Le migliori poesie inserite da Michele Gentile

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Scritta da: Michele Gentile

Son gaio

Son gaio
che male c'è?
Se fossi inglese
alle cinque
mi farei un te
invece son gaio
e alle due
mi faccio un bel caffè.
Son felice
non è questione di predisposizione
né di considerazione
autodeterminazione
biforcazione...
se fosse per me,
umanamente,
sarei gaio insieme a te.
Rispetto la tua rima,
se preferisci autostima
che senza quella non c'è vita
ma io son gaio più di prima.
Don Caio fa finta di niente
preferisce confessarmi
Tizio picchia come un fabbro
ed io dovrei discolparmi?
Colpa mia e colpa sia!
Son gaio,
che bello è
dir di si ad un inglese
che alle cinque
vuole solo te!
Composta domenica 10 novembre 2013
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    Scritta da: Michele Gentile

    Santa inquisizione

    Chiedo perdono,
    umilmente
    come solo un peccatore
    della mia specie
    può fare.
    Ho inciso questa vita nelle carni
    in profondità,
    sorridendo quand'ero in me
    scrivendo rabbia nei giorni offesi.
    Chiedo perdono
    per aver ucciso la speranza e
    averla seppellita ancora viva.
    Chiedo perdono per aver reciso giovani fiori
    per averli dipinti di nero
    e cuciti sul mio drappo.
    Quale misera umanità rappresento
    quanti errori,
    nei vostri letti sarei stato il benvenuto
    tra il piacere
    e il dovere
    di raccontarvi un uomo nudo...
    chiedo perdono
    chiedo perdono.
    Composta domenica 8 dicembre 2013
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      Scritta da: Michele Gentile

      Avanti

      Le gemme della memoria
      incontrano la mia carezza.
      Soave
      germoglia nel vento
      brezza di pace,
      quiete che la marea
      sussurra alla foce.
      Avanti mio vecchio cuore!
      L'inverno ti sorride.
      Giorni di pioggia
      ti appartengono,
      bruma straniera di vita
      danza intorno al tuo fuoco.
      Avanti allora, sino all'oro
      su rotte di un tempo corsaro
      governando nuove burrasche
      con redini d'argilla.
      Non temere mai la scorza del cielo,
      perditi
      in questa terra nuova di speranza.
      Composta giovedì 2 gennaio 2014
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        Scritta da: Michele Gentile

        Maledizione

        Trovai scampo
        sulle tue labbra
        tacendo i giorni
        della colpa,
        spogliandomi
        d'ogni ragione.
        Morivo
        ad ogni tuo addio,
        lontana dal mio sguardo
        persino Iddio
        tremava
        al mio pianto.
        La tua pelle di notte
        le porte del sogno,
        senza pietà
        come radice
        nella terra di cui ha bisogno
        dolce rovina tra le tue braccia.
        Dove sei dolce maledizione,
        infinita pazzia?
        Un uomo senza onore
        brama il tuo sapore...
        come un cane
        il suo padrone.
        Composta giovedì 2 gennaio 2014
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          Scritta da: Michele Gentile

          Sotto la pioggia

          Forse solo un sorriso
          che obbedisce al passato
          sfiderà queste nubi.
          È tutto così semplice
          sotto la pioggia.
          Cancellate le impronte
          volato via
          quel poco di buono,
          resta una pietra
          sulla quale rinascere.
          Hai ragione tu,
          domani non ci riguarda
          finalmente soli
          oggi che anche la rabbia
          ci ha abbandonato.
          Composta sabato 26 luglio 2014
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            Scritta da: Michele Gentile

            Liturgia

            Resta una sigaretta spenta,
            una macchia di gelato
            restano una poesia da finire
            e un altare da ricostruire.
            Resta la sera sul davanzale,
            l'ultima lacrima prima di partire
            restano una luce accesa
            e una vita da dimenticare.
            Ma io non voglio vedere oltre le tue spalle
            non voglio sgusciarti via dalle mani,
            inchiodo al muro le nostre ombre
            che restano abbracciate
            aspettando che faccia giorno.
            Composta lunedì 3 luglio 2017
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              Scritta da: Michele Gentile

              Esecuzione capitale

              Perderò la testa
              per mastro titta
              per uno struggente tramonto
              in soffitta.
              Vilipeso tra
              un sconfitta in trasferta
              e il leggendario gra
              questo è un popolo in continuo movimento,
              in perenne migrazione;
              dal senso civico e la buona educazione
              agli alti pascoli della più cupa rassegnazione.
              Che di ottavi monarchi ne ho piene le tasche
              come gli spiccioli di questa fontana
              come le ore perse ad una fermata
              come a dire "a chi tocca nun sé ngrugna"
              porgendo l'altra guancia alla vergogna
              se solo mandi giù bocconi amari
              e ti rimane un filo di voce impigliato nelle mani.
              Ce ne sono di escrementi, di voragini, prestanome e cardinali
              neroni che incendiano la rabbia
              per questo castello sulla sabbia
              chiamato Roma, chiamato urbe
              di lupe e volpi poco furbe
              per decidere qualcosa di sensato
              senza darsi troppe arie su pè l naso.
              Non è pasquino che è tornato.
              È solo il canto stupido e spaesato
              di chi di quest'eterna capitale
              n'è ancora tutto sommato innamorato.
              Ma lorsignori saran d'accordo
              su questo fastidioso corso degli eventi
              che qui di fulgido e glorioso
              sono rimasti solo i monumenti.
              Il barcarolo va contro corrente
              parla ma non dice niente,
              fra le sponde e i ponti sul biondo incedere
              medita che in fin dei conti
              ciascuno ha quello che si merita.
              "Bonanotte popolo"
              l'eco finalmente si risente
              "torna a dormì e lassa perde
              tutte ste faccenne. Aricordete ora e ancora
              che nun ce stà nisuna assoluzione
              e che stamo e ce staremo sempre
              nell'anno der signore!"
              Composta mercoledì 17 gennaio 2018
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