Poesie personali


Scritta da: Giuseppe Di Marco
in Poesie (Poesie personali)

Per te

Raccontami, di come tu guardi il mondo da lontano,
di come vedi gli uomini fare all'amore
e piangere per le loro emozioni.

Narrami, il cammino dell'anima,
il cammino dell'anima mia,
che muore e risorge come il giorno e la notte.

Accarezza, piano il mio viso,
piccolo petalo di un giardino fiorito,
e asciuga le lagrime di un uomo
caduto nel vuoto di una fragile vita.

Accompagnami, nel sogno di un'esistenza infinita,
come Virgilio nell'inferno divino,
e non lasciare mai la mia mano
affinché io cammini sicuro.

Ma, dopo tutte queste fatiche, riposati, amore mio,
e lascia ora che io vada
nell'unico posto dove tu non potrai venire.

Rallegrati, della tua vita e del tuo divenire,
o dolce compagna di una passeggiata terrena,
e non essere triste per il mio destino:
il paradiso e l'inferno sono una cosa sola.
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    in Poesie (Poesie personali)
    Sorridi!! Sì! Sto pensando a te
    Canta... le note che si diffondono nella stanza riempiono i muri di ricordi, d'immagini che la vita ci ha donato e che ci regala ogni giorno...
    Piangi... tutto prima o poi ha una fine... momenti spensierati, quando l'età permetteva di essere ingenui, momenti carichi di tensione per un presente che ci sta stretto e l'età ci impedisce d'ignorarli, momenti dove la lontananza aiuta a comprendere quanto qualcuno ti possa mancare, momenti d'incontri dove tutto ha una conferma...
    Amore? Esiste qualcuno che n'ha mai capito il senso?
    Può il cuore d'ogni persona battere allo stesso modo e confermare che esiste?
    Guardare una persona negli occhi e desiderare non poterla mai dimenticare forse...?
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      in Poesie (Poesie personali)

      Insegui la vita

      Ne ho dipinto il sorriso con le tempere più calde
      Ne ho suonato la voce sfiorando tasti d'avorio pregiato
      Ne ho danzato l'allegria tenendo il passo d'un ritmo latino
      Ne ho cantato la tristezza, accompagnato dalle cicale
      Ne ho fotografato il corpo come fosse un panorama
      Ne ho scritto le parole con inchiostro su carta d'Amalfi
      Ne ho recitato la vita, nella piccola parte che mi spettava.
      Adesso non ho più tempere, né un pianoforte,
      non un tamburo che scandisca il tempo.
      Non ho più un prato con le cicale, non ho pellicola,
      non ho carta lavorata a mano, né un teatro che mi ascolti.
      Ma se solo per questo volessi smettere di dipingere, di suonare,
      di danzare e di cantare, di immortalare pose, di scrivere e di recitare,
      allora si, smetterei anche di vivere.
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        Scritta da: Cristina Bove
        in Poesie (Poesie personali)

        Verranno i giorni

        Verranno i giorni delle ombre pesanti
        i giorni delle carcasse arrugginite
        e chi si ritenesse vivo
        dovrebbe avere l'obbligo
        di dimostrarlo
        poi verranno notti di caligine
        che conterranno in sé
        come matrioske oscure
        le notti di mille pezzenti
        ciechi agli infiniti scavi
        sordi ai clangori cruenti...
        Invano
        poi
        si cercherà l'accesso
        a un davanzale
        fiori avvizziti e cigolii d'imposte
        avranno solo vento
        e le risposte
        d'impassibili stelle
        cadranno dentro il baratro
        di un pianeta affondato
        nel silenzio...
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          Scritta da: Jean-Paul Malfatti
          in Poesie (Poesie personali)

          Sono felice perché...

          Sono felice perché
          nella vita ho sempre cercato
          istintivamente la mia felicità;

          Sono felice perché
          ci sono, perché posso vedere,
          perché mi emoziono, perché amo;

          Sono felice perché
          sei quello che scegli d'essere
          e mi accetti per quello che sono;

          Sono felice perché
          tu riesci a sentirmi da lontano,
          anche se non ascolti la mia voce;

          Sono felice perché
          ho ricevuto un regalo prezioso,
          cioè la tua vera e sincera amicizia.
          Composta venerdì 22 giugno 2007
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            Scritta da: Cleonice Parisi
            in Poesie (Poesie personali)

            Tu non guardi

            Quando osserverai nel fosso oscuro della tua incomprensione,
            vedrai solo il buio di pensieri che non volano,
            osserva invece laddove la luce dimora eterna,
            ed in quel luogo a te ben noto
            ritroverai il sentiero alato del tuo cuore.

            Quando non sentirai più del vivere la voce,
            non ascoltarne il silenzio,
            ma impara a riconoscerne il canto.

            La vita non smetterà mai di brillare
            e la sua voce di cantare,
            sei tu che più non guardi.

            Guarda laddove volano le aquile
            ed in alto nei cieli dei cieli
            troverai il sentiero
            che ti innalzerà al vivere.

            Non tentennare oltre laddove il buio regna,
            la vita è luce
            anche quando ne riconosci solo il suo volto buio.

            Guarda e guardati,
            il baratro è la dove tu guardi,
            ma non dove tu cammini.

            Quando la notte ti offrirà il suo silenzio,
            cerca la canzone del giorno
            e danzando alle sue note tu ritornerai alla vita.

            Il giorno palpita laddove tu non guardi,
            guarda alla luce e di luce vivrai.
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              in Poesie (Poesie personali)

              Notte d’estate

              Non è il calore della sabbia a riva,
              che va sbiadendo sotto mite luna.
              Non è la calma di quest'acqua viva
              la cui risacca mi sussurra, e tace.
              Non è il sospiro d'una brezza estiva
              che qui mi sfiora, calda ed opportuna.
              Non è la fiamma, mai di vita priva
              né il crepitio che viene dalla brace.
              No, non è questo, ma il tuo pensiero
              in una notte a mare, come tante
              a farmi figlio, padre, amante,
              amico, uomo. A farmi vero.
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