Un viale di foglie, tanti ricordi di attimi di vita passata insieme. Dolci ricordi di attimi vissuti intensamente, insieme io tu e la tua mano che ad ogni passo di vita pian piano il tempo consuma. Ma tutto questo non spaventa ma insegna che la vita è meravigliosa se trovi una persona che ti accompagna nel viale di foglie della vita.
Un gesto vale più di mille parole. Una carezza riscalda. Un abbraccio conforta. Una stretta di mano aiuta a non cadere e ti risolleva. Un sorriso di un amico sincero ti toglie ogni paura e non ti fa sentire solo. Perché tutti noi abbiamo bisogno di un gesto di amore per non restare soli in un mondo che muore.
Questa terra è troppo piccola per contenere la mia anima... così ho deciso di inviarla a quel cielo stellato che sovrasta la nostra terra. Ora la mia anima in alto, tra tutte quelle luci, ti fa compagnia mimetizzandosi tra quei puntini lucenti. Ma ogni volta che alzererai lo sguardo e scruterai il cielo essa sarà lì a farti luce e ti accompagnerà in ogni notte, ovunque tu sia, speranzosa nel condurti da lei per poterle fare compagnia e per poter brillare assieme.
In mente ancor non mi vien se in fin convien che con tanta foga un giovane cerchi la droga, che a caro prezzo diventa per ogni cosa il mezzo. Da quelli io son diverso perché non condivido il loro obiettivo perverso: se proprio mi volessi ammazzar, spero almeno di non dover pagar...
Camminando, lungo il ponte vecchio una sottile brezza accarezza questa mia speranza. Firenze oggi, ieri e domani. Mille anni son passati da quando ti ho vista mia città. Nei tuoi pensieri ho camminato, tra le tue braccia ho ambito. Accadrà che l'anima di ieri del tuo passato, illuminando il mio futuro, si riconosca nel mio io. Per ora attendo, rimango osservatore. Ecco
le tue strade antiche di misteri, di sguardi, di occhi ancora lì tra i sospiri di un tempo mai passato. La tua vena, il tuo sangue in questo fiume rincorre l'infinito. Il tuo profumo di vecchio sentimento attraversa il mio ascoltare. Firenze, quanto sei lontana presente in quest'anima presente in questo cuore. Accadde domani che ieri, pensando al dopo ritoverò l'inizio di quel che sarà. Questo domani nell'oggi seguito da un passato presente nel futuro.
Conosco l'attimo posto e riposto in un sogno che violento e magico travolge l'ultima paura. Conosco e credo un destino fatto di parole.
Un brivido mi scuote con violento vivere e il silenzio afferra la pazzia di un cuore che ama.
Cosa conosco io? Conosco l'estrema forza di un estremo pensare. Conosco l'emozione, la gioia, la paura, il dolore di un addio, la grandezza di un "per sempre", l'infinito di un tramonto, l'anima del vento e della pioggia. Conosco il cielo, anche se piccole son le mie mani per carpirne anche un solo frammento. Conosco il mare e l'antico suo mistero. Cosa conosco io? Nulla. Nulla è sufficientemente vero se non visibile e vivibile nel tuo viso.
Un brivido mi avvolge, il cuore risponde alla gioia di un incontro.
Di tutto questo cosa e quanto vivo? Cosa conosco? Conosco la magia del tuo sorriso, la forza travolgente del tuo sguardo, il profumo del tuo corpo che mi sveglia nella notte. Conosco il brivido che mi segue quando cerco le tue labbra e rincorre l'ambizione di un viverle in eterno. Conosco quel sentor di seta della tua pelle che rapisce le mie mani, non certo meritevoli di questa infinita grandezza. Conosco il tuo respiro, il battito vitale del tuo cuore, la dolcezza del tuo seno, la freschezza dei tuoi fianchi. Conosco le mie mani che ti cercano come un fiore cerca il sole, che ti sfiorano come l'alito di un sogno, che cercano pace nella sottile avventura dei tuoi capelli e nella calda emozione del tuo corpo. Conosco il brivido di passione e l'attesa di sentire anche solo la tua voce. Conosco la speranza, l'illusione, la realtà, la gelosia e la paura. Conosco il terrore di svegliarmi un giorno e non trovarti più. Conosco il sogno di svegliarmi ogni giorno rapito e avvolto dal tuo viso.
