Marea
Vivo in una marea,
violenta,
prepotente mi sottrae e porta con sé
nell'immenso dell'ignoto,
tra la buia incertezza del mio destino.
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Vivo in una marea,
violenta,
prepotente mi sottrae e porta con sé
nell'immenso dell'ignoto,
tra la buia incertezza del mio destino.
Tendo le mani al giorno inizio a camminar con lui
nelle le sue strade, e annoto nel taccuino della mente
quel che accade.
Dune di falsità rendono ardue le ricerche di contatto,
occhi nel vuoto mi guardano come dire... questo è matto.
Sogni sospesi nel deserto della fretta danno parvenze d'oasi ricercate, parole prestampate fuoriescono da sole come addomesticate, secchi cespugli d'emozione persa mi sfiorano donandomi tristezza, sabbia che porta il vento delle diversità crea muri a nascondere
bellezza, miraggi di pazienza sconvolgono le menti
indaffarate a costruir ricchezza, mentre nuvole di buone intenzioni si dissolvono squarciate da commercial saggezza.
Con gli occhi semichiusi il giorno sta lasciandomi le mani ed io son stanco d'annotar nella mia mente quel che non accade più, di faticar per ritrovar negli occhi della gente un mare un cielo blu.
Intanto notte fredda arriva a ricordare il gelo del deserto, deserto dato da contatti umani che non vanno a fondo.
Pensar che ci legava e ci scaldava... un girotondo.
Il sole un giorno tornerà
ad asciugare queste lacrime.
Sono state versate per troppo tempo.
A lungo ho atteso il tuo ritorno,
ho aspettato che i tuoi occhi
mi guardassero ancora, che ti
accorgessi quanto in realtà io ti volevo.
Ora è tardi e osservandoti da lontano mi
accorgo che non ci sei più.
Ho costruito un muro intorno a me
non chiedetemi il perché,
sono state le delusioni
o forse le mancate occasioni
o i colpi dentro al petto
che mi hanno dato per dispetto,
so solo che qui dentro c'è il silenzio senza tempo,
c'è la pace che cercavo, che da tempo anelavo,
a nessuno è permesso di entrare
a nessuno è permesso di turbare
la quiete dopo il temporale,
tu ci sei, nei miei pensieri
quelli sperati, quelli veri,
non occorre che scavalchi
non cercare altri varchi,
basta solo la ragione del cuore
per aprirti la mia prigione...
L'ombra del tuo io ha sfiorato il mio mondo,
creando un sogno per un secondo,
il tuo fiume mi ha attraversata, scavata, incisa,
lasciando un mare di detriti,
ciottoli di un'esistenza ormai andata,
rami di una vita ormai spezzata,
onde leggere mi hanno accarezzato,
con straripamenti d'amore mi hai riempita,
hai corso dentro me prendendo il sole
navigando dentro argini d'amore,
non ti è bastato, sei andato,
in una folle corsa sei finito
lì dove la roccia guarda l'infinito,
sei andato giù nel precipizio
dove c'è la fine e non l'inizio.
Le onde biancastre solcano la sabbia,
è un lento sfiorarsi senza rabbia,
una carezza dopo l'altra che dura da secoli
immaginate se accadesse a tutti i popoli?
Sarebbe la fine delle guerre assurde
sono inutili, portano distruzione e morte,
armano di fucili anche i bambini
che bruciano l'infanzia come dei camini,
dovrebbero giocare col pallone
invece di rischiare di saltare
sulle mine poste dal nemico
per fermare in fuoco amico.
I potenti della terra
non hanno mai fatto una guerra,
non sanno che vuol dire
vivere e uccidere per non morire...
Sono il tuo albero,
quello con cui da piccolo giocavi a nascondino,
quello sotto cui hai detto per la prima volta ti amo.
Sono il tuo albero,
quello che ascoltava le vostre canzoni,
gridate nelle voci di un adolescenza sognatrice
e suonate nelle corde di una chitarra che porta il mio nome;
le stesse canzoni che ora vuoi rubare all'Umanità,
accecato dal potere del mio peggior prodotto,
il denaro.
Sono il tuo albero,
quello che ti ha cresciuto con i suoi frutti
di cui ora apprezzi solo il potere che ti possono dare
brevettando ciò che non è tuo
e distruggendo tutto ciò che è futile al mercato.
Sono il tuo albero,
quello che ti curò con le sue tenere foglie
quando ti ammalasti;
le stesse cure che ora vuoi negare ai tuoi fratelli
solo perché non possono compiacere la tua avidità.
Sono il tuo albero
quello che a scuola ti ha dato le sue matite e la sua carta
per disegnare le tue idee e il tuo sapere;
le stesse idee e lo stesso sapere che ora vuoi legare
per quelle cose che tu chiami affari.
Sono il tuo albero
e visto che oramai ci conosciamo da molto tempo
mi permetto di insegnarti una cosa:
ciò che ha un valore inestimabile
non può avere mai un prezzo.
Sono il tuo albero,
e anche se continuerai ad umiliare le mie e le tue radici
e ad uccidere i miei compagni quando potresti farne a meno,
io fin quando sarò qui
continuerò a regalarti la mia ombra e il mio calore
chiedendoti in cambio solo la gioia del tuo respiro.
Perché non impari uomo a pensare prima e a parlare dopo? È semplice. È come se tu parlassi prima a te stesso e ne avessi risposta da questo te stesso, una risposta che sia una conferma o una negazione, per poi parlare agli altri. Se te stesso non approva ciò che hai pensato e detto, come puoi sperare che l'approvino gli altri?
Fu detto questo. Fu detto in quello che si dice Nuovo Testamento quando il Cristo dice: "prima di cercare la pagliuzza negli occhi degli altri, pensa a ciò che nei tuoi occhi sta molto più pesante e ingombrante di una pagliuzza".
Come un campo di tante margherite festose
Come un mazzo di tante rose odorose
Come un fascio di spighe festose
Un raggio di sole che risplende sulle onde spumose del mare
Un bagliore di luna che timido attraversa la notte
Un soffio di vento che scuote le foglie d'autunno
Un urlo che spezza il silenzio
La calma che accompagna la notte
Il colore di una fiamma avvolgente
Il sollievo del fresco d'estate
Infinite parole
ma niente a confronto di quello che sei per me.
Il mio riflesso allo specchio mi inorgoglisce,
qualche ruga lo confesso, mi avvilisce,
ma nel fiore dei miei quarant'anni
solca un po' il viso senza inganni.
Ho visto l'alternarsi delle stagioni
i tempi brutti e quelli buoni,
e tutto passa, tutto fluisce lentamente
appagando in pieno la mia mente.
Ho scritto versi e gesti di una vita
scalando fino in cima la salita,
di strada ancora tanta ne dovrò fare
per arrivare lassù e ammirare il mare.
Pensavo che il riflesso fosse solo mio
invece molti lo hanno ammirato
e ciò che ho scritto e quello che ho dato
non è rimasto solo nel mio io.
Ringrazio con umiltà ed onore
una gran donna di buon cuore
per avermi spinta a salire
la vetta del successo senza alcun patire.