Poesie personali


Scritta da: Giulia G.
in Poesie (Poesie personali)

Caffè latino

Un cupo brontolio inorgogliva l'aria
di una dolce fragranza
svolazzando i miei sogni
lasciati al risveglio
da una delicata leggerezza
Il desiderio profumato
spinge il sentiero del ritorno
alla mente...
fuso in dolci passioni
risveglia i peccati di gola
in nuove emozioni.
Ondeggia sul tuo corpo caldo
puro come un angelo,
dal sapore dolce amaro,
scorrendo dalla bocca sulla lingua.
in un gusto d'amore
cercando calde insenature
per fermarsi nell'inconscio
senza parole...
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    Scritta da: Giulia G.
    in Poesie (Poesie personali)

    La candela

    E lentamente si consuma
    dolce e tremolante candela
    dal raggio di luce
    di una stella di cera...
    Per amore danzo nel fuoco,
    nell'ombra del buio.
    La mia passione
    si spegnerà
    nel silenzio
    della tua fiamma.
    Nella luce io danzo,
    respirando il tuo calore
    fino all'ultima goccia
    che lentamente muore.
    Composta domenica 30 novembre 2008
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      Scritta da: Elcoche
      in Poesie (Poesie personali)

      In un mare di Nulla

      Non ho altro che il pensiero
      Con quello sconfiggo la noia che le persone mi danno
      Il danno di momenti inventati
      Inventano periodi mai consumati
      Consumo istanti immaginati
      Con immagini di mondi incantati
      Nell'incanto continuo a vedere te
      Tu non non ci sei ancora
      In un mare di nulla
      Nemmeno una parola.
      Composta martedì 6 ottobre 2009
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        Scritta da: piumarossa70
        in Poesie (Poesie personali)

        Voglio!

        E voglio lasciare andare gli scogli
        che ho incontrato, onde infrante sopra, così
        come urla mute.
        E voglio scavare nella terra e seminare
        i sorrisi che mi sono stati ricambiati, così
        per fare nascere un prato, un prato per riposare.
        E dimenticare la mia bocca chiusa, tappata da mille
        incomprensioni di gente che camminava morta.
        Scaraventare nell'infinito i passi indotti dalla paura,
        passi zoppi a girovagare nelle critiche della gente.
        E voglio allargare queste mie mani e stringermi il viso e sentirlo
        vivo facendo smorfie in uno specchio, e voglio puntare
        agli occhi di ancora è vero.
        E voglio toccare il cuore e ballarci insieme e dirigerlo
        nella vita che da sempre mi aspetta, nella vita
        che da sempre ho combattuto per riconoscermi
        e nominare consapevole il mio nome.
        Composta domenica 26 dicembre 2010
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          Scritta da: Armando
          in Poesie (Poesie personali)

          Casella di posta elettronica

          E triste oggi questa casella silenziosa,
          i miei messaggi giacciono dormienti
          in questa triste mia giornata oziosa
          mi opprimono i tanti addobbamenti.

          Come un rosario la mater dolorosa
          osserva mesta questi turbamenti
          e m'addormenta la mia vita ansiosa
          ed i suoi giorni che passano impotenti.

          E corteggio la morte, la blandisco,
          i miei errori sembrano sfrangiare
          rotolando in giù come pietrisco

          che a valle stanco vuole riposare;
          e mentre in questo tedio inaridisco
          a chi non ama più resto a pensare.
          Composta domenica 26 dicembre 2010
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            Scritta da: Franco Mastroianni
            in Poesie (Poesie personali)
            Ho
            svelato segreti
            alla luna

            sussurrandole
            piano
            il
            tuo nome

            le
            ho parlato
            di te

            che
            sei pura emozione

            sei
            la vita
            il momento

            sei
            le dolci
            carezze del vento.

            Lei curiosa
            mi
            si
            è
            avvicinata

            che per poco
            riuscivo
            a
            toccarla

            la sua luce
            mi
            ha quasi abbagliato

            ma
            era come
            se
            avessi volato.

            Ho svelato
            segreti alla luna

            ora tutte
            le
            sere mi chiama
            e
            mi dà
            appuntamento

            vuol
            sapere di te.

            Dice che quando sente
            il
            tuo nome
            può sentir
            la
            dolcezza
            del
            vento.
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              Scritta da: Brunason
              in Poesie (Poesie personali)

              Uscita di scena

              Come un funambolo solitario
              che cammina con grazia
              sulla fune sospesa nell'aria,
              procede.

              Un passo, un altro.
              Avanti e avanti.
              Ogni giorno più esitante
              appena un po' tremante.

              E ancora avanti,
              con fermezza.
              Soltanto un po' di trepidazione
              già quasi in confusione.

              La folla sotto di lui
              si agita e urla.
              Chi ride, chi fischia
              chi bestemmia, chi lo insulta.

              E avanti, ancora.
              Ormai pura sopravivenza.
              Se osasse guardare,
              solleverebbe in alto lo guardo.

              È sera.
              È così stanco, ormai.
              Riposo, sollievo.
              È l'unico desiderio.

              Un altro passo.
              Vacilla, si ferma.
              Vibra la corda,
              ribelle s'impenna.

              Un brivido mortale
              lo agghiaccia,
              quasi un segnale.
              Com'è lontana la meta!

              Allora barcolla, stremato.
              Malfermo e insicuro,
              sulle gambe piagate.
              È così spossato!

              Un sospiro.
              Si ferma, osa.
              Guarda giù
              arditamente.

              Un salto vertiginoso
              inesorabile. Lo attrae.
              Chiude gli occhi,
              ha smesso di tremare.

              E poi il nulla.
              il caos, il vuoto.
              Ora ha smesso di camminare
              e ha imparato a volare.
              Composta domenica 26 dicembre 2010
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