Poesie personali


Scritta da: Enrico Castelli
in Poesie (Poesie personali)

Penelope

Portami con te.
"Non capisci."
Se un giorno mio figlio chiederà di suo padre, gli sorriderò.
Parlerò dei suoi zigomi stretti.
Delle sue mani.
È scuro il cielo, davanti a questa marcia.
Nuove nuvole spingono il sole sotto la collina.
La testa dorata nell'erba. Dipinge i fiori di rosso.
Lentamente come in un sogno.
Mi lasci qui, all'alba della notte.
A guardarti.
Eroe.
Prendimi le mani.
Dolcemente come al risveglio.
E non piangerò perché sono una donna forte.
Emozioni acqua. E la mia pelle scudo del mio cuore.
Solo tu sai infrangermi. Darmi la sete che vorrei.
Solo tu.
Maledetta la tua schiena.
Maledetto colui che ha detto che
l'amore è immortale.
L'incanto delle tue promesse si rompe.
E vorrei solo invertire il tempo per sfiorarlo ancora.
Qui, sopra questo bianco gradino che è la tua casa.
Ti vedo danzare nello splendore delle tue armi.
Ma io ti conosco negli occhi.
Non tornerai.
Se un giorno mio figlio chiederà di suo padre, gli sorriderò.
Gli dirò che sono stata la tua più grande avventura.
Persa come una guerra che non dovevi combattere.
E parlerò del dono che mi hai fatto, voltandoti soltanto. Ora.
Guardandomi qui seduta.
Io. Con una tela in mano.
E respirando soltanto.
Respirando soltanto.
Respirando soltanto.
Composta martedì 13 ottobre 2009
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    Scritta da: Tiziana Monari
    in Poesie (Poesie personali)

    Le viole di Stazzema

    È piegato al libeccio
    sul sagrato
    il ciondolo con la croce
    in un voluttuoso abbraccio con il cielo
    una madre sta come seduta
    l'odore salmastro nei capelli
    un capezzolo affiorante nel vestito
    un padre è immobile sotto la torre campanaria
    il cappello obliquo dimenticato sulla cuspide
    tre paia d'occhi muti franano allo stupore della morte
    l'iride dipinta alle beccate dei rapaci
    nell'ombra del crepuscolo autunnale

    impreca in un bizzarro grido
    le fauci spalancate
    oggi Stazzema
    i rebbi dei sogni capovolti
    consegnata a demoni di mare
    persa in una spiga di tempesta
    le ciglia inclinate al postumo
    la bocca sanguinante
    baratta la notte al vago
    a un volo di viole e calabroni.

    Vorrebbe la calma stanca della sera
    la noia di bonaccia
    e invece è scalza
    a cauterizzare angosce
    rassegnata a una magra sorte di paese
    a un orrore troppo grande
    alla fragilità della vita umana

    respira
    polvere di brina
    l'anima stremata sui muri di ponente
    abbandonata stanca
    a una cesura candida di luna.

    Luna nera.
    Composta sabato 28 novembre 2009
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      Scritta da: Billo111
      in Poesie (Poesie personali)

      Stupiscimi

      Ogni notte penso a te,
      e ti ritrovo lì,
      in ogni mio respiro più profondo
      e scusami se a volte
      ti imprigiono nei miei sogni,
      ma sai che c'è?
      Ho voglia di sognare insieme a te.
      Adesso stupiscimi,
      incantami...
      con mille parole
      che il tuo cuore
      non ha detto mai.
      Vieni insieme a me,
      aldilà dell'orizzonte,
      dove non esistono confini
      tra sogno e realtà.
      Mille ricordi ti legano al passato,
      emozioni che solo
      il vento può raccontare,
      se hai paura puoi voltarti,
      tornare indietro,
      chiudere gli occhi
      per dimenticare,
      ma solo rischiando
      si impara a volare
      e serve solo un pizzico di follia
      per ricominciare.
      Adesso stupiscimi,
      tra sogno e realtà
      Incantami.
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        Scritta da: frantic with joy
        in Poesie (Poesie personali)

        Cielo e mare (mare nostrum)

        Se questo mare
        potesse parlare
        solo di te
        vorrebbe cantare.

        Coi lucidi sassi,
        le pietre bagnate
        i tuoi occhi stupendi
        vorrebbe imitare.

        Coi grani di sabbia,
        col verde smeraldo
        Te, sirena lucente,
        vorrebbe abbracciare.

        Sussurra di te
        un vento leggero,
        d'amore è la voce
        il suo solo pensiero.

