Poesie personali


Scritta da: Luca Bruno
in Poesie (Poesie personali)

Tra paradiso e inferno

Tanto ti amai
e tanto ti amo ancora
dolce luce
che illuminandomi
gli occhi
un mondo nuovo mi presenti
pieno di vita
differente dalla cupidigia ed all'oscurità
di cui i miei occhi erano coperti
ti cerco
lucciola mia
mi hai donato la luce
e sei sparita
mischiandoti tra l'immensità di questa luce
vorrei ringraziarti
e ti cerco
piango
come fa un essere nella purezza più assoluta a provare tanta tristezza?
Anche se sono in paradiso
mi sento all'inferno
senza vederti
toccarti
sentirti
amarti.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Nitori oscuri

    Come acqua diretta al mare
    dolente e esausta
    pazza di sé al nulla
    scorre la vita;
    fuscello di anni seccati
    si impiglia riemerge e fluisce
    il relitto di essere in balia
    delle furie e del tempo
    ondeggia tra urti e gorghi
    alla deriva vanno fecali
    progetti e illusioni
    desideri e pazzi voli.
    Che abbiamo da guardare
    attristati o sgomenti:
    sapevamo già tutto!
    Breve intervallo
    di presenza e di luce
    durante il perdurare
    ci fu concesso nati vivi.
    A che l'urlo disperato
    davanti al cavo del vuoto
    nell'ultimo recesso
    dello spirito coinvolto
    nel degrado della carne?
    Frammenti, minuzie,
    a-valenti atomi bruti
    poi più nulla resta
    di noi umani sospesi
    nell'insieme abolito
    di cielo e terra.
    Non si può mangiare
    un dolce senza consumarlo
    vivere senza morire
    amare senza soffrire
    restare nubili di speranze.
    È cosi! Tanto è dato
    niente pesa come il niente
    e non si possono
    stipulare accordi
    su inizio e fine
    tema e trama
    con l'Inconoscibile:
    questo è il suo
    e il nostro limite.
    Passano in un'aria di piombo
    continuano a passare come noi
    in alto le nuvole senza rumore
    dileguate e irraggiunte
    nel placido azzurro del cielo.
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      Scritta da: austriaca64
      in Poesie (Poesie personali)

      Senso di colpa

      Senso di colpa,
      maledettamente difficile di sopportarlo,
      fa male e rode dentro la tua anima,
      chiudi gli occhi, non ci penso, cerco di non pensare, ma
      eccolo qua, due occhi fulminanti, penetranti e senza pietà
      che ti guardano dal interno delle palpebre, apro gli occhi, un sapore
      sgradevole, nel mio interno mi sento cadere in un pozzo senza fondo,
      il conforto si fa strada nella mia anima, pensieri, lontananza, ferite non
      macinate ancora dolorante... il desiderio di non pensarci,
      lavanda, camomilla, valeriana, sono loro la compagnia notturno, sono
      loro che si impegnano a cacciare via,
      il brutto sapore... del senso di colpa.
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        Scritta da: Alessandro Bonfanti
        in Poesie (Poesie personali)

        Tentativo di traduzione di una favola

        Cos'hai perso della favola della vita?
        Io mi chiedo.
        Te lo ricordi il profumo del grano,
        l'oceano di un tronco d'albero
        e la saggezza di una roccia,
        te la ricordi?
        Il tubare fra le foglie del vento,
        l'aurora di un monastero abbandonato,
        la mano di tuo figlio
        e la voce di tuo fratello
        te la ricordi,
        te la ricordi la voce di tuo fratello?
        So che potrò dirti poco con queste parole,
        so che potrò dirti molto con queste parole;
        le poesie sono democratiche,
        perché lasciano a te l'immaginazione,
        il messaggio non si completa senza la tua complicità.
        Per questo le poesie sono pericolose
        come è pericoloso il vento,
        come lo è la rugiada,
        come lo sono i Libri e la Musica,
        lasciano pensare
        e immaginare
        immaginare qualcosa di diverso,
        immaginare qualcuno di diverso
        e questo non piace oggi.
        Non piace a chi ti ha già impacchettato,
        inscatolato i tuoi gusti
        e le tue emozioni.
        Pensando che non esista più nulla al di fuori di questo.
        E invece tu dimostralo, se vuoi.
        Traducilo il linguaggi sconosciuti che io non so parlare
        e stringimi forte perché io sappia ascoltare
        ma aggiungi sempre qualcosa di tuo
        e poi Immagina,
        Pensa.
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          Scritta da: Cristina
          in Poesie (Poesie personali)

