Poesie personali


Scritta da: Alba Gnazi
in Poesie (Poesie personali)

Notturni d'abbandono

Solfeggio la sensazione
(scioglimento, dispersione)
nell'incandescenza ritmica
del tuo tocco

a brandelli, in frantumi
il suono spira dalla veneziana
socchiusa sul mondo
che non parla quest'idioma
che non naviga la
geografia del tuo busto
che non mesce l'ebbro
vino del tuo sguardo

Io ti sento
In ogni ione
In ogni poro
In ogni sudato, stillante afrore

Tu Serpente, Farfalla, Angelo, Sciamano
Sorseggi le aromatiche
mie umide sponde
lasci sbocciare i miei capelli
alle radici dei tuoi fianchi
Dove inizio io? Dove finisci tu?
E dolcemente,
Ferocemente
Arpeggiamo
Notturni d'abbandono
In crescendo
In crescendo
e poi

Ad libitum.
Composta domenica 22 novembre 2009
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    Scritta da: nina.*
    in Poesie (Poesie personali)

    Amore: piccole delusioni e... grandi emozioni

    Adoro le tue parole; il tuo lasciarle lì,
    sole, come una manciata di perle
    che cadono al suolo: alcune rotolano
    via, si perdono in angoli bui, altre
    risplendono di riflessi lucenti e si lasciano
    raccogliere.
    Ognuno dei numerosi punti sparsi tra
    i tuoi discorsi mi parla di lunghi silenzi,
    di pensieri non tradotti in parole,
    di intime riflessioni.
    E ogni volta mi stupisco di trovar me
    stessa là, dove non credevo, di riconoscere
    le mie parole nelle tue, i miei pensieri
    nei tuoi e perfino i tuoi silenzi nei miei.
    Quante volte avrei preferito i silenzi
    alle parole, quanti incantesimi sono stati
    spezzati così, per stupidità.
    Era fantastico ascoltare i nostri silenzi,
    le nostre anime gioire... Poi hai detto
    qualcosa.
    Ti ho detto: "stai zitto".
    Altre parole: "non rovinare tutto". Ancora
    non capivi.
    Ho ucciso la stupidità con un bacio
    leggero, che sfiorava appena le labbra.
    Ma tutto era irrimediabilmente rovinato.
    Ma gli angeli non hanno cantato e le
    campane non si sono sentite.
    L'ho voluto io.
    Volevo che anche la semplicità di un
    abbraccio acquistasse il valore di una
    notte d'amore.
    Voglio costruirmi i miei ricordi
    alla perfezione senza sbagliare, per quanto
    mi resteranno solo quelli a farmi
    compagnia... Amo gli amici che
    mi cercano solo per farsi ascoltare.
    E io lì, a raccogliere storie... Le mie
    storie le racconto a me stessa.
    Agli altri regalo schegge del mio animo,
    per dar loro l'illusione di conoscermi.
    A te... qualcosa di più. Perché mi
    parli con i silenzi.
    Composta venerdì 11 dicembre 2009
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      Scritta da: bimba.mo
      in Poesie (Poesie personali)
      Ci piace fare ciò che è sbagliato, ciò che è proibito,
      brivido lungo la schiena.

      Una scarica elettrica lungo il corpo
      e ti senti viva
      cuore a mille, le mani sudate, il sorriso che spunta leggero all'angolo delle labbra.

      Sentirsi preda della passione
      del non-senso
      di chi non dovremmo desiderare.

      Annullare tutti i pensieri per dieci minuti ed agire
      essere solo un corpo che si scioglie, si avvinghia e sente il calore di un altro.

      Sentire quel piacere così intenso
      e perdere le inibizioni.
      Non avere il controllo, non pensare.

      Essere una preda degli istinti.

      Scindere il corpo dalla mente
      e lasciare che la voce della mente sia sempre più soffusa
      Soffocata dalle sensazioni che crescono dal contatto
      Mentre il nostro corpo si muove lento. E il respiro diventa affannoso.
      La testa si inclina leggermente all'indietro, gli occhi socchiusi. Una sensazione ci pervade.

      Come l'impeto del fiume in piena distrugge la diga
      e l'acqua
      con la sua potenza bagna il letto del fiume
      arido, prosciugato.

      Ci piace.

      Forse perché siamo sempre così concentrati a controllarci,
      a fare ciò che è giusto
      a contare le parole, a sentirci in colpa per quelle dette in più,
      quelle dette in meno.

      A contare i soldi nel portafoglio, controllare di aver chiuso la finestra,
      Di aver ripetuto anche l'ultimo capitolo del libro.
      Composta mercoledì 2 dicembre 2009
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        Scritta da: bimba.mo
        in Poesie (Poesie personali)
        La testa gira, come un tormento. La nausea. L'odore del vino, di quel lambrusco acido.
        Quello che costa poco e ti spacca lo stomaco.

        E cammina verso il bagno. A piedi scalzi.
        Così impari cara mia bella festeggiata.

        La mente ancora parla.
        E ci provi a farla parlare. Per non sentire altre voci, per non sentire il rumoroso affanno di un uomo.
        Di chi ieri ti ha toccato. Di chi ieri ti è entrato nell'anima. Veloce. Poi è sparito.
        Sente il gelo sotto alla pianta del piede, il pavimento di marmo.

