Poesie personali


Scritta da: Fiore1961
in Poesie (Poesie personali)

Notte d'estate

Lunga la notte trascorre insonne.
Lunga l'attesa del dì che viene a fatica.
Pensieri, pensieri, pensieri... fantastici.
Notte d'estate rinnovi il dolor.

Caldo il giaciglio immoto rimasto.
Calda la mano per turpe lavor.
Sogni, illusioni, miraggi... chimere.
Notte d'estate perseguiti ancor.

Come sole che ad amante tradito
inane riscalda lo strazio del cuor;
Come luna che il notturno viandante priva,
coperta da nembi, del radioso candor;

così il tuo falso silenzio propini,
palese d'inganno, nelle stanche tue or;
così la pur sola speranza cancelli
in chi intrepido aspetta il tuo lento morir.

Ma or già candido il cielo si fa.
Cori d'uccelli annunciano il dì.
Notte d'estate tenuta ed odiata.
Notte d'estate lenisci il mio cuor.
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    Scritta da: Fiore1961
    in Poesie (Poesie personali)

    Un vuoto... Un vuoto... Perché?... Perché?...

    Un singhiozzo rompe la trepida attesa.
    Sei volata via colombina
    verso un cielo nero e infinito
    sei volata via.

    Novembre, mese di tristi ricorrenze
    Novembre riservi infausto destino
    Novembre la gioia di una vita distruggi!

    Mentre la bocca morde forte le dita
    e le mani fredde con rabbia si chiudono,
    una lacrima amara scorre sul viso.

    Quel nome voluto si strozza in gola.
    Le braccia invano stringono al petto
    l'idea di un padre ingiustamente negata.

    Un vuoto... Un vuoto... Perché?... Perché?...
    Composta sabato 10 novembre 2001
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      Scritta da: Valentina Sogna
      in Poesie (Poesie personali)

      Nerozero

      Io mi guardo, e vedo Nero
      come quella notte in cui la luna
      a malapena si vedeva
      lei a brillare ci provava
      ma non ci riusciva
      e poi a nessuno, sai, glie ne importava

      Nero
      come se pensassi a quel colore
      che un silenzio può spiegare
      quell'assurda sensazione
      fare finta di star
      bene, e poi morire dentro, dentro al

      Nero...

      Nero, macchia impertinente
      nero, cieca ambiguità
      Nero, questo nero
      quanto male fa
      Nero, sempre più frequente
      nero, quotidianità
      nero, come il nero
      che mi assorbirà.

      Mi riguardo, e vedo Zero
      come quello che mi attribuisco
      quando sbaglio, e non capisco
      perché se tra diecimila
      io non sono neanche
      l'ultima, in gara non ho posto

      Zero
      come zero son le volte in cui
      ho tentato di rialzarmi
      me ne stavo inerme a terra
      tanto lo sapevo
      che sarebbe stato tempo perso

      Zero...

      Zero, numero fasullo
      zero, a cosa servirà
      zero questo zero
      quanto male fa
      Zero, sempre più frequente
      zero, quotidianità
      zero, ed è uno zero
      che mi annullerà.

      Però penso che sia vero
      so che in fin dei conti basta poco
      ceto, non è affatto un gioco
      ma chissà quante persone
      come me si senton
      fragili, frammenti di cristallo

      è vero
      che la gente spesso è un po' insicura
      vede il mare, ne ha paura
      ma si butta nonostante
      le correnti sono
      forti, nuotano controcorrente

      Spero
      di riuscire ad essere migliore
      da chi lotta, imparare
      che alla fine il gioco vale
      la candela, e dunque
      tiro avanti, non c'è Nero e non c'è
      Zero, dentro me.
      Composta mercoledì 7 ottobre 2009
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        Scritta da: Fiore1961
        in Poesie (Poesie personali)

        Ho bisogno di te

        Ho bisogno di te quando mi sveglio.
        Ho bisogno di te mentre lavoro.
        Ho bisogno di te nei miei sogni inquieti.
        Ho bisogno di te e dell'anima tua.

