Non nascere fiore non vedi con quanti veleni è bagnata la terra non nascere, sarebbero pronti a calpestarti in questo mondo bacato. Ti strapperebbero con rabbia per buttarti lontano. Questo tu forse non lo sai è un campo di grano la pianta eletta e tu l'intruso. Non nascere, fiore, non faresti in tempo ad amare la pioggia a scaldarti al sole Nn nascono più fiori nel cuore degli uomini.
Cavalcando un arcobaleno, sono giunto nella tua terra e mi sono ritrovato davanti un paesaggio affascinante come te. Una terra aspra e verde al tempo stesso, fatta di montagne dalle cime aguzze, di boschi colorati d'un verde smeraldo, ove i raggi di luce che vi penetrano sembrano delle ferite. Il mare la bagna carezzandola con delicatezza, disegnando figure che paiono animarsi con le onde, i fiumi ed i ruscelli, che assomigliano alle vene di un corpo, irrorano la terra e, pare, discorrano con i ciottoli, rasserenandoli. Terra di donne decise ma eleganti, che sanno combattere con il cuore e la mente per degli ideali, quegli stesi ideali che la mia gente sta dimenticando, a cui s'aggrappano uomini taciturni, dai volti marcati. Terra di profumi e di odori forti, ove la vita dei campi scorre ancora placida e la quiete viene spezzata solo dal canto degli uccelli o da antiche danze, ballate con candida semplicità. Il vessillo ha il colore del sangue, della forza, ma anche delle rose che, come le donne di questa terra, hanno spine vigorose contro le insidie della vita, e del sole al tramonto, ove il mio sguardo si perde. Terra vicina eppure così distante, con il mare che unisce e divide, seguo il volo delle aquile, è il loro regno ed il mio cuore vorrebbe trattenersi...
Ascolto parole dette piano piano, domando alla luna tutte le cose che non so. Viaggio in una vita che avrei voluto fatta a mia misura, ma la misura non vedo e quindi cerco. Rileggo i mie pensieri, mi convinco di pazzia quando l'amore giocando col mio cuore mi toglie anche l'ultimo respiro. Vorrei un solo istante, un istante vero, in cui tutto tace e la paura muore. Ascolto parole dette piano piano, le mie parole nascoste fra la nebbia. Domando ancora, cercando una risposta fra le sottili e fragili mie mani. Un'altra notte ancora fugge via. Io rimango qui, ancora ad aspettare.
L'attimo che colgo, l'attimo che perdo. L'attimo non mio che mai mi è appartenuto. L'attimo venduto per mille fantasie. L'attimo improvviso che m'ha scosso l'anima.
Mille attimi fa vivevo un'emozione, mille attimi dopo ne carpivo l'illusione.
L'attimo nemico, l'attimo bugiardo. L'attimo d'amore che vale un infinito, l'attimo del cuore che in un attimo vive una vita intera.
Sono molti e troppo pochi gli attimi che circondano la vita.
Sono pochi e poco veri molti attimi della mia vita.
Mi ripeto le parole che non voglio abbandonare, eppure il sole solo come allora risplende uguale. Chi sono io? Domanda d'ogni giorno e d'ogni tempo. Forse un alibi l'ho ritrovato e bambino mi dimentico di questo vero. Eppure sono io e afferro il vento come un pazzo, confondo il vortice della vita nei meandri delle mie passioni. Chi sono io? Guerriero d'altro luogo e di altra vita. Ma l'alibi non regge e uomo mi ricordo del domani, che pur non mio mi appartiene.
Amo la vita. Amo la vita quando mi sveglio riposato, amo la vita quando mi sveglio stanco, ma a svegliarmi è mio figlio, amo la vita quando un amico mi offre un bicchier di vino, amo la vita quando una persona anziana mi insegna qualcosa, amo la vita quando mia madre mi chiede ancora un "bacino", amo la vita quando uno sconosciuto mi tende la mano, amo la vita quando i miei complimenti sono apprezzati davvero, amo la vita quando un'amica mi chiede consiglio, amo la vita mentre la vivo, amo la vita quando mi accorgo che non sto solo esistendo. Amo la vita, e cercherò di non scordarlo mai.
L'estate stava finendo lasciando il posto all'autunno, un albero aspettava pensando quando sarebbe stato il suo turno. Tra tutte le foglie che aveva ospitato nessuna di esse l'aveva colpito Soffriva ogni anno nel vederle cadere ma purtroppo nessuna era il vero amore. E proprio quest'anno la natura lo graziò, tra i rami spogli una folgia restò, Non era speciale e neanche molto bella eppure dell'albero era l'anima gemella.
Ricerco distrazioni negli occhi della gente, nei gesti, in un sorriso, ma trovo dappertutto il disegno del tuo viso. Continui temporali d'emozione sovrastano il mio cuore e ad ogni tuono dolci ricordi si trasformano in dolore, dolore che mi segue ovunque in silenzio piano piano e non colma questo vuoto che mi porto appresso. Non son riuscito a dir Ti amo... è tardi adesso.
Ed Inchiodare le parole in gola, mi potrà salvare? Temo che sia già troppo tardi. E tu non puoi davvero restare. Chiudo gli occhi e fermo i pensieri. Li riapro ed assaggio i tuoi. Immensi. Amari. Piccanti. Di zucchero. E vorrei allacciare il tuo cuore al mio Per un infinito istante. Farti vedere quel che vedo io. Riscaldare il tuo respiro con il mio. E smarrirei la mia essenza nel tuo spazio. Per sempre... Fino a che il tempo non ricorderà più i suoi anni, Fino a che le stelle avranno forza di bruciare, Fino a che il mondo non sarà stanco. Io ti vorrei solo Amare, Come tu non hai mai visto, E come nessun'altra potrebbe fare.