Poesie personali


Scritta da: Geppi Santamato
in Poesie (Poesie personali)

Come un granello di sabbia

Come un granello di sabbia
che non chiede al suo destino
se sarà oasi oppure duna
fondale di mare o di laguna
spiaggia affollata... oppure deserto
dentro una buca... o a cielo aperto
nel secchiello di un bambino
o sotto il piede dopo un lungo cammino.
Eppure, insieme agli elementi
come il cielo, l'acqua, i venti,
resta immerso nell'Immenso
dove tutto incontra il proprio senso
e alla sera della Vita
non gli importa d'essere stato
solo piccolezza infinita
perché è parte di tutto il Creato!
Composta giovedì 21 dicembre 2006
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    Scritta da: floriana
    in Poesie (Poesie personali)

    II

    Folle
    Il metallo ed il sangue
    nel caos sono folle

    Al bordo della linea
    ancora sul confine
    e appena oltre
    rilego questa pazzia
    nella circolarità
    che per gli altri è spigolo

    Non c'è dignità,
    è un urlo in una camera vetrata
    non potete sentirmi

    Se ci fosse una porta
    non la aprirei
    non la aprirei

    Urlo e consumo l'anima
    ma voi
    non potete sentirmi
    non voglio essere salvata

    è metallo e sangue
    nel caos sono folle
    ma così lucido e ordinato
    appare a voi
    che dò fuoco all'immagine

    Si accartoccia come carta

    Inutile
    non ha senso per voi tutto questo
    non potete
    non dovete sentirmi urlare

    i'm scared.
    Composta domenica 29 novembre 2009
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      in Poesie (Poesie personali)
      Arde lo spirito della vita
      Nel rosso anelito infinito
      Dell'essere suono
      Odo
      e mi pare
      Così bella
      Così cara e amata
      Questa mia voce
      Con un azzurro intenso
      nel respiro chiaro
      Sento
      Non so dove
      Così fuori di me
      Così profondamente in me
      Un canto antico
      Fluire verde speranza nuova
      Sono suono
      Solo suono
      Limpido, liquido lucido giallo solare
      e sprofondo
      e inebriata precipito
      Nella mia stessa voce
      Volo pindarico in caleidoscopiche meraviglie
      e non c'è tempo
      e non c'è spazio
      Nell'indaco magico dello stupore
      è un fluttuare nella mia stessa essenza:
      bianca, candida, trasparente e inebriante
      luce di rivelazione.
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        Scritta da: Antonio Dati
        in Poesie (Poesie personali)
        L'alba di un mattino
        un nuovo giorno si annuncia.
        Un fiorellino timido e tremolante
        una rosa che sboccia.
        Petali bagnati di rugiada
        piccoli smeraldi che brillano
        al sole nascente.
        La natura si risveglia
        al tiepido calore.
        Gli alberi, le foglie, i prati argentati,
        una dolce musica aleggia nell'aria.
        La vita riprende il suo cammino
        un fiore che nasce
        il vagito di un bambino,
        il miagolio di un gattino.
        Palpiti d'amore, scintille di vita.
        Ricordi che rimarranno per sempre
        custoditi nel profondo dell'anima.
        Composta domenica 29 novembre 2009
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          Scritta da: _Nana_Nana_
          in Poesie (Poesie personali)
          Il buio calò e nuove luci la mia iride vide;
          Loro entrarono quasi portati dal vento,
          e noi lì, sotto quel palco, con l'anima nuda,
          pronta per esser trasportata da quella musica.
          Al primo tocco di bacchetta sulla batteria
          un concerto esplose dentro me.
          A quella voce il mio corpo non sapeva resistere,
          e a quelle note, di quella benedetta canzone,
          le mie labbra non sapevano dire di no.
          Ma i miei occhi, oh quelli non potevano non assaporarti,
          e le mie mani non ne volevano sapere di non giocare col tuo profilo.
          Tu, il mio sogno, il mio respiro, la lacrima dal cielo sul mio viso.
          Poi mi svegliai; si, ero lì. Sul letto dove ogni notte tu, inconsapevolmente, ti addormenti con me.
          Nostalgia, solo nostalgia provai nel destarmi.
          Ma sapevo che ti avrei rivisto, la prossima notte, forse.
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            Scritta da: Eleonora Montrone
            in Poesie (Poesie personali)