        Sembra il gelo del silenzio.
        Quando il respiro si fa più lento, quando il piacere viscido è finito.
        Rimane solo il silenzio. E la paura delle parole, ti si bloccano in gola perché non riceveranno comunque risposta.
        Riceveranno solo attese, lunghe, feroci e sfinenti.

        Apre la porta della camera. La maniglia è calda.
        Il legno scuro sembra accarezzarle il tatto.
        Un secondo di sollievo.
        Composta venerdì 4 dicembre 2009
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          Scritta da: bimba.mo
          in Poesie (Poesie personali)
          Per te che amavi i Pink Floyd
          per te che li hai cantati
          e ricantati.
          Per te che per primo me li hai fatti ascoltare
          allora non li sapevo apprezzare,
          allora non ti ho saputo apprezzare.
          Ma come mi gusto ora questa canzone
          ogni nota mi entra dentro.
          Impressa a fuoco
          come il tuo ricordo.

          So, so you think you can tell Heaven from Hell?

          Te la dedico con tutto il cuore,
          e me la ascolto mille volte.
          E ti ripenso mille volte.
          Ti porto nell'anima
          come un marchio impresso a fuoco.

          How i wish, how i wish you were here.
          We're just two lost souls swimming in a fish bowl,
          year after year,
          running over the same old ground. What have we found?
          The same old fears,
          wish you were here.
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            Scritta da: ichweissnicht
            in Poesie (Poesie personali)

            Come un aratro antico

            Lavorerò il tuo corpo come un tempo
            lavorava la terra il contadino
            del mio paese. Con lo stesso amore
            con lo stesso vigore disperato
            evocherò la vita dai tuoi solchi
            e tu sarai per me mensa e giaciglio
            tempio, rifugio, lavacro ed alcova
            e non avrò che te nella mia mente
            nelle mani nella bocca affamata
            della tua carne e dei tuoi umori. In te,
            nel tuo intimo vibrare immergerò
            ogni mio desiderio, ogni mia voglia.
            Si spegnerà pulsando il mio gridare
            sfacciato osceno ed esibito al mondo
            e nel tuo caldo e vellutato esistere
            io morirò, donna d'incenso e d'oro!
            Composta nel luglio 2007
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              Scritta da: ichweissnicht
              in Poesie (Poesie personali)

              Litania di Loreto

              Legno madera materia mater
              vergine madre di legno nero
              oggi non vivo l'antico sgomento
              angoscia d'incenso di cera di fumo
              la mente segue svagata la serie:
              legno madera materia mater.

              Vergine, in te si accresceva il terrore
              che alimentava la madre di carne
              nelle forzate astruse preghiere
              ostico verbo dal senso ignoto.
              Ma oggi c'è quiete nella tua casa,
              legno madera materia mater.

              Tra queste mura si ampliava il mio incubo
              ginocchia dolenti sul marmo scavato
              occhio di madre a minaccia otteneva
              che io fossi sempre più buono degli altri
              e diventassi sepolcro imbiancato,
              legno madera materia mater.

              Non c'è più fede e forse mi manca
              non c'è più angoscia ed è splendido esistere
              perché mi vive il tuo mito umanissimo
              in mente ancora? Lo ignoro.
              Di certo
              tu non hai colpa di chi lo distorce,
              legno madera materia mater.
              Composta nel giugno 2009
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                Scritta da: moscardo
                in Poesie (Poesie personali)
                Il tempo s'è fermato e guardo indietro
                ricordi trasparenti come vetro
                di notti solitarie e lune amanti
                di amici di cieli immensi di storie importanti
                annegati nell'oceano di giorni andati
                tra le ore senza fine e i minuti bruciati
                mi sorprendo triste con un nodo in gola
                malinconia
                null'altro
                nessuna parola.
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                  Scritta da: moscardo
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Inutile

                  E queste case
                  questi lampioni accesi
                  a cercare di tagliare la nebbia
                  questa nebbia così bianca
                  così spessa
                  che quasi si mastica
                  questi strani pensieri
                  questi occhi inchiodati davanti
                  per vedere apparire qualcosa.
                  Che cosa?
                  Il rumore di un'auto
                  poi le luci
                  e le mani a pulire il vetro appannato
                  mentre il cuore sussurra qualcosa
                  shhh
                  qualcosa
                  ...
                  inutile.
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                    Scritta da: dark princess
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Amore

                    Una carezza sfiora la mia guancia dolcemente,
                    mi volto lentamente
                    e le mie labbra incontrano le tue in un bacio.
                    Non mi oppongo né mi arrendo all'evidenza,
                    dal baciarti all'essere tua c'è una bella differenza
                    perciò non hai vinto, non ancora.
                    Stranamente mi piace come lo fai,
                    un fuoco che si alimenta man mano che vai
                    sempre più a fondo dentro di me.
                    La mia gola arde di passione, le mie mani fremono di desiderio ma...
                    è solo questo ciò che provo?
                    Nella mia mente chissà cos'altro covo...
                    Non sono più sicura di cosa voglio da te,
                    forse il mio è solo un capriccio
                    o forse mi sono invaghita di te?
                    Fatto sta che mi ritrovo nel tuo letto, nuda e non so perché.
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