Le migliori poesie inserite da Michele Gentile

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Scritta da: Michele Gentile

Alla tua!

Non hai un lavoro,
aperitivo
non hai un futuro,
aperitivo
sei passivo,
aperitivo
non puoi fare neppure il pornodivo,
aperitivo
bevi vino
aperitivo
bevi birra,
aperitivo
ti bevi tutto
aperitivo
Bobo Vieri,
aperitivo
Belen Rodriguez,
aperitivo
solo ieri,
aperitivo
facevi i quiz,
aperitivo
mentre ora,
aperitivo
ti dai allo spritz,
aperitivo.
Non sogni più,
aperitivo
non conti più,
aperitivo
la mandi giù,
aperitivo
non torna su,
aperitivo
lo sai anche tu,
aperitivo
sei proprio tu?
aperitivo.
Buonanotte.
Composta domenica 10 novembre 2013
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    Scritta da: Michele Gentile

    Pace

    Non avevo dominio
    sui Signori del vento.
    Sortilegi accennati
    dai tiranni del silenzio
    ritrovavo incisi
    sulla nuda pelle.
    Ingiurie
    eredi di asservite labbra
    lame pronte
    a sferrare il castigo mortale.
    Stesso sangue
    stessi fiori,
    lo stesso lenzuolo di stelle.
    Perché mai
    non issare aurore di pace?
    Ladri e poeti,
    muta campana
    pregate ora per altri cuori,
    il mio
    ha imparato ad amare.
    Composta venerdì 18 aprile 2014
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      Scritta da: Michele Gentile

      Arcangelo

      Chi brama l'orizzonte
      le anime, il cielo
      fugge il tuo nome.
      Fiero respiro
      del divino comando
      legge di spada.

      Terribilis est locus iste
      ombra di guerra
      Hic domus dei est
      non sarò io a tacere
      et porta coeli
      a spegnere la croce.

      La morte sorride
      soffoca l'indulgente attesa
      e china il capo
      dinanzi al tempo tuo,
      tempo senza stagioni
      senza pietà
      tempo di approdo.
      Composta martedì 29 settembre 2015
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        Scritta da: Michele Gentile

        Pioveva a Roma

        "Roma è una cosa a parte;
        si spiega con un tramonto
        e si capisce con una carezza".
        Quante volte me l'hai detto.
        Pioveva e me lo trovai scritto in fondo all'anima,
        carne viva di un'incomprensibile mattino.
        Non dovevi partire!
        Le botticelle in fila per un turista
        Il tramonto sulle spalle di un Santo.
        L'inverno sta tornando
        si dispera lungo il Tevere.
        Crolla la sera al respiro della tua assenza,
        sei lontano
        mai straniero
        come nido violato
        un sorriso si è perso nel vento.
        "Roma non ha pretese.
        Non le importa del cielo
        non teme le offese".
        Mi fu detto ma pioveva ancora
        e ancora voglio vivere la vita
        come capriccio di bambini.
        Solo conciamo queste righe sottopelle
        solo sogno di ritrovarti presto
        in piedi su quella strada o in pace
        su quella panchina
        da dove si vedeva casa.
        Composta venerdì 26 febbraio 2016
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          Scritta da: Michele Gentile

          Il cuore mio

          Si salva a metà
          virando verso un sorriso.
          Con ali stanche
          evita le stelle
          per non schiantarsi
          su di una lacrima.
          Poi d'improvviso le cattura
          le imprigiona in uno sguardo,
          le dona all'aurora.
          Parla di sogni
          che ha prestato
          scrive di giorni
          che ha calpestato,
          si ripara dalla pioggia
          spogliandosi di ogni rancore.
          Si salva a metà
          morendo dentro un abbraccio,
          mi invita a tornare
          spalancandomi le porte del mare.
          Composta mercoledì 28 maggio 2014
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            Scritta da: Michele Gentile

            Zona d'ombra

            Non soccombo a queste onde
            sereni giorni
            incantatori di saccenti.
            Crepita la frontiera
            crena maleodorante,
            tollerando il sonno
            del girasole
            armo il torace.
            Avanzo di un secolo
            folate di minuti
            a scandire il martirio,
            lascio che parli
            il mio sangue.
            Combatti per la tua libertà,
            vieni alla luce.
            Cadremo insieme
            tenendoci per cuore
            sbranati,
            cremisi steli ma
            fuori dalla zona d'ombra.
            Composta sabato 13 giugno 2015
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              Scritta da: Michele Gentile

              Il figlio della luna

              Riemergo dal silenzio
              dei giorni a venire
              come Atlantide dagli abissi
              con quelle verità
              che vi possono guarire.
              Idolatro il sentiero
              che mi scelse da bambino,
              le sue ferite ancora aperte
              l'inchiostro sulla pelle,
              l'amaro in gola
              per infettarmi il sangue
              con la rabbia della parola.
              Il passo è lento ma
              non conosce riposo.
              Si muove nel vento
              feroce, vigoroso.
              Lascia impronte profonde
              sul mare in tempesta
              sono isole feconde
              che coltivo nella testa.
              Mille volte sono crollato
              scosso da una lacrima,
              mille volte mi sono rialzato
              con indosso quella lacrima,
              ogni giorno più forte e disperato di ieri
              un misantropo Pierrot che resta ancora in piedi.
              E oggi che l'età si compie
              oltre il corso della vita mia
              non c'è ragione
              che io cambi idea
              sulla malinconia.
              Nessuna obbedienza, nessuna pietà
              per chi non dimora la poesia,
              nessuna alleanza, nessun aldilà
              per chi vuole vietare la fantasia.
              Io sono il perdono
              che non merita questa realtà
              sono la grazia
              che non è concessa
              a sua maestà.
              Sono la tua preghiera
              sono la mia bandiera,
              sono uno che non ha paura
              sono solo un poeta,
              il figlio della luna.
              Composta mercoledì 25 marzo 2020
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