Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Gioia

Sentivo il bisogno di credere
in un amore più grande.
Un amore che accetta,
che non giudica,
che salva.

In un soffio leggero,
dalle labbra di un uomo,
hai raggiunto il mio cuore,
Dio.

Guida nella sventura,
amico nel dolore,
sei sceso dal cielo
e mi hai tenuto per mano.

Voglio far della mia vita
il tuo sorriso,
perché dal saperti felice
nasce la mia gioia.
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    Scritta da: Giuseppe Cutropia
    in Poesie (Poesie personali)

    Ci sono emozioni

    Ci sono emozioni
    frammenti del cuore.

    Ci sono emozioni
    lasciate nel dimenticatoio dell'anima.

    Ci sono emozioni
    che fanno male,
    emozioni che nel loro dolore
    le vivi più di ogni altra cosa.

    Ci sono emozioni
    che diventano parte di te.

    Ci sono emozioni...
    solo emozioni, e le insegui.

    Perché tu sei così...
    Vivi e ami col cuore.
    Composta sabato 31 ottobre 2015
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      Scritta da: dantino
      in Poesie (Poesie personali)

      Buonanotte

      Penso sia giusto abbandonarmi al sogno,
      nulla di personale vita mia,
      nessun rancore,
      tutto come doveva andare,
      solo l'illusione,
      di coricarmi al sole in riva al mare,
      nessun astio dentro la stanchezza,
      un continuo amore per la tua aggressiva e dolce guerra,
      senza tregua, ed io...
      con la mia voglia di dormire
      per dimenticare.
      Composta martedì 10 novembre 2015
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        Scritta da: Daniela Cesta
        in Poesie (Poesie personali)

        Ricordi, immaginazione, fantasia

        Quando cominciai a capire
        salivo le scale a quattro zampe,
        nella vecchia casa dei miei nonni,

        tutto scricchiolava, e le pietre antiche erano fredde,
        quando sono cresciuta, dall'alto scivolavo sulla lunga scalinata
        partivo come un razzo per scivolare e le pietre erano diventate

        lisce, levigate, lucide, ma nelle giornate di pioggia, non mi bastava più
        una intera casa per giocare, scendevo nelle cantine a guardare le botti
        gli attrezzi di campagna, oggetti antichi, prosciutti appesi,

        e un giorno cominciai a risalire le vecchie scale,
        sempre più su, fino all'ultima camera e capii che
        la scala continuava a salire nel buio.

        Avevo tra le mani la mia piccola bambola
        e una piccola porta scorticata, io vidi
        diedi una leggera spinta e come per magia la porta si spalancò,

        un bagliore giallo verde, arrivava da una piccola finestra,
        una soffitta mai visitata, pensai, bauli vecchi di secoli
        in un angolo, spalliere di un letto di ferro battuto,

        una specchiera di, chissà, quale trisnonna
        vecchie lettere con una calligrafia svolazzante ed elegante,
        mi tolsi le scarpe e le poggiai sul davanzale della finestrella

        gli ultimi raggi del sole scomparivano dietro la montagna
        e la luna spuntava, sembrava cantare dolci armonie celestiali,
        ascoltai il sussurro del vento, valutavo che chiamasse me,

        sentii lo sgocciolare della rugiada sugli steli di erba, nel prato
        e notai un sentiero verso il bosco, attraverso i vetri, lo reputavo cosi misterioso,
        immaginai elfi, fate, gnomi, su quel viottolo erboso

        immaginavo loro che danzavano sotto la luce della luna!
        E il bosco che sorrideva e tutti gli animali che facevano festa,
        lasciai la mia bambola e chiusi gli occhi mentre dentro le mie piccole narici

        entravano aromi e profumi di fiori ed erbe aromatiche
        farfalle che svolazzavano sopra la mia testa, e i folletti che
        chiamavano il mio nome...

        la mia immaginazione non aveva limite,
        abbandonai la mia bambola alla soffitta... per sempre,
        il bosco aspettava me, per ogni avventura nella natura.
        Composta domenica 8 novembre 2015
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          Scritta da: Giuseppe Cutropia
          in Poesie (Poesie personali)

          Un semplice uomo

          Ci sono poeti, scrittori
          c'è chi si reputa tale.

          Io?
          Non sono né l'uno né l'altro.
          Sono solo un uomo che ha preso una penna,
          e aperto il proprio cuore.

          Sono solo un uomo come tanti,
          ma che ama con anima e cuore.
          Che vive di un amore che gli scoppia dentro.
          Un semplice uomo, che ama una donna unica.
          Una donna di una bellezza,
          che ogni poeta vorrebbe decantare.
          E se l'avesse conosciuta Dante, avrebbe scritto solo il Paradiso.
          Ecco cosa sono.

          Un semplice uomo.

          E lei
          lei è ciò che di più bello la vita abbia potuto generare,
          lei è dolcezza, fascino, amore, passione.
          Lei è bellezza.
          Quella bellezza che gli occhi non possono
          vedere
          una bellezza accessibile solo a chi guarda col cuore.

          Ecco chi sono io
          un semplice uomo che ama,
          e se c'è qualcosa di speciale in me
          o in ciò che scrivo,
          è unicamente il riflesso di lei.
          Composta lunedì 9 novembre 2015
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            Scritta da: danieldeer
            in Poesie (Poesie personali)

            Carenza totale

            L'astinenza è totale
            da troppo ormai
            ho carenza d'amore
            la ragione mi sorveglia
            ma il cuore si ribella
            ho bisogno
            d'una dose massiccia
            d'affetto di carezze
            di letto disfatto
            dopo la dolce battaglia
            di uscire da quel letto
            e trovare un caffè
            una mano sincera
            che mi sfiora il viso
            parlare d'amore
            non è cosa mia
            ma sento che preme
            sul corpo e sull'anima
            quest'anelito
            ormai disperato
            non lo voglio comprare
            non lo devo comprare
            deve nascere dolce
            da un'incrocio di sguardi
            dallo sfiorarsi dei cuori
            dal sentir nascer dentro
            una fiamma che brucia
            uno sconquasso ormonale
            che lacera lento ogni fibra
            che vibra ad un ritmo
            ch'è uguale nell'altro
            sintonia totale
            d'anima e di corpi
            non ho più tempo
            lo devo cercare
            lo devo trovare
            prima d'impazzire.
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              Scritta da: Rosita Ramirez
              in Poesie (Poesie personali)

              Lungo viaggio

              Viaggio nel mondo dei pensieri
              cammino nella lunga strada delle fantasie
              cercando dei sogni
              cercando di vivere
              cercando un nuovo mondo
              cercando di allontanarmi
              sempre di più.
              La tristezza, la sofferenza
              non mi devono trovare
              cammino lungo la strada
              dove finalmente
              troverò la felicità.
              Composta giovedì 5 novembre 2015
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