Poesie personali


Scritta da: Valeria
in Poesie (Poesie personali)

L'amore non conviene

Non sei fiorito di seta
nelle mie acque.
Tutto l'amore che non hai,
e che non hai mai avuto,
passa attraverso i miei giorni:
resta solo una lama nel cuore
e le dita ferite nel sale.
Tra le nostalgie e le malinconie
tutto mi parlerà di te
mentre sei disteso qui,
nudo,
e sai di venerdì e di me.
Ma l'amore non conviene
quando si tratta di te:
sei solo pioggia
e baciami così.
Che vita sei?
Destino chiuso sarai!
Tu,
terra senza cielo,
innamorato senza fiato!
Domani,
il vento asciugherà gli occhi
e farà morire il ricordo
che avrò di te.
La poesia è stata soltanto nel cuore
e non era la nostra soluzione.
Ma avrei voluto un altro giorno soltanto
per poterti ancora abbracciare.
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    Scritta da: Mirella Tailo
    in Poesie (Poesie personali)

    Il Teatro dei burattini

    Inizia lo spettacolo,
    inizia un nuovo amore,
    che tu trasmetti
    attraverso i burattini,
    rendi loro persone,
    si presentano così amabili,
    negli occhi dei bambini,
    insieme al sipario,
    apri anche il tuo cuore,
    si vede che svolgi,
    questo lavoro, con passione,
    il tuo cuore
    interagisce con i bambini,
    le parole,
    la tua meravigliosa
    e sensibile voce,
    fai volare
    petali di fiori nell'aria,
    queste sono le tue parole,
    sai far capire,
    e nello stesso tempo,
    sai far divertire,
    è un modo per capire,
    quello che hai dentro,
    ed è un modo per capire
    i cuori di mille bambini.
    Penso che sia il gioco
    piu'antico, che esista,
    ma se ogni cosa è fatta
    con amore, di antico
    non c'è nulla.
    I tuoi spettacoli,
    sprizzano gioia e vitalità
    in ogni parte dei tuoi occhi
    illumini le tante paure dei bambini,
    le tue meravigliose mani,
    danno amore a quei burattini,
    la tua voce, così chiara,
    trasmette un mondo,
    un mondo che ognuno
    di noi nasconde, nel più profondo
    del cuore,
    i tuoi sorrisi fonte di amore
    per i bambini,
    seduti davanti al tuo teatrino,
    regali a loro
    dei momenti di allegria,
    la loro allegria,
    va a coprire la tua tristezza,
    la tua paura,
    il tuo essere,
    inventi la poesia,
    la poesia più bella
    quella di amare,
    penso che i bambini,
    ti regalino momenti
    speciali,
    non ti fanno più capire,
    dove iniziano loro,
    e finisci tu,
    allora continui,
    ad inventare la tua poesia,
    comunque attraverso il teatro,
    nasce l'amore,
    sboccia dietro un semplice sipario,
    un tenero fiore,
    un tuo dolce e meraviglioso spettacolo,
    i colori delle scene,
    anche quelle danno calore,
    perché sono dipinte,
    con cuore e amore.
    Continua, a conservare
    in te, il tuo essere bambino,
    il tuo essere semplicemente
    adorabile e speciale
    come lo sei tu.
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      Scritta da: Mirella Tailo
      in Poesie (Poesie personali)

      Due Rondini

      In un cielo misterioso,
      un bellissimo giorno,
      si incontrano due bellissime rondini,
      i loro sguardi sono impauriti,
      hanno paura anche di sfiorarsi con le ali,
      le loro ombre son riflesse nel sole caldo,
      ma hanno paura anche dei raggi del sole;
      i loro occhi son fissi nell'immenso azzurro,
      ma non riescono a trovare un perché
      di tanta paura di poter volare insieme.
      Ma un bel giorno le loro paure,
      furono placate,
      così spiccarono,
      in un bellissimo volo,
      il volo meraviglioso,
      di un amore puro e semplice.
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        Scritta da: Mirella Tailo
        in Poesie (Poesie personali)

        Il Mare

        Osservando ieri il mare
        è stato meraviglioso.
        Attraverso le onde,
        rifletteva la mia immagine;
        il rumore di ogni onda
        dava un motivo
        in più al mio cuore,
        per amare.
        Accarezzare le onde,
        è impossibile:
        sfuggono troppo in fretta;
        le cose più belle e più rare
        sfuggono, scorrono come acqua;
        vorresti accarezzare con le tue labbra
        le onde quando invadono il tuo corpo;
        il mare ti fa capire
        tante cose.
        Io spesso mi fermo ad osservare il mare:
        amare davanti a un tramonto,
        è cosa a dir poco meravigliosa;
        l'amore se è naturale,
        come il mare,
        è bellissimo tuffarcisi dentro,
        farsi abbracciare intensamente
        dalle onde.
        Se abbimao fantasia e amiammo la poesia,
        allora è bello continuare a sognare.
        Con il vero amore, si può camminare
        nel mare senza nuotare,
        tenendosi per mano,
        e lasciarsi baciare dalle onde.
        Il mare è il migliore amico
        quando si è innamorati:
        alzi gli occhi e vedi un cielo
        pieno si stelle;
        l'amore che nutri,
        ti fa rispecchiare le stelle;
        in mezzo al mare,
        le tue mani vengono scaldate
        dai raggi del sole;
        l'amore è quello che si prova veramente,
        quello che non ti fa capire più niente:
        capisci subito quando arriva,
        perché purtroppo è irrangiungibile
        come le onde del mare.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)

