Poesie personali


Scritta da: Mirella Tailo
in Poesie (Poesie personali)

Due Rondini

In un cielo misterioso,
un bellissimo giorno,
si incontrano due bellissime rondini,
i loro sguardi sono impauriti,
hanno paura anche di sfiorarsi con le ali,
le loro ombre son riflesse nel sole caldo,
ma hanno paura anche dei raggi del sole;
i loro occhi son fissi nell'immenso azzurro,
ma non riescono a trovare un perché
di tanta paura di poter volare insieme.
Ma un bel giorno le loro paure,
furono placate,
così spiccarono,
in un bellissimo volo,
il volo meraviglioso,
di un amore puro e semplice.
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    Scritta da: Mirella Tailo
    in Poesie (Poesie personali)

    Il Mare

    Osservando ieri il mare
    è stato meraviglioso.
    Attraverso le onde,
    rifletteva la mia immagine;
    il rumore di ogni onda
    dava un motivo
    in più al mio cuore,
    per amare.
    Accarezzare le onde,
    è impossibile:
    sfuggono troppo in fretta;
    le cose più belle e più rare
    sfuggono, scorrono come acqua;
    vorresti accarezzare con le tue labbra
    le onde quando invadono il tuo corpo;
    il mare ti fa capire
    tante cose.
    Io spesso mi fermo ad osservare il mare:
    amare davanti a un tramonto,
    è cosa a dir poco meravigliosa;
    l'amore se è naturale,
    come il mare,
    è bellissimo tuffarcisi dentro,
    farsi abbracciare intensamente
    dalle onde.
    Se abbimao fantasia e amiammo la poesia,
    allora è bello continuare a sognare.
    Con il vero amore, si può camminare
    nel mare senza nuotare,
    tenendosi per mano,
    e lasciarsi baciare dalle onde.
    Il mare è il migliore amico
    quando si è innamorati:
    alzi gli occhi e vedi un cielo
    pieno si stelle;
    l'amore che nutri,
    ti fa rispecchiare le stelle;
    in mezzo al mare,
    le tue mani vengono scaldate
    dai raggi del sole;
    l'amore è quello che si prova veramente,
    quello che non ti fa capire più niente:
    capisci subito quando arriva,
    perché purtroppo è irrangiungibile
    come le onde del mare.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)

      A un amico mozambicano

      Viveva con il vento
      ascoltando nenie antiche
      sotto palme del tempo.
      Camminava con la pioggia:
      un pezzo di pane
      con farina di banane
      e un ritornello
      nato fra la gente.
      Dormiva sotto le stelle
      con le croci del sud
      negli occhi e una canzone
      nata guardando i bufali
      masticare la notte.
      Sognava con l'aurora
      nei forti tramonti
      col rosso del cuore
      e il bianco della morte.
      Era mezzo cieco
      sotto il sole zambesiano
      con la musica nelle vene
      e un cristo nelle mani.
      Non so più niente
      resta solo il suo nome
      perduto nei ricordi.
      Sulla sua tomba
      rumori di tamburi
      e una musica senza
      ritorno.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)

        Viaggio con la memoria

        Con il Land-Rover come casa
        chilometri di polvere sulla faccia
        schiere di galline faraoni
        tanti fuochi bruciando
        nel bosco.

        Camminavo tra villaggi e foreste
        bevevo linfa di palme silvestri
        cacciavo gazzelle e facoceri
        dormendo nella nebbia
        alcune notti,

        Mangiavo con gli amici di sempre
        vecchi mozambicani prudenti
        con piedi nudi e occhi svegli
        ascoltando storie e proverbi
        della gente.

        Rivivo il viaggio con la memoria
        scoprendo intorno al fuoco
        un mondo vecchio come il cuore
        giovane come il primo giorno.
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          Scritta da: Elisa M.
          in Poesie (Poesie personali)

          Lamento per la morte di Pasolini

          Persi le forze mie persi l'ingegno
          Che la morte m'è venuta a visitare
          E leva le gambe tue da questo regno!
          Persi le forze mie persi l'ingegno

          Le undici le volte che l'ho visto
          Gli vidi in faccia la mia gioventù
          Oh Cristo me l'hai fatto un bel disgusto
          Le undici volte che l'ho visto

          Le undici e un quarto io mi sento ferito
          Davanti agli occhi ho le mani spezzate
          E la lingua mi diceva "è andata è andata"
          Le undici e un quarto mi sento ferito

          Le undici e mezza mi sento morire
          La lingua mi cercava le parole
          E tutto mi diceva che non giova
          Le undici e mezza mi sento morire

          Mezzanotte m'ho da confessare
          Cerco il perdono da la madre mia
          E questo è un dovere che ho da fare
          Io a mezzanotte m'ho da confessare

          Ma quella notte volevo parlare
          La pioggia il fango e l'auto per scappare
          Solo a morire lì vicino al mare
          Ma quella notte volevo parlare

          E non può non può
          Può più parlare può più parlare
          Non può non può
          Può più parlare può più parlare

          Persi le forze mie persi l'ingegno
          Che la morte m'è venuta a visitare
          E leva le gambe tue da questo regno!
          Persi le forze mie persi l'ingegno.
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            Scritta da: Elisa M.
            in Poesie (Poesie personali)

            Sacco e Vanzetti

            Il ventidue di agosto a Boston in America
            Sacco e Vanzetti van sulla sedia elettrica
            E con un colpo di elettricità
            All'altro mondo li voller mandà

            Circa le undici e mezzo giudici e gran corte
            Entran poi tutti quanti nella cella della morte
            "Sacco e Vanzetti state a sentir
            Dite se avete qualcosa da dir"

            Entra poi nella cella il bravo confessore
            Domanda a tutti e due la santa religione
            Sacco e Vanzetti con grande espression
            "Noi moriremo senza religion"

            E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza
            Ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza
            "Siano essi di qualunque Nazion
            Noi li uccidiamo con grande ragion"

            E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza
            ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza
            Addio amici in cor la fé
            Viva l'Italia e abbasso il Re.
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              Scritta da: Elisa M.
              in Poesie (Poesie personali)

              Auschwitz - la canzone del bambino nel vento.

              Son morto con altri cento, son morto che'ero bambino
              passato per il camino e adesso sono nel vento.
              Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
              nel freddo giorno d'inverno e adesso sono nel vento.
              Ad Auschwitz tante persone ma un solo grande silenzio
              è strano non ho imparato a sorridere qui nel vento.
              Io chiedo come può l'uomo uccidere un suo fratello
              eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento.
              Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contento
              di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento.
              Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare
              a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.
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                Scritta da: Elisa M.
                in Poesie (Poesie personali)
                Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni...
                Però ciò che è importante non cambiare; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
                Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
                Dietro ogni linea d'arrivo c'è una linea di partenza.
                Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
                Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
                Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
                Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
                Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
                Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
                Quando non potrai camminare veloce, cammina.
                Quando non potrai camminare, usa il bastone.
                Però non trattenerti mai!
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                  Scritta da: Sha
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Per Noi non esiste il destino. Soltanto chi, inghiottito dall'ignoranza e dalla paura, per giustificare i propri sbagli si crede nel destino, la verità è che il proprio destino c'è lo creiamo Noi con le nostre scelte giuste o sbagliate che siano... siamo solo noi gli artefici del nostro avvenire non esiste una cosa già predestinata.
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