        T'ho cercata attraverso mille rovi di spine.
        T'ho amata in cento letti stranieri.
        M'hai riempito le notti con soavi pensieri.
        M'hai lasciato il cuore in penosa tensione.

        Si, bramo una donna
        che nulla chieda al mio fianco;
        una donna che sappia capire
        che soltanto così io esisto.

        Un passerotto mi sento se chiuso in gabbia;
        un passerotto in gabbia non avrà che la morte.
        Non c'entra l'orgoglio o un altro motivo,
        ma di questo mi nutro: spero tu l'abbia capito.

        Vorrei tanto volare e librarmi nell'aria
        per poi fermarmi nel tuo splendido nido
        e poi volare, volare fino a stancarmi
        cantando felice per tutto il tempo restante.
        Composta domenica 13 ottobre 1991
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          Scritta da: Anna Vitale
          in Poesie (Poesie personali)

          Zingara

          È una zingara la mia anima

          Scappa girovaga,
          danza,
          scalcitra,
          annega se la inondi,
          urla se la lasci,
          sputa se la offendi.

          Occhi neri e profondi ha
          la mia anima,
          vellutati ed aggressivi,
          forti e dolci,
          bui e luminosi.

          Cerca carezze la mia anima.
          Composta domenica 2 dicembre 2007
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            Scritta da: Antonio Catolla
            in Poesie (Poesie personali)
            Hai mai visto l'amore?
            Hai mai visto l'amore?
            Greco, immacolato,
            dittatura di un pensiero

            Hai mai visto l'amore?
            Hai mai visto l'amore?
            Creatura multiforme,
            attesa di un suono amico

            Hai mai visto l'amore?
            Hai mai visto l'amore?
            Silenzi di una passeggiata,
            mura consumate nella città nuova

            Hai mai visto l'amore?
            Hai mai visto l'amore?
            Di tempo e spazio assassino,
            della verità prestigiatore, a bocca aperta il bambino

            Hai mai visto l'amore?
            Hai mai visto l'amore?
            Occhio nell'occhio, pensiero nel pensiero
            comunicazione divina

            Hai mai visto l'amore?
            Hai mai visto l'amore?
            Io l'ho visto
            in via Ponchielli, e avevo gli occhi chiusi.
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              Scritta da: Serena Lamagna
              in Poesie (Poesie personali)

              L'onda del mare

              Proviamo a dimenticare...
              Ma il cuore non ne vuole più sapere di amare.
              La mente si abbandona al tempo,
              e la speranza cerca di curare le ferite.
              Ma sono troppe
              come le onde del mare.
              Adesso non restano che
              frammenti,
              piccoli pezzi che non possono
              nemmeno essere sfiorati.
              Ormai hai fatto la tua scelta e nessuno
              dei miei sforzi è servito.
              Ti allontani come un'onda mentre
              io come la sabbia aspetterò
              per l'eternità un tuo ritorno.
              Arriveranno altre onde con piccole gocce di te
              ed il resto sarà un nulla che rifiuterò.
              Il vento ti spingerà lontano da me,
              gonfiandoti di gioia, ed io sarò felice per te
              anche se non potrò riaverti
              continuerò a sperare che la vita non ti tradisca mai.
              Cullerai tanti corpi tra le tue braccia,
              amerai tanti posti mentre io resterò a guardare
              augurandoti d'aver trovato la giusta isola
              quella che da sempre cercavi,
              e se tu non l'avrai ancora trovata piccola onda,
              io sarò il vento che ti spingerà verso i tuoi sogni,
              un barca che scivolerà su di te,
              un delfino che giocherà con te per non farti mai annoiare
              sarò tutto ciò che vorrai e non smetterò mai d'aver bisogno di te!
              Composta sabato 11 novembre 2006
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