Poesie personali


Scritta da: Jean-Paul Malfatti
in Poesie (Poesie personali)

Coincidenza o mero destino?

Se né io né il mio lui fossimo
entrambi due ragazzi gay;
non avremmo mai incrociato,
in quel modo, i nostri way.

Ma così diversi ed uguali,
siamo stati sempre insieme;
così come due naufraghi,
che si vogliono tanto bene.

Per coincidenza o per destino,
ci siamo proprio incontrati;
e come nei sogni di ragazzino,
ci siamo da subito fidanzati.

E se un giorno ci sposeremo,
non potrà mai esser in chiesa;
e se Dio lo vorrà, Lui almeno,
per il Papa sarà una offesa.

La testimone sarà la mamma,
e gli invitati sarete voi;
perché lei è madre e ci ama,
e voi avrete tifato per noi.

E poi, come marito e marito,
proveremo in noi la virtù;
ed alla fine avremo capito
che l'esser gay non è un tabù.
Composta venerdì 27 luglio 2007
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    in Poesie (Poesie personali)

    A Voi

    Ci sono pensieri che nascono lontano da noi
    piccoli mondi che il tempo amplifica
    e la vita colora e profuma
    portandoli a noi per chiamarli Esperienze, o Sogni.

    Siete Voi, tutte le persone come te
    che con i Vostri pensieri date date forma e realtà ai sentimenti
    alle emozioni, al dolore e alle speranze.
    Alla patria dei poeti.

    Io sono solo un povero foglio di carta
    su cui Voi incidete emozioni.
    A me resta solo da mettermi sotto le vostre nuvole
    a raccogliere le gocce d'anima che voi liberate.

    Come fanno i bambini in principio d'estate
    che con un cesto provano a imprigionare le ciliegie
    che altri colgono e lasciano cadere.

    Prima che vadano perse per sempre.
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      Scritta da: Fiorella Cappelli
      in Poesie (Poesie personali)

      La notte nasconde

      La notte nasconde
      agli sguardi del mondo
      peccati d'amore
      sulla scia di stelle lucenti
      amori si fondono
      in lenzuola di desideri
      intense sensazioni vivono
      essenze di corpi vibrano
      esplodono, in calde emozioni
      torrenti in piena travolgono
      battiti e umori
      membra stanche
      ora assaporano...
      la silente quiete.
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        in Poesie (Poesie personali)

        La mia storia

        La mia storia è quella
        che altri e il tempo
        hanno sempre scritto per me.
        Nacqui un giorno non so
        se per caso o per amore,
        crebbi piano nelle strade
        fra miseria giochi e paure,
        l'ansia in corpo di essere grande
        si accompagnò all'illusione
        di incontrare un giorno amore.
        Poi d'un tratto mi scoprii uomo
        come arboscello mi feci fusto
        misi foglie e diedi frutti.
        Guardai il mio animo fiorire
        il cuore farsi piu piccolo e
        tremare ad ogni emozione
        affidarsi a una speranza.
        Oggi sono quello di ieri
        non cambierò' se sopravvivo
        illuso, pazzo ingenuo
        allacciato resto ad una donna
        rimasta bambina cattiva
        che vuole tanto
        per niente che dà
        che non mi dà niente
        per tanto che prende
        che allattata al seno
        d'amor mai pur cresce
        che come gnomone di meridiana
        ad un alto sole d'affetto
        ombra sulla mia vita proietta
        anticipandomi l'ombra dei cipressi
        che già da tempo più non temo.
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          Scritta da: Elisa M.
          in Poesie (Poesie personali)

          Questioni importanti

          Quante volte si parla dell'amore?
          L'amore appassionato
          L'amore tormentato
          L'amore che ti fa vivere
          e quello che ti fa morire.

          Perché per le persone
          è più importante amare gli altri
          invece di se stesse?

          Perché quando qualcuno ti lascia
          vorresti che il mondo si fermasse
          per ascoltare il tuo dolore?

          Non è forse più importante
          amare se stessi
          di una luce così splendente
          di una gioia così immensa
          che per gli altri
          non sia più possibile
          passarti accanto
          senza rimanerne affascinati?
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie personali)

            Il Friuli trema

            6 Maggio 1976

            Giochi di bimbi
            In una calda notte
            di anticipo estate.
            Chiacchiere in piazza
            Giovani allegri spensierati.
            Adolescenti sognanti
            Con in tasca migliaia di sogni.
            Chi davanti alla tv.
            Chi in compagnia di amici.
            Chi con l'innamorato.
            Ore21, 06.
            Ad un tratto un botto
            Tutto il cuore del Friuli trema.
            Le risate si trasformano in urla
            I sorrisi in lacrime
            In meno di un minuto.
            La faccia del Friuli si trasforma.
            I bimbi non corrono
            Gli adolescenti non sognano.
            1000 morti migliaia di feriti
            la disperazione è ovunque.
            Anche nello sguardo di chi
            ancora non comprende
            Una notte d'insonnia
            e cercare fra le macerie
            Contiamo i morti.
            Contiamo i feirti.
            Ci uniamo in unico abbraccio
            Asciugando le lacrime
            Di rabbia e dolore.
            Stringendo i denti.
            Fra l'incredulo e la disperazione.
            Con la forza e l'orgoglio.
            Da autentico Friulano,
            a volte presuntuoso
            ma con una grande dignità.
            Con la voglia di fare: "di Besoi"
            "da soli"
            Ma "di bessoi"non si può fare.
            Con gli aiuti della solidarietà.
            Pensiamo già alla ricostruzione.
            Niente sarà più uguale
            Nessuno dimenticherà,,
            Ciò che il Friuli era
            Ogni mattone del nuovo
            avrà il sapore amaro di ciò che è stato.
            Quel tragico 6 di Maggio 1976.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie personali)

              Ho visto la guerra negli occhi

              Ho visto gli occhi di un bambino
              stravolti dalla sofferenza,
              angosciati dalla paura
              terrorizzati dal futuro.
              Ho visto gli occhi di una madre,
              angosciati, pieni di lacrime,
              perché la guerra ha sepolto
              il suo bambino.
              Ho visto gli occhi di quei soldati,
              stanchi disperati
              ma colmi di speranza,
              affinche il fucile del nemico non li ha uccisi.
              Infine o visto il niente che restava
              di ciò che prima c'era.
              Ho visto seppellire i morti,
              e insieme a loro il passato.
              Nella disperazione del dopo
              ho visto costruire.
              Nuove case nuovi sogni.
              Un futuro...
              che la prossima guerra distruggerà.
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