Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Sapore di mare

Sull'onda che sussulta
nella tiepida brezza di luna,
trine di schiuma bianca
ondeggiano sulla riva,
e come ali di gabbiani
che s'innalzano nella fioca
luce settembrina
io rimembro il tuo nome,
assaporando
il sapore del mare
che bagnava i tuoi fianchi,
e le mie labbra salate
planavan sulle tue.
Composta mercoledì 31 agosto 2016
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    Scritta da: Alexandra Romano
    in Poesie (Poesie personali)

    Amico

    Amico è colui che ti manca,
    quando lontano da te è,
    senza sosta.

    Amico è colui che ti ascolta,
    colui che sa
    ma non accusa...
    Mai.

    Amico è colui che è fisicamente lontano,
    ma sempre con te,
    vicino.

    Ed è la mancanza,
    vasta sempre più d'un orizzonte,
    che fa crescere la tristezza.

    La nostalgia che talvolta lascia spazio alla malinconia,
    o a un po' di allegria.
    Composta mercoledì 20 aprile 2016
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      in Poesie (Poesie personali)

      Chi siete voi?

      Chi siete voi?
      che al cullar dell'alba
      solo
      mi lasciaste a combattere
      di me!
      L'umano:
      fibre d'immortali contraddizioni
      Chi siete?
      che lasciaste ch'io volassi
      sull'onde della ragione
      per il solo piacer
      d'accecarmi di miraggi
      Chi siete?
      che attentate la mia quiete
      e non sapete
      che non ne conosco manco il significato
      quale ardire
      quale infamità
      è la vostra
      nel credere ch'io sia!

      Chi siete voi?
      che al cullar dell'alba
      solo!
      mi lasciaste a combattere
      di me!
      L'umano
      già convinti vincitori
      voi
      No!
      non saranno i vostri inganni
      né le vostre albe
      a far della mia ragione un miraggio
      No!
      non saranno i vostri occhi
      a far dei miei
      passive pupille
      che van dietro ai potenti
      disprezzando gli ultimi
      No!
      non tradirò i miei amici
      la mia stessa vita!
      Non li seppellirò con i vostri giochetti
      da quattro soldi
      No!
      non lo permetterò
      foss'anche l'ombra delle mie ombre
      Chi siete?
      lo san tutti:
      le stelle del cielo
      come le profondità del mare
      Chi sono io?
      lo sapete pesino voi...
      Dall'ultimo riflesso svanito
      al canto del gallo
      sanno!
      Sanno delle mie debolezze
      del mio incedere insicuro
      delle paure
      delle cadute
      e rabbia...
      Ma sanno pure
      grazie a voi
      a voi!
      che al cullar dell'alba
      solo!
      mi lasciaste a combattere
      di me!
      l'umano
      Di me
      sanne del mio cuore
      non certo per mero battito
      o vanità
      ma per assonanza d'emozioni
      e scalpitano su strade sempre nuove
      dove il giorno
      ha sempre una via d'uscita
      e le ore
      non fanno più paura...
      Ecco la mia vittoria
      la forza della mia debolezza!
      L'alba di una nuova umanità
      Ove sfavillanti arcobaleni
      posano
      i loro colori
      uno ad uno
      per quante sono le nostre emozioni
      Ecco la mia vittoria
      la forza della mia debolezza!
      Chi siete voi?
      voglio vedervi in faccia!
      privi di pupille
      siete solo cibo per le vostro ombre...
      Oh no,
      che mai si avveri
      cibo per ombre!
      Mai!
      Composta venerdì 21 ottobre 2016
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        in Poesie (Poesie personali)

        Terremoto

        Ore 3: 36
        e su quell'ora ferma
        s'è consumato l'eccidio!
        La terra
        in un "sussulto" ondulatorio
        sale di magnitudo 6.0
        e s'apre
        d'un sangue amaro
        all'apocalisse
        un sol boato
        e mille ruggiti
        han trasformato
        sogni
        non ancor divini
        in angosce letali

        terremoto
        ore 3: 36
        a crepitii di urla
        pure il silenzio!
        Sbriciolarsi
        dinanzi a cuori pulsanti
        nonostante
        e vagano
        e s'aggrappano!
        Cadono
        e si rialzano!
        Seguono
        forse l'istinto
        forse una luce
        sì sì
        sono voci
        voci piene di vita
        ora posso accasciarmi
        posso abbracciarli
        ora posso avvisarli
        indirizzarli:
        "sono lì
        in fondo alla strada
        sepolti!
        Ma vivi"
        e guardo i loro sorrisi
        le loro belle divise
        tante
        e finalmente
        posso pensare
        non riesco a piangere
        ancora
        un profumo di fazzoletto
        asciugarmi una lacrima
        sento i loro sguardi
        nel mio
        e i miei occhi
        di polvere e sangue
        si lasciano andare
        a un riposo di speranza
        ancora.
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          Scritta da: Stefano Medel
          in Poesie (Poesie personali)

          Strano amore

          Strano questo nostro amore,
          un po' accidentato,
          un po' incasinato,
          a volte sei strana,
          o ti chiudi in te stessa,
          questo amore per te,
          un po' strano,
          un po' incredibile,
          un po' incasinato,
          quanto tempo è passato,
          ma ancora ti amo come la prima volta,
          ancora per me, sei una scoperta,
          e non mi stanchi mai;
          ancora mi dura,
          questo amore strano per te.
          Composta mercoledì 31 agosto 2016
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            Scritta da: Stefano Medel
            in Poesie (Poesie personali)

            Ultima serata di fine estate

            Finalmente l'imbrunire,
            che porta il fresco dopo
            la calura,
            le giornate sono ancora lunghe,
            ma settembre è vicino,
            uno spiffero di brezza estiva,
            fa correre sulla strada,
            un mucchio di foglie secche e gialle,
            e qualcosa mi ricorda l'autunno,
            col vento che spazza il fogliame,
            non so perché,
            queste foglie
            mi riportano alla stagione autunnale,
            sarà perché
            il mese sta finendo;
            si vedrà.
            Composta domenica 28 agosto 2016
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              in Poesie (Poesie personali)

              I letti dell'anima

              Si stendono lenzuola
              e profumi di lavanda
              sulle vie che portano
              al cuore.
              Profumano aritmie,
              inebriando
              pacate assonanze,
              rinfrescando il soffio
              dei venti.
              Si assaporano
              odori epidermici
              che ti tracciano amore.
              Sono i giorni migliori
              per accendere bagliori
              nel buio,
              dove il sole
              con il suo splendore
              riaccende il vigore
              dei sensi.
              È il momento
              che ora ti prendi,
              quello che non riesci
              a scacciare,
              ti domina dentro,
              maremoto che sbatte
              i silenzi di vita
              e che ora tu tocchi
              con fragili dita.
              Si stendono lenzuola
              sui letti dei cieli
              dell'anima!
              Composta mercoledì 20 agosto 2014
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