            Il pellegrino peccatore

            Con passo lento
            saliva su per il sentiero brullo,
            con fatica s'inerpicava su per l'erta.
            Ogni tanto una sosta per l'impervia via.
            Dopo tanto andar ecco infin la meta,
            un rudere di chiesa, cominciata e mai finita.
            È la chiesetta dei peccatori,
            senza porte, muri, senza colori,
            due sedie malconce, un piccolo altare,
            un crocifisso di legno per pregare.
            In quel luogo desolato e scarno,
            davanti a quel crocifisso disadorno,
            rimise i suoi peccati
            per una vita mal vissuta.
            Nel ritorno a valle
            una sosta alla fontanella
            per un sorso di acqua pura
            in un'anima ritornata vera.
            Composta domenica 29 novembre 2009
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              Scritta da: GAETANO
              in Poesie (Poesie personali)

              Mia madre

              Una mattina mia madre m'ha lasciato,
              ed ora io sono tormentato
              dal vuoto che sento dentro il cuore
              e sperimento a tutte l'ore.

              La rivedo sul divano assopita,
              in bianco-grigia vestita,
              le mani tremanti in tensione
              a cercar consolazione.

              Lo sò, lei m 'è accanto,
              e questo è il mio incanto.
              Ma vorrei stringerla forte forte,
              senza la barriera della morte.

              Mi mancano le sue parole,
              luminose come il sole.
              Mi manca il suo sorriso,
              preludio di Paradiso.

              Mamma, aspettavo il tuo saluto,
              ma ora ch'è avvenuto,
              sono solo e disperato:
              ah, quanto ti ho amato.

              Chi rimpiazzarti potrà,
              raccoglier la tua eredità?
              Nessuna io vedo all'orizzonte,
              ne sui mari ne sul monte.

              Perciò prego nostro Signore
              che m'accorci l'ore
              che mancano al mio trapasso:
              ch'avvenga senza chiasso.

              E quando ti rivedrò,
              eternamente con te vivrò.
              Composta domenica 29 novembre 2009
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                Scritta da: wolfetta
                in Poesie (Poesie personali)

                Il mio mondo perfetto

                Il mondo mi circonda
                e ho paura.
                Una tremenda paura.
                Il solo contatto
                con un essere umano
                mi spaventa a morte.
                Voglio scappare da tutto questo.
                Voglio andarmene
                in un mondo buio,
                scuro e silenzioso.
                Il mio mondo.

                Sono stanca...
                stanca di tutto.
                Di vivere
                di sognare
                di mangiare
                di dormire
                di essere felice.
                Vorrei solo chiudere gli occhi
                e poterli non riaprire più.

                Sarebbe bello rifugiarsi
                nel mio mondo
                e scappare da tutto
                e da tutti.
                Scappare dal male,
                dal bene, dal buono
                e dal cattivo.
                Solo io
                in quel mondo perfetto...
                nel mio mondo.
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                  Scritta da: Mario Bianco
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Pensieri

                  Svaporar come nebbia danzante
                  immagini d'altri tempi in scenografie
                  or pallide come inconsistenti veli
                  or a tinte forti come crude passioni
                  sanguinanti offese delusioni cocenti.

                  Scene fluttuanti che occhi attizzati
                  nel difficile seguire tempi scorsi e
                  appannati come vetri nello scrosciar
                  della pioggia, visi diafani corrono su
                  pellicola bagnata da lacrime, oh! Sofferti
                  sorrisi con labbra strette fissano cercando
                  un perché che dia senso compiuto.

                  Corolle d'amore, avvizzite o splendenti
                  bianchi di pruno, delicati e virginei frutto
                  di fanciullezza assetata e arsa d'acque
                  negate allo schiudersi di vita in deserti
                  che i tartari non conobbero mai.

                  Muovetevi dunque sui sentieri del tempo,
                  ma mai, con prece vi prego ritornate alla
                  mia mente che non vuole volgere il capo
                  alle acque trascorse, ai ponti gettati per
                  occhi assassini e membra fatiscenti che
                  di quel liquido volean nutrire anime fatue.
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