Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz
He ate and drank the precious Words -
His Spirit grew robust -
He knew no more that he was poor,
Nor that his frame was Dust -
He danced along the dingy Days
And this Bequest of Wings
Was but a Book - What Liberty
A loosened Spirit brings.
Mangiò e bevve le preziose Parole -
Il suo Spirito crebbe robusto -
Non era più consapevole d'essere povero,
Né che le sue ossa fossero Polvere -
Danzava lungo gli squallidi Giorni
E questo Lascito d'Ali
Era soltanto un Libro - Che Libertà
Procura uno Spirito affrancato -
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Ti sei stancata di portare il mio peso

    Ti sei stancata di portare il mio peso
    ti sei stancata delle mie mani
    dei miei occhi della mia ombra
    dei miei tradimenti
    le mie parole erano incendi
    le mie parole erano pozzi profondi
    le mie parole erano stanchezza, noia serale,
    un giorno improvvisamente
    sentirai dentro di te
    il peso dei miei passi
    che si allontanano esitando
    quel peso sarà quello più grave.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      A Zacinto

      Né più mai toccherò le sacre sponde
      ove il mio corpo fanciulletto giacque,
      Zacinto mia, che te specchi nell'onde
      del greco mar da cui vergine nacque

      Venere, e fea quelle isole feconde
      col suo primo sorriso, onde non tacque
      le tue limpide nubi e le tue fronde
      l'inclito verso di colui che l'acque

      cantò fatali, ed il diverso esiglio
      per cui bello di fama e di sventura
      baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

      Tu non altro che il canto avrai del figlio,
      o materna mia terra; a noi prescrisse
      il fato illacrimata sepoltura.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        So quello che dirmi
        vorresti in quest'ora...
        Non dirlo!
        Guarda laggiù il fondo dello stagno
        che si fa cupo
        e come si rincorrono le nuvole
        specchianti sul velluto nero...
        Non dirlo!
        Questa è una mala notte.
        Lo so,
        in quest'ora infuria
        nel profondo del tuo petto
        tutto ciò che ti preme.
        Non chiedere!
        Sulla tua bocca indugia
        ancora la parola che ci fa infelici...
        Non dirla!
        Questa è una mala notte.
        Me lo dirai domani.
        Non lo sappiamo,
        chissà forse
        domani tutto sarà miracolosamente facile
        ciò che oggi nessun cuore può sopportare,
        ciò che oggi mi rende tanto infelice.
        Non chiedere!
        Questa è una mala notte.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          No, non dire mai che il mio cuore è stato falso (Sonetto 109)

          No, non dire mai che il mio cuore è stato falso
          Anche se l'assenza sembrò ridurre la mia fiamma;
          come non è facil ch'io mi stacchi da me stesso,
          così è della mia anima che vive nel tuo petto:
          quello è il rifugio mio d'amore; se ho vagato
          come chi viaggia, io di nuovo lì ritorno
          fedelmente puntuale, non mutato dagli eventi,
          tanto ch'io stesso porto acqua alle mie colpe.
          Non credere mai, pur se in me regnassero
          tutte le debolezze che insidiano la carne,
          ch'io mi possa macchiare in modo tanto assurdo
          da perdere per niente la somma dei tuoi pregi:
          perché niente io chiamo questo immenso universo
          tranne te, mia rosa; in esso tu sei il mio tutto.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Quanto ancor più bella sembra la bellezza (Sonetto 54)

            Quanto ancor più bella sembra la bellezza,
            per quel ricco ornamento che virtù le dona!
            Bella ci appar la rosa, ma più bella la pensiamo
            per la soave essenza che vive dentro a lei.
            Anche le selvatiche hanno tinte molto intense
            simili al colore delle rose profumate,
            hanno le stesse spine e giocano con lo stesso brio
            quando la brezza d'estate ne schiude gli ascosi boccioli:
            ma poiché il loro pregio è solo l'apparenza,
            abbandonate vivono, sfioriscono neglette e
            solitarie muoiono. Non così per le fragranti rose:
            la loro dolce morte divien soavissimo profumo:
            e così è; per te, fiore stupendo e ambito,
            come appassirai, i miei versi stilleran la tua virtù.
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Adolescente

              Su te, vergine adolescente,
              sta come un'ombra sacra.
              Nulla è più misterioso
              e adorabile e proprio
              della tua carne spogliata.
              Ma ti recludi nell'attenta veste
              e abiti lontano
              con la tua grazia
              dove non sai chi ti raggiungerà.
              Certo non io. Se ti veggo passare
              a tanta regale distanza,
              con la chioma sciolta
              e tutta la persona astata,
              la vertigine mi si porta via.
              Sei l'imporosa e liscia creatura
              cui preme nel suo respiro
              l'oscuro gaudio della carne che appena
              sopporta la sua pienezza.
              Nel sangue, che ha diffusioni
              di fiamma sulla tua faccia,
              il cosmo fa le sue risa
              come nell'occhio nero della rondine.
              La tua pupilla è bruciata
              dal sole che dentro vi sta.
              La tua bocca è serrata.
              Non sanno le mani tue bianche
              il sudore umiliante dei contatti.
              E penso come il tuo corpo
              difficoltoso e vago
              fa disperare l'amore
              nel cuor dell'uomo!

              Pure qualcuno ti disfiorerà,
              bocca di sorgiva.
              Qualcuno che non lo saprà,
              un pescatore di spugne,
              avrà questa perla rara.
              Gli sarà grazia e fortuna
              il non averti cercata
              e non sapere chi sei
              e non poterti godere
              con la sottile coscienza
              che offende il geloso Iddio.
              Oh sì, l'animale sarà
              abbastanza ignaro
              per non morire prima di toccarti.
              E tutto è così.
              Tu anche non sai chi sei.
              E prendere ti lascerai,
              ma per vedere come il gioco è fatto,
              per ridere un poco insieme.
              Come fiamma si perde nella luce,
              al tocco della realtà
              i misteri che tu prometti
              si disciolgono in nulla.
              Inconsumata passerà
              tanta gioia!
              Tu ti darai, tu ti perderai,
              per il capriccio che non indovina
              mai, col primo che ti piacerà.
              Ama il tempo lo scherzo
              che lo seconda,
              non il cauto volere che indugia.
              Così la fanciullezza
              fa ruzzolare il mondo
              e il saggio non è che un fanciullo
              che si duole di essere cresciuto.
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