Poesie personali


Scritta da: Renzo Mazzetti
in Poesie (Poesie personali)

zeroquarantadue

Senza alcuna ragione ragionata
le braccia e le gambe
frenetiche si muovono precise
e le mani attente, veloci, lontane
si attaccano ai pezzi
innestandoli opportunamente.
In questo non vivere
nell'ammasso di ferro lavorato
di viti e rondelle e bulloni
e trapani e chiavi e motori
il cervello diventa piombato
tenta di fuggire la realtà
nella testa disturba.
Uomini e donne protagonisti
consapevoli della fatica alienante
assorbono grammo su grammo nocività
sopravvivono ai tempi di produzione
costruiscono utilità.
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    Scritta da: the lost writer
    in Poesie (Poesie personali)
    L'amore è come un soffio di vento,
    arriva sconvolge tutto e par stupendo;
    rinfresca l'animo e il pensiero,
    illudendo che tutto sia più leggero;
    ma quando esso svanisce ti lascia un gran dolore,
    un vuoto che perisce;
    non porta con se solo ciò che ti ha donato,
    ma anche parte del tuo cuore, il tuo amore dato.
    Composta sabato 9 ottobre 2010
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      Scritta da: Rosanna Tafanelli
      in Poesie (Poesie personali)

      Risorta

      La tua spada per trafiggermi,
      il tuo mantello per raccogliermi,
      nella tua coppa tu berrai il mio sangue
      ed ancora me ne chiederai.

      Sarai dolce carnefice del corpo
      ed angelo della mia anima,
      con te non vivo più, amor mio,
      e senza te io muoio.

      Sarai il mio cavaliere e il mio assassino,
      sarò la dama tua ed il sogno,
      uccidimi d'amore quando vuoi,
      tornerò sempre accanto a te.

      Nell'alba del domani nuovo, poi,
      mi troverai risorta,
      pronta a donarti ancora tutta me,
      fino alla fine del tempo.
      Composta lunedì 3 gennaio 2011
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        Scritta da: Grazia
        in Poesie (Poesie personali)

        Vado per la mia strada

        Vado per la mia strada...
        Non è la più facile.
        È tutta in salita.
        Irta e scoscesa.
        A volte da tracciare.
        Tra dirupi e sterpi e spine.

        Andrò sotto il sole cocente.
        Proseguirò sotto le intemperie.
        Affronterò uragani di violenza.
        Sopporterò la grandine dell'invidia.
        Patirò il gelo della derisione.
        Continuerò a salire senza tregua.
        Mi riposerò all'ombra della solitudine.
        Mi disseterò alla fonte della verità.
        L'amore che ho dentro mi riscalderà.

        Andrò sempre avanti.
        Fiera, instancabile.
        In cima al monte.
        Niente mi fermerà.
        Questa è la mia strada.
        Questa è quella che scelgo.

        Non mi importa del dolore.
        Non mi importa della solitudine.
        Non mi importa se non capirete.

        Vado per la mia strada.
        Strada non tracciata.
        Strada da scoprire.
        Passo dopo passo.

        Guaderò fiumi di dolore.
        Mi arrampicherò sulle rocce dell'indifferenza.
        Abbatterò i muri della menzogna.
        Cancellerò i sentieri dell'inganno.
        Cadrò e mi rialzerò.
        Soffrirò e mi farò male.

        Vado per la mia strada.
        Senza paura, senza esitazioni.
        Vado per la mia strada.

        E arriverò alla vetta.
        Prima o poi.
        Più vicina al cielo.
        Toccherò le nuvole.
        Vedrò volare l'aquila.

        Vado per la mia strada.
        Solitaria e scoscesa.
        Tra mille pericoli.
        Anche da sola.
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          Scritta da: Brunason
          in Poesie (Poesie personali)

          Per-dono

          Quest'anno a Natale
          qualcuno così amato
          che m'ama davvero,
          con premura m'ha sollecitato:
          "Coraggio, perdona!

          Dona gioiosa al tuo cuore la pace,
          fà grazia, ti prego,
          al cuore di pietra
          di chi t'ha ferito,
          piagato, abbattuto.

          E anche tu, orsù, chiedi il perdono
          a chi lungamente, con forza
          hai ignorato e bandito,
          sdegnosa hai evitato
          e dal cuore sfrattato!

          Perdona generosa,
          scusa e condona".
          Shhhhhh...
          Ecco, il cuore ha accettato!
          Evviva! È tutto passato!
          Composta martedì 21 dicembre 2010
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            Scritta da: Brunason
            in Poesie (Poesie personali)

            Pace

            È ormai il tempo
            di seppellire l'ascia di guerra.
            Dando la pace a te,
            dono la pace anche me.

            E oggi, infine, perdono.
            Graziando condono,
            e con semplicità ti dono.
            il regalo più bello.

            Ti offro quello
            che mai hai inseguito
            bramato, preteso:
            il mio perdono.
            Composta martedì 21 dicembre 2010
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              Scritta da: Armando
              in Poesie (Poesie personali)

              Raccoglitrici di Olive

              Sotto gli ulivi ultime reti tese
              olive già mature nella cesta
              sorride un sole debole e la brina
              carezza gli ultimi radi cespi d'erba
              sparsi ai bordi dell'aia liscia e spianata
              che i rami ombreggiano incostanti.

              Un libro su una cesta capovolta,
              le scale tra i rami strette ed avvinghiate
              l'equilibrio che manca e che barcolla
              un sorriso che da lontano tende
              ad una prostrazione dissipata
              ad un affetto che ormai tutto s'è spento.

              E nel frantoio cigola la cinghia,
              semi oleosi la macina frantuma
              cola il verde liquor, unge la brocca,
              la boccia cambia colore, rinverdisce.

              E lei sorride ancora debolmente,
              un sorriso che sa d'ira e d'intesa
              mentre la cesta afferra e la sospinge
              sul motocarro che romba e che barbuglia,
              tracce profonde nella terra arrossa.

              Trilla tra i rami dei mandorli nostrani
              un suono stanco di campana a sera
              lei ancor sorride e già tende le mani
              lieve si segna e sale una preghiera.
              E la regala a me che ormai dispero
              in quest'angolo perso di maremma,
              pensa di cancellar quel segno nero
              e quel rosso che la palude ingemma.
              Composta lunedì 20 dicembre 2010
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