Poesie personali


Scritta da: piumarossa70
in Poesie (Poesie personali)
Soffi di vento tra i capelli oggi,
aliti di foglie a insidiarsi negli occhi,
un emozione da tenere stretta, da ingoiare
come un'amara medicina per non rovesciare
un cuore stracolmo di acqua salata.
Una farfalla bianca a giocare con una vita che
ancora arranca l'esistenza, e occhi gialli a strizzare
le ultime gocce di curiosità.
L'odore della terra a farci compagnia, impregnata dal sudore
delle nuvole, e moscerini a tracciare i raggi di un sole
che vuole insegnarmi ancora il credere e lo sperare.
Il fumo di una sigaretta per recitare la parte di chi
non vede, o di chi vede e si maschera da anima forte.
E tu... tu che ancora vuoi giocare con la vita, che ancora
vorresti correre e che quel tronco di pioppo ti ha
affilato gli artigli con la volontà della fantasia...
Dormi adesso, tra teli assorbenti e odore
di pulito maniacale, bevo un caffè mentre ti guardo... amaro, si!
Ti ho portato nel posto che qui ho amato di più, la stessa terra
dove tante volte nei miei jeans mi sono seduta,
gli stessi pioppi che per un tempo hanno conosciuto
i miei pensieri, le mie parole...
Ho parlato al vento per te, ma è a te che ha risposto.
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    Scritta da: beppexo
    in Poesie (Poesie personali)
    Mi fermo e assorto interrogo le curiose e precise geometrie della natura. Meravigliato apprendo la sensualità del volo di una farfalla che conscia della sua breve esistenza si libra nell'aria con la stessa grazia di una giovane donna. Essa volteggia esegue preziosi movimemti. Occhio fatica a seguire tanta bellezzs di cui noi possiamo cogliere solo una parte. Come in un piacevolissimo sorriso di una giovane amata cosi la bellezza ci circonda mandando in rovina i poveri poeti.
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      Scritta da: Rea
      in Poesie (Poesie personali)
      Quando avrò 65 anni
      e i capelli bianchi perché stufa di colorarli,
      la mia gioia più grande sarai ancora tu,
      sarai ancora la cosa più preziosa che avrò.
      Adorerò la tua bellezza,
      ti venererò come un dio
      e quel giorno che le mie ginocchia cadranno
      e il mio corpo non potrà amarti più,
      contunuerà a farlo la mia anima.
      Sarai il mio uomo per sempre,
      se vuoi,
      sarò tua per sempre,
      se vorrai.
      Divideremo un letto
      e ci sogneremo insieme.
      Da te avrò dei figli,
      gli racconterai la nostra storia,
      se vuoi.
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        Scritta da: Daniele Pergoloni
        in Poesie (Poesie personali)
        Mi chiedo cosa succederà
        in quel confuso momento
        in cui il passato verrà
        a fare compagnia al presente
        e quando essi conosceranno il futuro.
        Mi chiedo quando sarà il momento
        in cui mio figlio verrà qui
        a trovarmi nei miei diciassette.
        No, non ditelo, non m'importa:
        questo è l'unico momento che conta
        mentre osservo il suo sorriso
        e mentre vedo l'universo
        nei suoi calorosi e tristi occhi.
        Amico mio, siamo simili noi due:
        siamo entrambi curiosi, due sognatori;
        amiamo e sappiamo amare,
        affascinati da queste stelle
        che ci circondano
        e ci fanno compagnia.
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          Scritta da: piumarossa70
          in Poesie (Poesie personali)
          E se l'aria fosse mia amica,
          questa notte le chiederei di portarmi via.
          In un vortice di vento ritrovarmi lontano,
          lontano da tutto ciò che mi ha fatto appassire,
          distante da strade ormai lacere e solcate da
          passi pesanti, da passi lenti e da respiri
          affannati che alitano profumi sintetici.
          Se l'aria mi abbracciasse, le chiederei di
          farlo più forte, di farmi divenire parte di
          essa e di giocare con me nelle forme delle nuvole.
          E vorrei incontrare il vento e parlare con lui
          la lingua delle pietre, e raccontare la voce
          degli spiriti che abitano l'anima, e chiedere
          di domandare per capire il senso della vita,
          il senso della morte che come l'aria
          è libera di volare.
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            Scritta da: brusky79
            in Poesie (Poesie personali)
            In questa calda mattina d'Agosto,
            mi son svegliato in compagnia dei miei pensieri,
            ascoltando precisi echi di dolci ricordi lontani,
            chissà ora dove sarai e se sorriderai come facevi con me...

            vorrei averti qui e perdermi in uno dei nostri infiniti abbracci,
            quando le nostre anime si fondevano in una sola,
            e niente altro esisteva, solo il battito dei nostri cuori,
            che proiettava i nostri sogni sul manto del cielo stellato...

