Poesie personali


Scritta da: Elisa M.
in Poesie (Poesie personali)
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni...
Però ciò che è importante non cambiare; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d'arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!
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    Scritta da: Sha
    in Poesie (Poesie personali)
    Per Noi non esiste il destino. Soltanto chi, inghiottito dall'ignoranza e dalla paura, per giustificare i propri sbagli si crede nel destino, la verità è che il proprio destino c'è lo creiamo Noi con le nostre scelte giuste o sbagliate che siano... siamo solo noi gli artefici del nostro avvenire non esiste una cosa già predestinata.
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      Scritta da: Sha
      in Poesie (Poesie personali)
      Quel vento gelido che ti accompagna nel finire della notte, che ti accarezza la guancia dolcemente, ti spettina i capelli, e ti da quella sensazione di libertà. Quel vento che con furbizia ti penetra sotto la maglietta, dandoti un brivido di freddo... poi arriva quel raggio di sole che tinge le nuvole, di rosa, rosso e arancione, quasi un arcobaleno di colori, che spunta da quella collina zuccherata di bianco, che luccica come piccoli diamanti... e ti chiedi se mai un pittore riuscirà a disegnare questo Paesaggio Incantato.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie personali)
        Ho voglia di stare con te
        tra le tue braccia
        al sicuro. Dalle incertezze
        ho voglia di stare con te,
        fra le certezze dei nostri sogni
        dalle incertezze del domani
        di sfiorare le tue labbra
        di sentire un brivido nel baciarti.
        Ho voglia di stare con te
        Per quel tempo che ci rimane
        Fra i ricordi di ieri
        le tue braccia oggi,
        per poi vivere insieme il nostro domani.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie personali)

          Mi manchi

          Mi manchi,
          mi manca,
          la tua voce.
          Mi manca,
          quella parte di te,
          che sognava,
          anche quando,
          eri senza sogni.
          Quel tuo stare bene,
          anche quando stavi male.
          Mi manca quel sorriso,
          che nascondeva le lacrime.
          Quelle lacrime nascoste,
          dietro quei occhi chiusi.
          Quegli occhi blu,
          trasparenti limpidi infiniti
          come il cielo.
          Mi manchi...
          M manchi tu papà.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie personali)

            Una grande storia

            Per errore o per scelta
            Per colpa nostra o del destino
            Per caso o per desiderio
            tu ora ci sei.

            Con occhi scuri o chiari,
            capelli biondi o castani
            con la pelle nera o bianca.
            Ora siamo qua.

            Tu povero o ricco,
            alto o basso,
            magro o grasso,
            fai parte di questa società.

            Scriverai la tua storia,
            io scriverò la mia.
            Insieme scriveremmo,
            La più grande storia
            Mai scritta: La Vita".
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie personali)
              Una carezza un bacio
              Per dirti ti voglio bene
              nella speranza di sentire.
              Le stesse parole e ricevere
              le stesse carezze.
              Quelle carezze d'amore
              la passione di un tempo
              Di ieri di poco fa di adesso
              di sempre fino all'eternità.
              Una carezza come desiderio
              di me di te di noi.
              Non quella di un amico
              Ma di una passione.
              Non quella di mia madre
              Ma quella tua che accende
              La mia voglia e passione di te.
              Quella carezza d'amore.
              Che mi fa sentire unica
              Che mi da emozione.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie personali)

                6 Maggio 1976

                Ore 21.06 del 6 Maggio 1976
                Il cuore del Friuli trema,
                Tremano i cuori dei friulani.
                Tremano le anime dei friulani.
                Trema la terra sotto i loro piedi.
                Dalle viscere profonde di una terra amata,
                è esploso l'inferno seminando distruzione.
                Un minuto interminabile
                dove crollano case,
                sogni e speranze.
                Dove la disperazione
                prende il sopravento.
                L'animo sconvolto grida.
                Grida di paura di terrore.
                Invoca in silenzio il nome di Dio
                chi graziato chi non ascoltato.
                Mille morti e migliaia di feriti.
                Con le lacrime ancora in corpo
                hanno sepolto i loro cari.
                Pianto in silenzio quei figli
                mogli e mariti morti.
                Rimboccando le maniche,
                ritrovando nel dolore il coraggio
                di ricominciare.
                Di ricostruire ciò che c'era
                Prima di quel maledetto 6 Maggio 1976.
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                  Scritta da: Valeria
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Roma destino aperto

                  Roma destino aperto
                  Intrisa di delizioso dolore
                  trovai riparo
                  sotto la volta del tuo immenso cielo.
                  Lupamadre,
                  mi hai confortato
                  mentre succhiavo il nettare della tua speranza
                  io, figlia adottiva,
                  poiché in te accogli
                  ogni profugo di vita
                  colorando le tue strade
                  delle diverse preziosità del mondo.
                  Ogni giorno pagai
                  un desiderio a Trevi,
                  culla azzurra dei sogni di tutte le genti
                  ed unica testimone della sopravvissuta
                  fantasia dell'umanità.
                  Bernini ti scolpì
                  trasformando il marmo
                  in morbide figure che celebrano te
                  in ogni piazza, fonte e chiesa.
                  Il mondo ti porta venerato rispetto
                  per il ricordo dell'ineguagliato impero che sei stata
                  e per il culto di cui sei dimora oggi,
                  vetrina di una religione che
                  non sempre comprendo
                  e di un Dio che
                  non ho ancora perdonato.
                  Guardavo spesso il Tevere baciare le tue rive
                  quando placido accoglieva segrete chiavi
                  di cuori innamorati e speranzosi.
                  Nella storia tra le mie storie trovai
                  le case aperte di chi
                  nacque "ner core" di te
                  mentre sfuggivo al passato che
                  con artigli si arpionava
                  al presente.
                  Ho avuto di che dissetarmi
                  all'ombra
                  dell'antico sorriso maiestatico del Colosseo,
                  ho passeggiato attraverso i sentieri di ghiaia
                  di illustri imperatori,
                  assaporando i tuoi miti,
                  nutrendomi delle storie dei tuoi vicoli.
                  Volutamente mi sono più volte smarrita
                  trai i turisti per ripercorrere le strade
                  di romanzi che hai spinto a scrivere,
                  con la speranza di ritrovare la luce
                  che dentro di me
                  si era consumata.
                  Tornavo a respirare ogni volta che
                  giungevo a Termini,
                  il pensiero di te poi riempiva i silenzi
                  quando tornavo a lasciarti.
                  Sei stata la mia Atlantide riemersa,
                  mio destino aperto quando ero
                  figlia orfana e
                  sposa dimenticata.
                  Sei stata terra senza nebbia che
                  ogni sera mi udiva piangere;
                  testimone del mio disgelo,
                  hai sentito sciogliersi
                  il primo fiocco del cuore,
                  ed hai colmato
                  l'esterno della mia solitudine
                  smussandone i contorni.
                  Poi un giorno il dolore
                  ha fatto le valigie ed è partito.
                  L'armonia ha preso il suo posto
                  ed io sono stata pronta
                  a lasciare te
                  per ricominciare
                  ad essere ancora degna di me.
                  Oggi ti vivo lontana,
                  ma resti sempre capitale
                  del mio cuore sparpagliato
                  che sente una propria metà
                  dipinta dei colori giallorossi.
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