amore non dannarmi al mio destino
                tienimi aperte tutte le stagioni
                fa che il mio grande e tiepido declino
                non si addormenti lungo le pulsioni
                metti al passivo tutte le passioni
                dormi teneramente sul cuscino
                dove crescono provvide ambizioni
                d'amore e di passione universale,
                toglimi tutto e non mi fare male.
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                  Scritta da: Silvana Stremiz

                  In quanti modi ti amo?

                  In quanti modi ti amo? Fammeli contare.
                  Ti amo fino alla profondità, alla larghezza e all'altezza
                  Che la mia anima può raggiungere, quando partecipa invisibile
                  Agli scopi dell'Esistenza e della Grazia ideale.
                  Ti amo al pari della più modesta necessità
                  Di ogni giorno, al sole e al lume di candela.
                  Ti amo generosamente, come chi si batte per la Giustizia;
                  Ti amo con purezza, come chi si volge dalla Preghiera.
                  Ti amo con la passione che gettavo
                  Nei miei trascorsi dolori, e con la fiducia della mia infanzia.
                  Ti amo di un amore che credevo perduto
                  Insieme ai miei perduti santi, - ti amo col respiro,
                  I sorrisi, le lacrime, di tutta la mia vita! - e, se Dio vorrà,
                  Ti amerò ancora di più dopo la morte.
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                    Scritta da: Silvana Stremiz
                    Démons et merveilles
                    Vents et marées
                    Au loin déjà la mer s'est retirée
                    Et toi
                    Comme une algue doucement caressée par le vent
                    Dans les sables du lit tu remues en rêvant
                    Démons et merveilles
                    Vents et marées
                    Au loin déjà la mer s'est retirée
                    Mais dans tes yeux entr'ouverts
                    Deux petites vagues sont restées
                    Démons et merveilles
                    Vents et marées
                    Deux petites vagues pour me noyer.
                    Demoni e meraviglie
                    Venti e maree
                    Lontano di gia' si e' ritirato il mare
                    E tu
                    Come alga dolcemente accarezzata dal vento
                    Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
                    Demoni e meraviglie
                    Venti e maree
                    Lontano di gia' si e' ritirato il mare
                    Ma nei tuoi occhi socchiusi
                    Due piccole onde son rimaste
                    Demoni e meraviglie
                    Venti e maree
                    Due piccole onde per annegarmi.
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