          Al giro di boa

          Credevo fossi speciale,
          che mi donassi i migliori battiti del tuo cuore.
          Credevo fossi vero,
          che non conoscessi la menzogna.
          Credevo fossi un uomo,
          che amasse la lealtà.
          Ora non credo, non spero.
          Pensavo di non potermi bastare,
          di temere la solitudine.
          Pensavo di non poter stare in piedi da sola,
          di cadere al primo ostacolo.
          Pensavo di arrenderemi alle avversità,
          di lasciare l'ultima parola alla rassegnazione.
          Ora no.
          La luce ha vinto la sua battaglia ed io con lei.
          Nuovi occhi e nuove consapevolezze,
          speranze giovani e desideri mai spenti
          in una nuova fase matura e consapevole.
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            Scritta da: Cristina
            in Poesie (Poesie personali)
            Libera la mia mente... consentile di pensare ancora.
            Spazza via gli orrori dalla mia anima... donale un nuovo respiro.
            Scivola sul mio cuore... insegnagli a battere di nuovo.
            Goccia pura e lieve,
            lava le lacrime che solcano il mio viso
            spegni la fiamma del risentimento,
            dona speranza nuova ai miei occhi
            ogni giorno più stanchi.
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              Scritta da: Antonino Gatto
              in Poesie (Poesie personali)

              Una fiaba nel vento

              C'era una volta mi disse mia Nonna,
              mentre tesseva una maglia di lana,
              una donzella senza minigonna,
              ma due occhioni azzurri ed una lunga sottana.

              Era d'estate e tornava dai campi,
              con la stanchezza d'un uomo maturo,
              portava seco, un cesto sui fianchi,
              con dentro spighe di grano duro.

              Non vi era luce nel suo casolare,
              ne tantomeno oggetti preziosi,
              ma c'era sempre qualcosa da fare,
              prima di spegnere quei corpi affannosi.

              C'era il rispetto per il povero anziano,
              e tanto lavoro di grande fatica,
              non c'era il contratto ma la stretta di mano,
              macedonia di more e sciampo all'ortica.

              La domenica a messa, col vestito stirato,
              profumo di cenere, ma d'un bianco innevato,
              i bimbi per strada sul terriccio assolato,
              a piedi nudi correvano, cavalcando il selciato.

              Era bello davvero, mi diceva ridendo,
              lo leggevo nei suoi occhi colore di mare,
              ed io la ascoltavo ogni tanto prendendo,
              le sue tenere mani per non farle tremare.

              C'era una volta in un tempo passato,
              la gioia e la vita che qualcuno ha scordato,
              ma forse c'è ancora in questo momento
              un bimbo che ascolta questa fiaba nel vento.
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                Scritta da: Cinzia Picciolo
                in Poesie (Poesie personali)

                Grande dono

                Un grande vuoto nella mia vita,
                sapere che non potro mai...
                non avro la gioia di un piccolo dolce sguardo
                posato su di me, di una manina che mi cerchi,
                due gambette paffute che mi corrano incontro.
                Un amore grande mi manca...
                grande e forte, più forte ed unico di qualsiasi
                cosa, un amore che vada incontro alla vita,
                un amore che anelo ogni attimo, ogni istante,
                che la vita vi vorrà donare...
                l'unico dono che desidero? Un bambino...
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                  Scritta da: »Vailet
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Solo noi possiamo

                  Qui piove, ma sto ferma, perché se provassi a muovermi credo che tutto crollerebbe.
                  Ognuno di noi dovrebbe imparare a tenere duro
                  Perché non ci si può sempre preparare per qualcosa,
                  La si vive e basta.
                  Poi rimane solo un alone di ricordi... che torneranno
                  Si, torneranno.
                  E noi stringiamo forte le mani, pervasi dalla rabbia, cercando di custodire nostri sogni... le cose a cui teniamo di più
                  Stiamo appesi a un ramo, sorpresi dal ritmo del vento
                  e...
                  se anche una scossa, o una esile foglia ci cadrà addosso e si addentrerà tra i nostri pensieri,
                  Nemmeno la pioggia dovrà farci mollare la presa.
                  Ora stiamo appesi, in bilico tra le paure e la voglia di farcela...
                  E scaviamo nel buio, cercando di nuovo di trovare un senso che riempia la nostra essenza,
                  perché solo così troveremo il fragile equilibrio che ci accompagna in ogni esperienza.
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