Poesie personali


Scritta da: Cristian Torre
in Poesie (Poesie personali)

Viale di foglie

Un viale di foglie, tanti ricordi di attimi di vita passata insieme. Dolci ricordi di attimi vissuti intensamente, insieme io tu e la tua mano che ad ogni passo di vita pian piano il tempo consuma. Ma tutto questo non spaventa ma insegna che la vita è meravigliosa se trovi una persona che ti accompagna nel viale di foglie della vita.
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    Scritta da: Cristian Torre
    in Poesie (Poesie personali)

    Un gesto

    Un gesto vale più di mille parole. Una carezza riscalda. Un abbraccio conforta. Una stretta di mano aiuta a non cadere e ti risolleva. Un sorriso di un amico sincero ti toglie ogni paura e non ti fa sentire solo. Perché tutti noi abbiamo bisogno di un gesto di amore per non restare soli in un mondo che muore.
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      in Poesie (Poesie personali)

      Stella della mia anima

      Questa terra è troppo piccola per contenere la mia anima... così ho deciso di inviarla a quel cielo stellato che sovrasta la nostra terra.
      Ora la mia anima in alto, tra tutte quelle luci, ti fa compagnia mimetizzandosi tra quei puntini lucenti.
      Ma ogni volta che alzererai lo sguardo e scruterai il cielo essa sarà lì a farti luce e ti accompagnerà in ogni notte, ovunque tu sia, speranzosa nel condurti da lei per poterle fare compagnia e per poter brillare assieme.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie personali)

        Vorrei Trovarti

        Vorrei trovarti per non lasciarti andare
        vestire di calore i miei freddi momenti
        Sciogliere il ghiaccio di questa lunga attesa.

        Vorrei insieme arrivare al tramonto
        a quella linea che confina con l'orizzonte
        dove l'universo ci accoglierà come delle stelle

        Dove tutto inizia e nulla ha fine
        dove noi facciamo l'immenso
        dove l'immenso siamo noi.

        Vorrei trovarti per trovare me
        per non perdermi nel vuoto
        nella incompletezza, della quotidianità

        Vorrei trovare te per ritrovarmi
        per sentire la vita scorrere
        per sentirmi viva dentro di te...
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          Scritta da: Jaco Po Hò
          in Poesie (Poesie personali)

          Una morte economica

          In mente ancor non mi vien
          se in fin convien
          che con tanta foga
          un giovane cerchi la droga,
          che a caro prezzo
          diventa per ogni cosa il mezzo.
          Da quelli io son diverso
          perché non condivido il loro obiettivo perverso:
          se proprio mi volessi ammazzar,
          spero almeno di non dover pagar...
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            Scritta da: Andrea Sargenti
            in Poesie (Poesie personali)

            Accadde Domani

            Camminando, lungo il ponte vecchio
            una sottile brezza
            accarezza questa mia speranza.
            Firenze oggi,
            ieri e domani.
            Mille anni son passati
            da quando ti ho vista mia città.
            Nei tuoi pensieri ho camminato,
            tra le tue braccia ho ambito.
            Accadrà che l'anima di ieri
            del tuo passato,
            illuminando il mio futuro,
            si riconosca nel mio io.
            Per ora attendo,
            rimango osservatore.
            Ecco

            le tue strade
            antiche di misteri,
            di sguardi,
            di occhi ancora lì
            tra i sospiri di un tempo
            mai passato.
            La tua vena, il tuo sangue
            in questo fiume rincorre l'infinito.
            Il tuo profumo di vecchio sentimento
            attraversa il mio ascoltare.
            Firenze, quanto sei lontana
            presente in quest'anima
            presente in questo cuore.
            Accadde domani
            che ieri, pensando al dopo
            ritoverò l'inizio di quel che sarà.
            Questo domani
            nell'oggi
            seguito da un passato
            presente nel futuro.
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              Scritta da: Andrea Sargenti
              in Poesie (Poesie personali)

              Brividi

              Conosco l'attimo
              posto e riposto in un sogno
              che violento e magico
              travolge l'ultima paura.
              Conosco e credo
              un destino fatto di parole.

              Un brivido mi scuote
              con violento vivere
              e il silenzio afferra
              la pazzia di un cuore che ama.

              Cosa conosco io?
              Conosco l'estrema forza
              di un estremo pensare.
              Conosco l'emozione,
              la gioia,
              la paura,
              il dolore di un addio,
              la grandezza di un "per sempre",
              l'infinito di un tramonto,
              l'anima del vento
              e della pioggia.
              Conosco il cielo,
              anche se piccole
              son le mie mani
              per carpirne
              anche un solo frammento.
              Conosco il mare
              e l'antico suo mistero.
              Cosa conosco io?
              Nulla.
              Nulla è sufficientemente vero
              se non visibile e vivibile
              nel tuo viso.

              Un brivido mi avvolge,
              il cuore risponde
              alla gioia di un incontro.