Tutto questo conosco e vivo, tutto questo come un brivido infinito che mi accompagna e mi segue nel tempo e nella storia.
Ci sono viaggi che iniziano nell'anima e finiscono nel cuore. Immagini, fotografie colori, suoni.
Ero lì, ricordo. Seduto ad aspettare, forse un treno o una risposta. I mie occhi continuavano a cercare attraversando nebbia di pensieri confusi.
Un vecchio e la sua chitarra camminano insieme, entrambi silenziosi, entrambi stanchi di una vita fatta di paure.
Due bambini in divisa in ansia per partire, i genitori non li guardano nemmeno, non si guardano nemmeno.
Un uomo si avvicina e mi chiede quando parte il treno che lo porterà nel suo paese. Io non rispondo, lui chiede scusa e se ne và.
Arriva un treno ma non si ferma. I due bambini salutano arrabbiati, non è il loro treno ma presto arriverà.
C'è un odore strano nell'aria, fra poco di certo pioverà.
Una ragazza si avvicina, mi chiede se si può sedere. Io la guardo e non rispondo, lei si siede. Arriva un'altro treno, è il suo. Si alza, mi guarda e va via. Mi chiedo chi fosse, da dove veniva, dove andava, cosa cercava. Anche i due bambini sono andati via, i genitori sono ancora lì, in un ultimo forzato saluto.
Ecco, come pensavo piove. Mi raccolgo in un sospiro, appoggio la mia testa fra le mie mani fredde, chiudo gli occhi e ascolto.
Un'altro treno. Nemmeno questo si è fermato. Riapro gli occhi, i due genitori sono ancora lì. Non capisco perché. Sono fermi uno di fronte all'altro, si guardano distanti. Vicino a loro, per dispetto, con cadenza ossessiva, cade una manciata di pioggia. Tutto ad un tratto, lui bacia lei, si volta e va via. Lei è rimasta lì tutta la notte.
Ci sono viaggi che iniziano oggi, e si perdono nel passato. Ci sono viaggi mai iniziati. Ci sono addii ed incontri. Ci sono viaggi che non portano in nessun luogo.
Sono stanco, sono ore che impietrito, rimango qui ad aspettare.
La pioggia ormai si è fatta spazio nella mia mente. Mi alzo e cammino. E tardi, poche son le persone che ancora aspettano, poche e sempre più oscure.
Un uomo in divisa mi ferma, mi chiede chi sono, cosa faccio, dove vado. "Aspetto" rispondo io.
Una signora da lontano mi chiama. Vieni vieni... vieni a vedere. Mi avvicino, povera signora, vuole raccontarmi il mio futuro. Io sorrido e lei non capisce. Il mio futuro, povera signora.
Che strana la solitudine, il pensare ossessivo alla vita, il rinchiudersi nell'ombra. Decido che non è qui ciò che cercavo. Saluto la stazione e vado via. Continuo il mio viaggio, alla ricerca di qualcosa o di qualcuno.
Bruciare di un amore folle sotto il sole di un Agosto rovente. Espandersi fino a non avere più confini. Respirare percepire la vita come se fosse racchiusa in quel solo e interminabile respiro. Poi l'Autunno porta piogge di inaspettate lacrime e ceneri di disilluse passioni. Si cerca riparo nel tepore delle proprie certezze e si aspettano quei vecchi confini come il ritorno da un lungo viaggio. Respirare l'aria pungente di Gennaio e sapere di aver perso solo un'Estate. Basta guardare fuori il cielo bianco aspetta il suo momento tutto può gelare ma c'è quasi pace è quasi neve.