Poesie personali


Scritta da: SalvoJohn
in Poesie (Poesie personali)

Caro Riccardo

"Dante Alighier, s'io son buon begolardo..."
Prendo la penna e scrivo a te, Riccardo.

Sei colto, tu conosci Dante e Cecco,
Apri le orecchie e chiudi bene il becco...

Oggi ti sfido a singolar tenzone,
e forse poi ti scrivo una canzone...

Scrivo, come un giullare, un canzoniere,
Dicendo delle cose veritiere...

Tu credi a questo Dio, caro Riccardo,
È un idolo pagan falso e bugiardo.

Santi ormai non ce n'è su questa terra,
e a chi vuol fare il santo io faccio guerra...

Questo tuo caro santo è innamorato...
Dimmi: sta dando addio al celibato?

Sposato avea Madonna Povertà...
Viveva sol facendo carità...

Non è facil l'amore a un missionario,
Anche se spesso va in un seminario...

Forse è un santo un po' particolare...
Aiuta tutti e non sa cosa fare...

Forse lui sta facendo un lebbrosario...
Prego per te e dico il mio rosario...

Un rosario di preci, auguri e motti,
che poi farò cantar a Jovanotti...

Lui dice che fa tutto a fin di bene...
Tante donne per lui soffron le pene...

Soffrii anch'io le pene dell'inferno,
Ma infine mi aiutò il Padre Eterno.

Mi disse un giorno un vecchio sacerdote
"Se cerchi santi, torni a mani vuote".

Io giravo, perché cercavo un santo...
Volevo far sentire a lui il mio canto...

Il canto di una madre disperata...
Sembravo la Madonna Addolorata.

Ma questo santo sempre mi sfuggiva...
Si nascondeva, ma io fui giuliva
quando alla fin con lui riuscii a parlare
gli dissi cose per lui tanto amare...

I veri santi non temono una donna
anche se ha i pantaloni e non la gonna.

Lui dice di aiutar troppe persone!
Sfido anche lui a singolar tenzone!

Dì al tuo idol, Riccardo, che mi scriva,
Anche se io sono una donna schiva.

Mi scriva lui, di getto, una canzone,
la canterà di sera al mio balcone...

Riccardo, ciao, per ora chiudo il canto.
Tu và a baciare i piedi a questo santo.
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    Scritta da: SalvoJohn
    in Poesie (Poesie personali)

    A Tita

    Nel periodo più triste della mia vita,
    conobbi una donna meravigliosa, Tita...

    per un anno patii le pene dell'inferno,
    però pregavo sempre il Padreterno...

    Un malfattore voleva rubarmi mia figlia,
    una ragazza che è una meraviglia...

    Piantavo rose bianche per mia figlia,
    le amava tanto,
    le odoravo quando lei non c'era,
    sbocciavano perché era primavera...

    portavo le mie rose alla Madonna,
    bagnandole col pianto di una donna...

    di una donna triste, di una donna affranta...
    di rose bianche era piena la mia pianta...

    La Madonna capiva il dolore di una madre,
    e mi esaudì dal Cielo il Nostro Padre...

    Dalla mia rosa ora è nata una rosellina...
    ora è felice la mia rosa,
    è stata forte la sua mamma...
    Dio, Ti ringrazio, ora scherzo con Tita...
    Le dico ora: la mia sofferenza mi ha reso ancor più buona...

    Già prima operavo nel volontariato,
    con Tita tutto si è moltiplicato...

    Riccardo Rossi tu esalti un uomo,
    ti vorrei presentare questa donna,
    Tita è meravigliosa...
    si adopera per tutti,
    aiuta tutti ma in silenzio,
    non fa mai l'eroina,
    anche se soffre,
    mette in pratica sempre quello che Gesù dice nel Vangelo...

    non sappia la tua destra...
    nel fare il bene ora è la mia maestra.
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      Scritta da: Rosy Zangala
      in Poesie (Poesie personali)
      Ho conosciuto la caparbietà nella vita
      Ho usato la caparbietà nella vita
      Cosa vuol dire e cosa comporta l'essere caparbi?
      Vuol dire essere tenaci, essere ostinati, cocciuti, portare le proprie idee in giro, lottare per le proprie opinioni e viverle fino in fondo.
      Comporta, l'essere a volte ammirati per la forza che metti in quello che fai e a volte essere criticati in un mondo che vuole farti essere solo un clone.
      E sapete cosa succede quando si incontrano due caparbi o meglio definiti teste dure?
      Tante risate miste a tante incomprensioni
      Tanti sorrisi misti a tanti momenti cupi
      Insomma:
      una viva confusione.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)

        Tempo di maschera e fucile

        Forse la pace è chiusa nella noce
        di una gola senza più voce:
        il sogno ha gli occhi del falco,
        la guerra una bandiera bianca

        Il tempo è giunto al tramonto,
        con l'uomo non c'è più confronto:
        i bimbi saltano riempiti di tritolo
        in una terra piena di molte croci.

        Non ci sono più rose nel giardino
        l'ultimo fiore è il tuo bambino:
        la luna è sporca di nerofumo
        in questo cielo troppo buio.

        La speranza è maschera al femminile
        in questo mondo troppo maschile.
        Laviamoci la faccia con la luce
        racchiusa nel labirinto del futuro.
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