Le migliori poesie inserite da Michele Gentile

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Scritta da: Michele Gentile

In viaggio

Poche parole in viaggio,
un sogno, inchiostro
per tracciarne i contorni e
qualche addio
che ti ricordi la strada.
Capita di perdersi e non tornare
succede a volte...
di crescere nella notte
di dover attendere,
ammirare un paesaggio
che sta lì per caso.
In riva al Fiume hanno acceso i fuochi
hai imparato
e cantato la stessa canzone
non prestando attenzione al pubblico,
agli assenti.
Gli applausi?
Magra consolazione!
Composta martedì 16 ottobre 2012
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    Scritta da: Michele Gentile

    Per favore il conto

    Sono uscito senza bancomat
    stasera
    volevi una vita da scout
    che mi facesse pena,
    per favore il conto.
    Suppongo
    sia un diritto
    non rinunciare al proprio habitat
    per cena.
    Volevo darti un passe partout
    e ho digerito bocconi amari
    per far suonar la sveglia,
    pesante come un mammut
    in uno zoo di cristalli.
    Tu mi accarezzi il cuscino e dormi
    per favore il conto
    tu ti accarezzi il pizzo e non parli,
    per favore il conto
    tu voti chi gli pare e non ti senti
    per favore uno sconto.
    Composta lunedì 4 novembre 2013
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      Scritta da: Michele Gentile

      Castigo

      Ciò che merito.
      Sentire l'aria stracciarsi,
      in fondo all'anima svanire
      strappata via
      come amuleto
      dal collo.
      Adagio le ossa del cielo
      su sabbie di clessidra,
      degno sepolcro
      vestigie di una felicità
      abbattuta dalla ragione.
      Rabbia
      cupa marea avanza!
      Potrai mai cancellare la sua dolce effigie?
      Composta martedì 7 gennaio 2014
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        Scritta da: Michele Gentile

        Arresta il Sistema

        Alla tua
        perché la mia
        se n'è già andata,
        oltralpe, seguendo il flusso
        che migra sulla solita strada.
        Arresta il Sistema
        senza aggiornamenti
        se non lo fai adesso
        poi te ne penti.
        Alla sua
        perché la tua
        se la son già presa,
        oltremodo, picchiando quella offesa
        che legge, pensa e lotta,
        che insomma, non s'è arresa.
        Arresta il Sistema
        senza aggiornamento
        se tardi ancora un po
        ci pensa il parlamento?
        E fai una foto che te la fanno
        e fai una festa che te la fanno
        ti piace tanto e condividi il danno
        che questi grattano e vinceranno.
        Alla nostra, all'agorafobia
        al sangue del tuo sangue
        che si diverte e spia,
        abiurando Bury
        ci si allena per garzon
        palleggiando senza testa
        facce a faccia sull'iphone.
        Arresta il Sistema
        prima del contrario
        arresta il Sistema
        senza far rumore
        arresta il Sistema
        che peggio di così
        si muore.
        Composta martedì 5 novembre 2013
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          Scritta da: Michele Gentile

          Hanno ucciso tutti i poeti

          Da non crederci
          me l'ha detto Barbara,
          dopo l'ultimo cliente.
          C'era gente, si
          parecchia gente in strada
          impiegati, dottori, cravattari
          qualche spicciolo di sole
          un piatto di vongole e calamari.
          Io non volevo crederci
          me l'ha confermato Maddalena
          con l'ultimo cliente.
          C'era gente, si
          parecchia gente in piazza
          insegnanti, operai, palazzinari
          qualche spicciolo d'amore
          un piatto di carciofi e un paio di spari.
          Continuavo a dubitare
          mi ha svegliato Veronica
          prima che arrivasse il presidente.
          C'era gente, si
          parecchia gente a casa
          pensionati, poliziotti, cassintegrati
          qualche spicciolo di santità
          un piatto di minestra e un manipolo d'ingrati.
          Dio non voleva crederci...
          Composta venerdì 8 novembre 2013
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            Scritta da: Michele Gentile

            In frantumi

            Una fiaba
            scivola nei respiri,
            ancora.
            Poi
            questo mare
            si alzerà,
            correrà
            a svegliare il faro.
            Le rose
            torneranno a pregare
            le spine
            a conoscere altre corone.
            La cura di una carezza
            senza dolore.
            Questo cielo poi
            piangerà,
            correrà a cullare
            la vacuità del vero
            e noi
            non avremo più
            sogni da ordire.
            Già reca silenzi
            la stagione dei sorrisi,
            in frantumi giace
            questa nostra terra.
            Composta martedì 15 aprile 2014
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              Scritta da: Michele Gentile

              Felice

              Non ti importa
              della pioggia
              che continua
              a chiamarti.
              Né degli occhi
              che invecchiano,
              che non sanno
              più piangere.
              Hai i tuoi tramonti,
              le domande di un bambino.
              Guardi oltre la colpa
              raccogli un po' d'amore.
              Ti vesti di sorrisi...
              un passaggio dall'arcobaleno
              e mi ripeti;
              "bisogna saperla
              indossare la felicità."
              Composta venerdì 2 maggio 2014
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                Scritta da: Michele Gentile

                Mare

                Lascia che asciughi
                le tue lacrime
                amato mio mare.
                Farai ritorno tra gli uomini
                dopo avermi mostrato
                come si scoprono nuove isole
                in questo deserto di nuvole.
                Il vento della sera
                ha smesso di chiamare
                in disparte invecchia
                una coltre di sole.
                Giudichino pure questi nostri affanni
                una semplice circostanza
                nessuno si accorgerà di un altro silenzio.
                Le terre temono la verità
                più di mille tempeste;
                confondono la stanchezza dei remi
                con l'eco di antiche accuse.
                Così termina l'insensato viaggio
                in attesa di un porto sincero,
                così s'apre il giusto sentiero
                verso abissi più cari.
                Riposerà la pioggia,
                distratto il faro
                resteremo insieme
                a guardare le stelle.
                Composta martedì 15 marzo 2016
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