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Poesie inserite da Michele Gentile

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Michele Gentile

Alle radici del vuoto

Se veramente siamo
se veramente non ci abituiamo
nessuno verrà a cercarci.
Nessuno ci chiederà un po' del nostro tempo
per tradire le attese.
Gli occhi contano
le assenze che ci restano,
gli inverni svitano la memoria
fino a farne colare i ricordi
sulle labbra del precipizio.
Cadiamo in rovina
uno alla volta
pronunciando l'estasi del silenzio;
qui nessuno ha paura del buio.
Composta lunedì 10 maggio 2021
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    Scritta da: Michele Gentile

    Al quinto giorno di vento

    Me ne andai senza una scusa.
    Sull'orlo delle labbra
    si strapparono parole d'addio.
    Volarono via come foglie secche
    dal ramo. Un foglio ingiallito
    rimbalzava per il vicolo
    oroscopi e defunti.
    Ero dove mi ero lasciato,
    in verticale attesa di un brivido
    che ricucisse il mio intimo abbandono.
    Composta lunedì 3 maggio 2021
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      Scritta da: Michele Gentile

      Relitto

      Accanto a me giace
      il pallore disperso del cielo
      nel muto richiamo del vento.
      È di chi resta,
      di chi scampa al naufragio
      l'aspro suolo che vacilla,
      l'assiepata solitudine di veglie
      strappate alla sera.
      In questa notte a venire
      trovo riparo,
      nel farmi bastare il passato
      prima d'esser divorato
      dal silenzio.
      Composta venerdì 30 aprile 2021
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        Scritta da: Michele Gentile

        Clone

        Troppe domande,
        spasmi che non hanno suono.
        Maturano strisciando tra i denti
        stagionano le labbra,
        riscrivono le regole
        della buona educazione.
        Il modo in cui sorrido,
        come mi uccido
        sono contrazioni di una lampada
        allucinazioni ipnagogiche
        di un miraggio qualsiasi
        perché si sa...
        l'istinto di sopravvivenza
        è tipico di un clone,
        la rara controindicazione
        di un dolore
        che ha smesso di nuocere.
        Composta martedì 6 aprile 2021
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          Scritta da: Michele Gentile

          Alla mia città

          Il canto sei di antiche acque
          che mareggia tra i lidi e la campagna.
          Il sole che mescola i colori dei palazzi,
          la salsedine che accarezza viali e cortili.
          Sei la luna che corteggia il mare
          e tace al Fiume la veglia dei pescatori.
          Il graffio dell'alba che accende gli orizzonti,
          la confidenza del tramonto
          che incendia i silenzi.
          Sei Procoio e il maggese che esulta,
          la Via Severiana dove fiorisce l'alloro.
          La Villa di Plinio che riposa fra i ruderi,
          la resina delle pinete.
          I delfini che si rincorrono a Tor Paterno,
          l'odore dei krapfen a Piazza Anco Marzio,
          le telline del Borghetto, le dorate dune.
          Sei Torre San Michele ancora ritta e fiera senza pace e senza più una guerra,
          le bianche vele in porto
          le verità dell'Idroscalo,
          l'Isola dei Cavalli,
          Tor Boacciana a guardia del Tevere
          fin su a Fiumara Grande.
          Le immortali vestigia
          e la Rocca della Città Antica
          che sfidano i giorni con ironico inchino.
          I pittori, i poeti, i gabbiani
          gli innamorati che al Pontile
          si vanno a raccontare,
          la voce del vento che continua a chiamare.
          Sei le mie stagioni, il mio cammino.
          Le radici che palpitano
          e si tuffano nella tua terra,
          città mia,
          il cielo di cui ho bisogno,
          quel nome che si fa sogno
          tutte le volte che la Sacra Regina
          e la solitaria Venere
          ti augurano la buonanotte.
          Composta lunedì 5 aprile 2021
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            Scritta da: Michele Gentile

            21 marzo

            Ardisco quei germogli
            che predano le stagioni
            mi nutro di radici
            che mi augurano cielo.
            Diventi mare, aria
            voce di me.
            E gli orli delle parole
            respirano il conforto.
            Allora canta e fiorisci
            e ancora canta e piovi mia Poesia.
            Sollevami, ti prego aiutami
            ad esistere oltre quello che sono,
            stretto nella mia mano
            che impugna un verso
            per non lasciarmi andare via.
            Composta domenica 21 marzo 2021
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              Scritta da: Michele Gentile

              Il guerriero

              La guerra è alle porte
              e questa terra
              è già piena di croci.
              Piena di albe morenti
              sul greto del fiume.
              Oltre la collina le mie dita
              catturano un piccolo sole
              mentre gli eroi se ne tornano a casa.
              Non mi cercare, ho pianto troppe partenze
              fingendomi ancora in vita.
              Resto e combatto, ancora.
              Un giorno, non ricordo quale,
              riposerò anch'io tra i girasoli
              finalmente in pace, indifeso
              libero da tutta questa rabbia.
              Composta martedì 23 febbraio 2021
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