          A un amico mozambicano

          Viveva con il vento
          ascoltando nenie antiche
          sotto palme del tempo.
          Camminava con la pioggia:
          un pezzo di pane
          con farina di banane
          e un ritornello
          nato fra la gente.
          Dormiva sotto le stelle
          con le croci del sud
          negli occhi e una canzone
          nata guardando i bufali
          masticare la notte.
          Sognava con l'aurora
          nei forti tramonti
          col rosso del cuore
          e il bianco della morte.
          Era mezzo cieco
          sotto il sole zambesiano
          con la musica nelle vene
          e un cristo nelle mani.
          Non so più niente
          resta solo il suo nome
          perduto nei ricordi.
          Sulla sua tomba
          rumori di tamburi
          e una musica senza
          ritorno.
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)

            Viaggio con la memoria

            Con il Land-Rover come casa
            chilometri di polvere sulla faccia
            schiere di galline faraoni
            tanti fuochi bruciando
            nel bosco.

            Camminavo tra villaggi e foreste
            bevevo linfa di palme silvestri
            cacciavo gazzelle e facoceri
            dormendo nella nebbia
            alcune notti,

            Mangiavo con gli amici di sempre
            vecchi mozambicani prudenti
            con piedi nudi e occhi svegli
            ascoltando storie e proverbi
            della gente.

            Rivivo il viaggio con la memoria
            scoprendo intorno al fuoco
            un mondo vecchio come il cuore
            giovane come il primo giorno.
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              Scritta da: Elisa M.
              in Poesie (Poesie personali)

              Lamento per la morte di Pasolini

              Persi le forze mie persi l'ingegno
              Che la morte m'è venuta a visitare
              E leva le gambe tue da questo regno!
              Persi le forze mie persi l'ingegno

              Le undici le volte che l'ho visto
              Gli vidi in faccia la mia gioventù
              Oh Cristo me l'hai fatto un bel disgusto
              Le undici volte che l'ho visto

              Le undici e un quarto io mi sento ferito
              Davanti agli occhi ho le mani spezzate
              E la lingua mi diceva "è andata è andata"
              Le undici e un quarto mi sento ferito

              Le undici e mezza mi sento morire
              La lingua mi cercava le parole
              E tutto mi diceva che non giova
              Le undici e mezza mi sento morire

              Mezzanotte m'ho da confessare
              Cerco il perdono da la madre mia
              E questo è un dovere che ho da fare
              Io a mezzanotte m'ho da confessare

              Ma quella notte volevo parlare
              La pioggia il fango e l'auto per scappare
              Solo a morire lì vicino al mare
              Ma quella notte volevo parlare

              E non può non può
              Può più parlare può più parlare
              Non può non può
              Può più parlare può più parlare

              Persi le forze mie persi l'ingegno
              Che la morte m'è venuta a visitare
              E leva le gambe tue da questo regno!
              Persi le forze mie persi l'ingegno.
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                Scritta da: Elisa M.
                in Poesie (Poesie personali)

                Sacco e Vanzetti

                Il ventidue di agosto a Boston in America
                Sacco e Vanzetti van sulla sedia elettrica
                E con un colpo di elettricità
                All'altro mondo li voller mandà

                Circa le undici e mezzo giudici e gran corte
                Entran poi tutti quanti nella cella della morte
                "Sacco e Vanzetti state a sentir
                Dite se avete qualcosa da dir"

                Entra poi nella cella il bravo confessore
                Domanda a tutti e due la santa religione
                Sacco e Vanzetti con grande espression
                "Noi moriremo senza religion"

                E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza
                Ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza
                "Siano essi di qualunque Nazion
                Noi li uccidiamo con grande ragion"

                E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza
                ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza
                Addio amici in cor la fé
                Viva l'Italia e abbasso il Re.
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                  Scritta da: Elisa M.
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Auschwitz - la canzone del bambino nel vento.

                  Son morto con altri cento, son morto che'ero bambino
                  passato per il camino e adesso sono nel vento.
                  Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
                  nel freddo giorno d'inverno e adesso sono nel vento.
                  Ad Auschwitz tante persone ma un solo grande silenzio
                  è strano non ho imparato a sorridere qui nel vento.
                  Io chiedo come può l'uomo uccidere un suo fratello
                  eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento.
                  Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contento
                  di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento.
                  Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare
                  a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.
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