Scritta da: Sir Jo Black
in Poesie (Poesie personali)
Dolore
Anima infranta,
pezzi di vita.
Come lamina di cristallo
spezzato
un sogno.
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Anima infranta,
pezzi di vita.
Come lamina di cristallo
spezzato
un sogno.
È morente
la piccola mano
guarnita di pezze
Ora è priva di un pane
in un libero arbitrio
assoldato
Il pianto è solenne
nell'infausto clima
d'un santuario
Nell'inganno
il rito si ripete
per i poveri del mondo.
Assegno
ai margini del tempo
lumini e fior d'arance
sì da ricordare
nel grembo interpretato
i ritmi tribali ed una pioggia
assunta in piena luce.
Che brutta Stella!
Tutti i miei sguardi,
i miei momenti,
le mie fiducie,
scomparsi!
Non c'è più quella Stella
che un tempo
tanto illuminava il mio cammino!
No, non è un temporale questo.
Ma allora cos'è?
Cosa può indurre una Stella
a spegnersi così velocemente?
Adesso è solo un buco nero,
qualcosa di oscuro,
di ignoto!
Adesso non emane più luce,
la cattura.
Tutti quei miei bei momenti
attratti dalla sua forza bruta.
Momenti che non avranno più ritorno.
Oh povero me,
che tanto pregai per lei!
Adesso dimentica,
dimentica me,
colui che ti ha scoperta,
che ti ha curata.
Addio, luce senza ritorno.
Addio!
Nell'arsura di una sera d'estate
ripenso a te, ormai lontano
in realtà solo pochi chilometri a separarci... il ricordo si attenua
il tempo scorre tutto passa,
ma tu non saprai mai ciò che sei stato,
ciò che forse non sarai mai più
E come la vita
ogni esperienza terrena è destinata a una fine
Tutto passa per non tornare mai più
E noi poveri angeli intrappolati su un mondo che non ci appartiene attendiamo solo la fine di questi interminabili e fuggenti giorni tra vani sogni
e indefinite speranze.
Dolce anfora di fremente cristallo,
aperta verso i miei sensi,
ti riempirò della mia acqua
che è trasparente color di vita.
Notte, amica mia,
vieni a prendermi,
avvolgimi nel tuo silenzioso manto.
Passeggerò con te.
Passeggero della notte:
io che seguo le tue strade,
fiumi,
al pensoso passo.
Io che seguo i tuo alberi,
fantasmi,
ai lati del cammino.
Io che sento i tuoi respiri,
musica, e i tuoi silenzi
acqua per l'anima...
Piccole gocce di sale,
ampolle di dolore
da quegli occhi stanchi di soffrire...
Quando il cielo grigio
posa le sue mani sul mare
e alza onde
e spezza una vela
e ne schianta i pezzi a riva...
Su quei poveri legni,
immobili,
un giorno, un fiore...
Parole che fuggono nel vento
come foglie colorate
diventando silenzio,
inascoltato pensiero...