        Par t'accarezzi
        con l'acqua dell'onda;
        ma senza di te
        il mio cuore s'affonda!
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          Scritta da: frantic with joy
          in Poesie (Poesie personali)

          Sceneggiatura

          Soltanto salve!
          Studio simboli, scopro saccheggio,
          sabotaggio.
          Strada stretta... saetta... singhiozzi,
          sirena.
          Soffro scarso soccorso.
          Svuoto saccoccia.
          Sedativi, strumenti subdoli
          sottocutanei.
          Salvavita.
          Supero sinistra salute,
          sei solido sereno sexy.
          Sagacemente sollecito
          scadenza
          scarsezza sesso sfrenato.
          Spaventa statua sposa,
          sussiste,
          svanisce
          sano sapore sentimento.
          Seppellisco sfacciato
          sassi silenti.
          Sabato sera... sembra!
          Sissignore...!
          Sintesi settimana
          satolla stanchezza, sbadigli.
          Sonno sostituisce sogno sublime.
          Sfaccettature,
          Stelle scoppiano stasera.
          Singolare sinecura.
          Scusate scherzetto.
          Sento subito
          sassolino
          scarpa stretta.
          Sempre saggio
          sotto sole.
          Se solo sapessi
          senso sosta,
          senza sospetto,
          saprei soluzione
          Socrate suspicione.
          Sipario...!
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            Scritta da: frantic with joy
            in Poesie (Poesie personali)

            Giorno dopo giorno

            Mi chiedo come mai
            il giorno è pieno di te,
            prendi il mio cuore
            e lo culli sul tuo seno.

            Giorno dopo giorno
            porti a spasso il mio pensiero
            sull'erba profumata
            dei tuoi capelli.

            Sera dopo sera
            il tuo capo si china
            su di me ed il tuo sogno
            diventa il mio.

            Giorno dopo giorno
            il mio amore
            vive per un tuo bacio.
            E così mi perdo in te.
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              Scritta da: Diego P.
              in Poesie (Poesie personali)

              Rotta finale

              Desolate lande all'orizzonte
              nel silenzio di immobili nuvole
              come sciamano danzante
              invoco purificatrice pioggia.

              Indelebili lacrime rosso sangue
              all'ombra d'ermetica maschera
              autunnali foglie colpiscono
              afone dormiente terra.

              La candida vela gonfia
              abbandonata al vento
              lambisce irrequieto oceano.
              In versi l'ultimo respiro
              esalerò esangue.

              È nell'irreale passato
              ciclico serpente turchese
              la poetica dissolvenza
              del confine della morte.
              Composta venerdì 27 novembre 2009
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                Scritta da: Renzo Mazzetti
                in Poesie (Poesie personali)

                Ignominia

                Lo straniero non sapeva tutto
                di quei monti e di quelle colline
                non sapeva tutto di quelle pianure.
                Lo straniero si smarriva
                nei labirinti dei centri antichi
                non trovava gli sperduti paesini.
                Lo straniero non conosceva quel sentiero
                né il sicuro nascondiglio
                dove bambini giocarono e ragazzi si uccisero.
                Il fascio littorio
                Salò e le camicie nere
                furono barbarie e distruzione.
                Antigone salvò quei neri cadaveri
                dalla furia dei perseguitati assassini
                nell'aldilà dove non si perdona.
                L'eterna oscurità detenga le spie
                e i servitori dei tiranni dannati
                nell'infernale pozzo dei traditori.
                Nessun civile perdono sia concesso
                al morto non uguale al morto
                solo rigoroso ricordo.
                Ancora sanguinano innocenti ferite
                e cumuli di coscienze tremanti
                testimonianze perenni
                per non ricadere nell'ignominia.
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                  Scritta da: Luigi Donadio
                  in Poesie (Poesie personali)

                  11 - Undici

                  Crolla stanotte vinta
                  dai millenni la volta
                  del Tempio senza dio
                  Teatro dei burattini

                  Frammenti sulla nuda
                  roccia, sul ramo spoglio
                  sul volto attento
                  Frammenti su altri frammenti

                  Eri stella, galassia, pianeta
                  e voce lontana

                  All'alba saranno
                  solo rovine buone
                  per le foto dei turisti.
                  Composta nel febbraio 2009
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                    Scritta da: Luigi Donadio
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Luci a Nord

                    Del Nord soprattutto i silenzi
                    dalle lande sferzate
                    interrotti solo dalla roccia
                    che ancora ricorda
                    ancestrali turbamenti
                    Nera di piombo,
                    come i tuoi occhi.

                    Del Nord soprattutto l'impeto
                    dell'onda sulla prora
                    commistione di mare e cielo
                    interferenza di nuvole
                    ombre e ghiaccio
                    Blu di cobalto,
                    come i tuoi occhi.

                    Il giallo della siepe di faggio
                    terra e corallo nel volo della pernice
                    indelebile grigio di fumo
                    alle pareti della locanda
                    nell'argento del violinista.
                    Bianco sgretolarsi ai piedi della scogliera
                    all'apparenza indistruttibile.

                    Del Nord soprattutto l'audacia
                    di muschi impertinenti
                    del pino ingobbito dall'ostinazione
                    e dall'incapacità di scegliere
                    una morte forse più dignitosa
                    Verde di rame ossidato,
                    come i tuoi occhi.

                    Moltitudine di colori
                    nell'aurora del Cigno
                    La fata del tempo
                    ruba il tuo sguardo.
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