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Poesie di Poexes (Sargenti Andrea)

Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Scritta da: Andrea Sargenti

Ascolto piano piano

Ascolto parole
dette piano piano,
domando alla luna
tutte le cose che non so.
Viaggio in una vita
che avrei voluto
fatta a mia misura,
ma la misura non vedo
e quindi cerco.
Rileggo
i mie pensieri,
mi convinco di pazzia
quando l'amore
giocando col mio cuore
mi toglie anche l'ultimo respiro.
Vorrei un solo istante,
un istante vero,
in cui tutto tace e la paura muore.
Ascolto parole
dette piano piano,
le mie parole
nascoste fra la nebbia.
Domando ancora,
cercando una risposta
fra le sottili
e fragili mie mani.
Un'altra notte
ancora fugge via.
Io rimango qui,
ancora ad aspettare.
Poexes (Sargenti Andrea)
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    Scritta da: Andrea Sargenti
    L'attimo che colgo,
    l'attimo che perdo.
    L'attimo non mio
    che mai mi è appartenuto.
    L'attimo venduto
    per mille fantasie.
    L'attimo improvviso
    che m'ha scosso l'anima.

    Mille attimi fa
    vivevo un'emozione,
    mille attimi dopo
    ne carpivo l'illusione.

    L'attimo nemico,
    l'attimo bugiardo.
    L'attimo d'amore
    che vale un infinito,
    l'attimo del cuore
    che in un attimo
    vive una vita intera.

    Sono molti
    e troppo pochi
    gli attimi
    che circondano
    la vita.

    Sono pochi
    e poco veri
    molti attimi
    della mia vita.

    Sono veri
    e molto forti
    gli attimi che ora vivo.
    Poexes (Sargenti Andrea)
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      Scritta da: Andrea Sargenti

      Alibi

      Mi ripeto le parole
      che non voglio abbandonare,
      eppure il sole
      solo come allora
      risplende uguale.
      Chi sono io?
      Domanda d'ogni giorno
      e d'ogni tempo.
      Forse un alibi
      l'ho ritrovato
      e bambino mi dimentico di questo vero.
      Eppure sono io
      e afferro il vento
      come un pazzo,
      confondo il vortice della vita
      nei meandri delle mie passioni.
      Chi sono io?
      Guerriero d'altro luogo
      e di altra vita.
      Ma l'alibi non regge
      e uomo
      mi ricordo del domani,
      che pur non mio
      mi appartiene.
      Poexes (Sargenti Andrea)
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        Scritta da: Andrea Sargenti

        Accadde Domani

        Camminando, lungo il ponte vecchio
        una sottile brezza
        accarezza questa mia speranza.
        Firenze oggi,
        ieri e domani.
        Mille anni son passati
        da quando ti ho vista mia città.
        Nei tuoi pensieri ho camminato,
        tra le tue braccia ho ambito.
        Accadrà che l'anima di ieri
        del tuo passato,
        illuminando il mio futuro,
        si riconosca nel mio io.
        Per ora attendo,
        rimango osservatore.
        Ecco

        le tue strade
        antiche di misteri,
        di sguardi,
        di occhi ancora lì
        tra i sospiri di un tempo
        mai passato.
        La tua vena, il tuo sangue
        in questo fiume rincorre l'infinito.
        Il tuo profumo di vecchio sentimento
        attraversa il mio ascoltare.
        Firenze, quanto sei lontana
        presente in quest'anima
        presente in questo cuore.
        Accadde domani
        che ieri, pensando al dopo
        ritoverò l'inizio di quel che sarà.
        Questo domani
        nell'oggi
        seguito da un passato
        presente nel futuro.
        Poexes (Sargenti Andrea)
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          Scritta da: Andrea Sargenti

          Brividi

          Conosco l'attimo
          posto e riposto in un sogno
          che violento e magico
          travolge l'ultima paura.
          Conosco e credo
          un destino fatto di parole.

          Un brivido mi scuote
          con violento vivere
          e il silenzio afferra
          la pazzia di un cuore che ama.

          Cosa conosco io?
          Conosco l'estrema forza
          di un estremo pensare.
          Conosco l'emozione,
          la gioia,
          la paura,
          il dolore di un addio,
          la grandezza di un "per sempre",
          l'infinito di un tramonto,
          l'anima del vento
          e della pioggia.
          Conosco il cielo,
          anche se piccole
          son le mie mani
          per carpirne
          anche un solo frammento.
          Conosco il mare
          e l'antico suo mistero.
          Cosa conosco io?
          Nulla.
          Nulla è sufficientemente vero
          se non visibile e vivibile
          nel tuo viso.

          Un brivido mi avvolge,
          il cuore risponde
          alla gioia di un incontro.