            Capita che due anime si incontrino per caso,
            e le loro storie si incastrino perfettamente,
            come un puzzle che aspettava paziente,
            di essere completato dal pezzo mancante...

            Poi però qualcosa s'incrina, si piega, si spezza,
            e il polveroso fragore dei sogni rovinati a terra
            rende irregolari quei pezzi un tempo perfetti,
            ormai elementi dissonanti di una sinfonia struggente...

            A volte i motivi sono complessi e profondi,
            altre volte sono spiazzanti nella loro semplicità,
            per questo bisogna sempre alimentare il fuoco della passione,
            senza mai adagiarsi né dare niente per scontato...

            superare il cieco orgoglio e la bieca presunzione,
            per non avere dolorosi rimpianti e rimorsi,
            per non aver mai fatto quel passo o
            non aver mai detto "scusami" o "mi dispiace"...

            In questa calda mattina d'Agosto,
            mi son alzato in compagnia di questi pensieri,
            sperando che ovunque tu sia,
            sarai felice e sorriderai come facevi con me.
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              Scritta da: anterosecondo
              in Poesie (Poesie personali)
              Cos'è che può ferire?

              Quel che è stato pronunciato
              o quel che non è stato detto?

              Ciò che speravamo sentir dire
              e non è stato nemmeno
              sussurrato...?

              Cos'è che veramente
              può addolorare?

              Eppur non v'è nulla
              di cui non ci si possa liberare.

              Dal ceppo dei sentimenti,
              dal giogo delle emozioni,
              dalla catena delle passioni.
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                Scritta da: Ada Roggio
                in Poesie (Poesie personali)
                Dopo, cosa succede!
                Dopo il tradimento.
                Succede di tutto.
                La mente si distacca dal corpo.
                Il cuore disintegrato.
                Le mani tremanti, cercano invano le mani
                Gli occhi hanno il riflesso dell'anima
                Il centro del petto poi!... brucia, brucia, brucia
                L'assurdo, che per assurdo è...
                Nonostante tutto si resta ancora sotto lo stesso tetto.
                Perché?
                Perché? Ti vien da chiedere perché?
                Ti accorgi di non essere la persona forte che credevi.
                Ti guardi allo specchio, e ti domandi perché.
                Fuori casa ti viene la forza di chiamare al cellulare e di dirgli, va via.
                Rincasando, ti accorgi che è ancora la.
                Allora dov'è l'errore.
                L'errore è nel nostro cuore...
                Cuore.
                Ferito, violentato, strappato, frantumato
                Vorresti cancellare l'accaduto, ma non si cancella.
                Vorresti tornare indietro, ma non torni.
                Vorresti fosse solo un incubo, ma è una verità.
                Vorresti, tutto cio che vorresti.
                Vorresti restare sola, per gridare.
                Vorresti restare sola, per sapere cosa fare
                Lo affronti a pieno petto.
                Ti è sopraggiunta una buona dose d'auto controllo.
                Dignitosamente riprendi la tua vita tra le tue mani.
                E gli dici va via entro domani.
                Composta venerdì 13 agosto 2010
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                  Scritta da: Rea
                  in Poesie (Poesie personali)
                  In un deserto
                  di erba verde e profumata
                  penso a te.
                  Alzo le mani e gli occhi al cielo
                  e mi chiedo perché
                  Dio ti ha voluto già con sé.
                  Ricordo in quel letto d'ospedale
                  che con le mani strette alle mie, mi dicevi:
                  "Io non morirò, io ce la farò, io vivrò... per te".
                  Ascoltami, se puoi,
                  portami con te.
                  Ascoltami, se puoi,
                  al mondo ho solo te.
                  È per amore che ti imploro
                  e a mani giunte ti scongiuro:
                  portami con te.
                  Basta, io mi ammazzo,
                  voglio morire insieme a te
                  e vivere con te alle porte del Paradiso,
                  dove ora sicuramente sei.
                  Amore mio non ce la faccio più
                  è diventato un incubo vivere quaggiù,
                  amore mio la nostra casa è in Paradiso
                  ed è lì che ritroverò il sorriso.
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