              Di tutto questo
              cosa e quanto vivo?
              Cosa conosco?
              Conosco la magia del tuo sorriso,
              la forza travolgente
              del tuo sguardo,
              il profumo del tuo corpo
              che mi sveglia nella notte.
              Conosco il brivido
              che mi segue
              quando cerco le tue labbra
              e rincorre l'ambizione
              di un viverle in eterno.
              Conosco
              quel sentor di seta
              della tua pelle
              che rapisce le mie mani,
              non certo meritevoli
              di questa infinita grandezza.
              Conosco il tuo respiro,
              il battito vitale del tuo cuore,
              la dolcezza del tuo seno,
              la freschezza dei tuoi fianchi.
              Conosco le mie mani
              che ti cercano
              come un fiore cerca il sole,
              che ti sfiorano
              come l'alito di un sogno,
              che cercano pace
              nella sottile avventura
              dei tuoi capelli
              e nella calda emozione
              del tuo corpo.
              Conosco
              il brivido di passione
              e l'attesa
              di sentire
              anche solo la tua voce.
              Conosco la speranza,
              l'illusione,
              la realtà,
              la gelosia
              e la paura.
              Conosco il terrore
              di svegliarmi un giorno
              e non trovarti più.
              Conosco il sogno
              di svegliarmi ogni giorno
              rapito e avvolto dal tuo viso.

              Tutto questo
              conosco e vivo,
              tutto questo
              come un brivido infinito
              che mi accompagna e mi segue
              nel tempo e nella storia.
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                Scritta da: Andrea Sargenti
                in Poesie (Poesie personali)

                Stazione di Bologna

                Ci sono viaggi
                che iniziano nell'anima
                e finiscono nel cuore.
                Immagini, fotografie
                colori, suoni.

                Ero lì, ricordo.
                Seduto ad aspettare,
                forse un treno
                o una risposta.
                I mie occhi
                continuavano a cercare
                attraversando nebbia
                di pensieri confusi.

                Un vecchio
                e la sua chitarra
                camminano insieme,
                entrambi silenziosi,
                entrambi stanchi
                di una vita fatta di paure.

                Due bambini in divisa
                in ansia per partire,
                i genitori
                non li guardano nemmeno,
                non si guardano nemmeno.

                Un uomo si avvicina
                e mi chiede quando parte
                il treno che lo porterà
                nel suo paese.
                Io non rispondo,
                lui chiede scusa e se ne và.

                Arriva un treno
                ma non si ferma.
                I due bambini
                salutano arrabbiati,
                non è il loro treno
                ma presto arriverà.

                C'è un odore strano
                nell'aria,
                fra poco
                di certo pioverà.

                Una ragazza si avvicina,
                mi chiede
                se si può sedere.
                Io la guardo
                e non rispondo,
                lei si siede.
                Arriva un'altro treno,
                è il suo.
                Si alza, mi guarda
                e va via.
                Mi chiedo chi fosse,
                da dove veniva,
                dove andava,
                cosa cercava.
                Anche i due bambini
                sono andati via,
                i genitori sono ancora lì,
                in un ultimo forzato saluto.

                Ecco, come pensavo
                piove.
                Mi raccolgo in un sospiro,
                appoggio la mia testa
                fra le mie mani fredde,
                chiudo gli occhi
                e ascolto.

                Un'altro treno.
                Nemmeno questo
                si è fermato.
                Riapro gli occhi,
                i due genitori sono ancora lì.
                Non capisco perché.
                Sono fermi
                uno di fronte all'altro,
                si guardano distanti.
                Vicino a loro,
                per dispetto,
                con cadenza ossessiva,
                cade una manciata di pioggia.
                Tutto ad un tratto,
                lui bacia lei,
                si volta e va via.
                Lei è rimasta lì tutta la notte.

                Ci sono viaggi
                che iniziano oggi,
                e si perdono nel passato.
                Ci sono viaggi mai iniziati.
                Ci sono addii ed incontri.
                Ci sono viaggi
                che non portano
                in nessun luogo.

                Sono stanco,
                sono ore che impietrito,
                rimango qui ad aspettare.

                La pioggia ormai
                si è fatta spazio nella mia mente.
                Mi alzo e cammino.
                E tardi, poche son le persone
                che ancora aspettano,
                poche e sempre più oscure.

                Un uomo in divisa
                mi ferma,
                mi chiede chi sono,
                cosa faccio,
                dove vado.
                "Aspetto" rispondo io.

                Una signora
                da lontano mi chiama.
                Vieni vieni... vieni a vedere.
                Mi avvicino,
                povera signora,
                vuole raccontarmi il mio futuro.
                Io sorrido e lei non capisce.
                Il mio futuro, povera signora.

                Che strana
                la solitudine,
                il pensare ossessivo alla vita,
                il rinchiudersi nell'ombra.
                Decido che non è qui
                ciò che cercavo.
                Saluto la stazione e vado via.
                Continuo il mio viaggio,
                alla ricerca di qualcosa
                o di qualcuno.
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                  Scritta da: Chiara Lattanzi
                  in Poesie (Poesie personali)

                  È quasi neve

                  Bruciare di un amore folle
                  sotto il sole di un Agosto rovente.
                  Espandersi
                  fino a non avere più confini.
                  Respirare
                  percepire la vita
                  come se fosse racchiusa
                  in quel solo e interminabile respiro.
                  Poi l'Autunno
                  porta piogge di inaspettate lacrime
                  e ceneri di disilluse passioni.
                  Si cerca riparo nel tepore delle proprie certezze
                  e si aspettano quei vecchi confini
                  come il ritorno da un lungo viaggio.
                  Respirare
                  l'aria pungente di Gennaio
                  e sapere di aver perso solo un'Estate.
                  Basta guardare fuori
                  il cielo bianco aspetta il suo momento
                  tutto può gelare
                  ma c'è quasi pace
                  è quasi neve.
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