          Di tutto questo
          cosa e quanto vivo?
          Cosa conosco?
          Conosco la magia del tuo sorriso,
          la forza travolgente
          del tuo sguardo,
          il profumo del tuo corpo
          che mi sveglia nella notte.
          Conosco il brivido
          che mi segue
          quando cerco le tue labbra
          e rincorre l'ambizione
          di un viverle in eterno.
          Conosco
          quel sentor di seta
          della tua pelle
          che rapisce le mie mani,
          non certo meritevoli
          di questa infinita grandezza.
          Conosco il tuo respiro,
          il battito vitale del tuo cuore,
          la dolcezza del tuo seno,
          la freschezza dei tuoi fianchi.
          Conosco le mie mani
          che ti cercano
          come un fiore cerca il sole,
          che ti sfiorano
          come l'alito di un sogno,
          che cercano pace
          nella sottile avventura
          dei tuoi capelli
          e nella calda emozione
          del tuo corpo.
          Conosco
          il brivido di passione
          e l'attesa
          di sentire
          anche solo la tua voce.
          Conosco la speranza,
          l'illusione,
          la realtà,
          la gelosia
          e la paura.
          Conosco il terrore
          di svegliarmi un giorno
          e non trovarti più.
          Conosco il sogno
          di svegliarmi ogni giorno
          rapito e avvolto dal tuo viso.

          Tutto questo
          conosco e vivo,
          tutto questo
          come un brivido infinito
          che mi accompagna e mi segue
          nel tempo e nella storia.
          Poexes (Sargenti Andrea)
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            Scritta da: Andrea Sargenti

            Stazione di Bologna

            Ci sono viaggi
            che iniziano nell'anima
            e finiscono nel cuore.
            Immagini, fotografie
            colori, suoni.

            Ero lì, ricordo.
            Seduto ad aspettare,
            forse un treno
            o una risposta.
            I mie occhi
            continuavano a cercare
            attraversando nebbia
            di pensieri confusi.

            Un vecchio
            e la sua chitarra
            camminano insieme,
            entrambi silenziosi,
            entrambi stanchi
            di una vita fatta di paure.

            Due bambini in divisa
            in ansia per partire,
            i genitori
            non li guardano nemmeno,
            non si guardano nemmeno.

            Un uomo si avvicina
            e mi chiede quando parte
            il treno che lo porterà
            nel suo paese.
            Io non rispondo,
            lui chiede scusa e se ne và.

            Arriva un treno
            ma non si ferma.
            I due bambini
            salutano arrabbiati,
            non è il loro treno
            ma presto arriverà.

            C'è un odore strano
            nell'aria,
            fra poco
            di certo pioverà.

            Una ragazza si avvicina,
            mi chiede
            se si può sedere.
            Io la guardo
            e non rispondo,
            lei si siede.
            Arriva un'altro treno,
            è il suo.
            Si alza, mi guarda
            e va via.
            Mi chiedo chi fosse,
            da dove veniva,
            dove andava,
            cosa cercava.
            Anche i due bambini
            sono andati via,
            i genitori sono ancora lì,
            in un ultimo forzato saluto.

            Ecco, come pensavo
            piove.
            Mi raccolgo in un sospiro,
            appoggio la mia testa
            fra le mie mani fredde,
            chiudo gli occhi
            e ascolto.

            Un'altro treno.
            Nemmeno questo
            si è fermato.
            Riapro gli occhi,
            i due genitori sono ancora lì.
            Non capisco perché.
            Sono fermi
            uno di fronte all'altro,
            si guardano distanti.
            Vicino a loro,
            per dispetto,
            con cadenza ossessiva,
            cade una manciata di pioggia.
            Tutto ad un tratto,
            lui bacia lei,
            si volta e va via.
            Lei è rimasta lì tutta la notte.

            Ci sono viaggi
            che iniziano oggi,
            e si perdono nel passato.
            Ci sono viaggi mai iniziati.
            Ci sono addii ed incontri.
            Ci sono viaggi
            che non portano
            in nessun luogo.

            Sono stanco,
            sono ore che impietrito,
            rimango qui ad aspettare.

            La pioggia ormai
            si è fatta spazio nella mia mente.
            Mi alzo e cammino.
            E tardi, poche son le persone
            che ancora aspettano,
            poche e sempre più oscure.

            Un uomo in divisa
            mi ferma,
            mi chiede chi sono,
            cosa faccio,
            dove vado.
            "Aspetto" rispondo io.

            Una signora
            da lontano mi chiama.
            Vieni vieni... vieni a vedere.
            Mi avvicino,
            povera signora,
            vuole raccontarmi il mio futuro.
            Io sorrido e lei non capisce.
            Il mio futuro, povera signora.

            Che strana
            la solitudine,
            il pensare ossessivo alla vita,
            il rinchiudersi nell'ombra.
            Decido che non è qui
            ciò che cercavo.
            Saluto la stazione e vado via.
            Continuo il mio viaggio,
            alla ricerca di qualcosa
            o di qualcuno.
            Poexes (Sargenti Andrea)
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