Poesie personali


Scritta da: alemar
in Poesie (Poesie personali)

Notturno

Stancamente adagiata
a un parapetto arrugginito,
in silenzio e solitudine,
osservo il mare.
E il mare osserva me.
Il vento agita le onde che,
rumorose,
mi corrono incontro,
mi vengono addosso.
Guardo gli scogli,
uno è a punta,
uno quadrato,
uno arrotondato.
Sembrano dei soprammobili,
delicatamente poggiati
su un tavolo di cristallo.
Poi sollevo gli occhi
e vedo la luna,
una pallida luna,
appena offuscata
da una brezza leggera.
Ritorno a osservare il mare,
la sabbia,
e la rabbia mi assale feroce.
E vedo il tuo viso,
appare e scompare,
poi riappare e di nuovo svanisce.
Un caldo tepore avvolge il mio corpo,
nonostante il vento
sia adesso gelido.
Chiudo gli occhi,
li riapro e resto così,
immobile,
a guardare ancora il mare.
Composta lunedì 10 agosto 2009
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    Scritta da: alemar
    in Poesie (Poesie personali)

    L'angelo

    Sono lacrime di un Dio minore.
    È nebbia inquietante
    di un girone dantesco.
    Per 42 infausti giorni
    in cui il tuo corpo minuto,
    per opera di famelica mano,
    è rimasto tra le pietre,
    sotto il fango.
    Per tetto
    non un cielo sereno,
    degno omaggio a
    cotanta freschezza,
    ma solo arida sabbia.
    Poi quel barlume di coscienza
    sovrasta la crudeltà
    e l'anima, ormai libera
    vola leggera fin qui.
    Accorrono gli angeli
    della volta celeste
    e preparano un'amaca
    trapunta di stelle,
    dove dondolare,
    come dolce bambina,
    il tuo corpo di marmo.
    Un cuscino di nuvole
    color alabastro,
    dove affondare,
    come implume pulcino,
    la tua piccola testa.
    Un'orchestra di cetre,
    trombe e violini,
    suona la melodia più soave,
    che sia per te ninna nanna.
    Ecco... ti sei addormentata,
    arriva un dolce putto,
    in punta di piedi
    e ti copre
    con una nuvola rosa.
    All'improvviso ti sollevi,
    apri gli occhi,
    smarrita ti guardi intorno.
    Poi svanisci nel nulla
    che adesso ti appartiene.
    Trepidante ti cerco.
    E ad un tratto le vedo,
    piccole, eteree, candide ali.
    Allora capisco...
    sei diventata un angelo.
    Composta mercoledì 10 novembre 2010
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      Scritta da: Giuseppe Aloe'
      in Poesie (Poesie personali)

      Sabbia del deserto

      Poveri piccoli granelli
      spostati dal vento
      e accarezzati dal nulla.

      Il rumore del silenzio
      si infrange sulla piccola massa
      di un piccolo granello sfiancato
      dal lungo percorso.

      Solo la formica,
      ne resta colpita.

      Ebbene, popolo dell'universo,
      piccoli siamo nel mondo,
      come granelli sfiancati,
      dall'incertezza.

      Restate fermi a pensare.

      Un granello che pensa,
      è luce nel deserto.
      Composta sabato 25 dicembre 2010
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        Scritta da: geggio
        in Poesie (Poesie personali)
        Tutto
        gli amici
        la morosa
        il bere
        l'attesa

        il nulla
        il silenzio
        la solitudine

        la musica
        la musica
        è tutto

        allegria e tristezza
        noia e felicità

        un branca menta
        un monte negro

        non cambia

        noi cambiamo
        noi decidiamo

        cosa credere o non credere

        evoluzione o gesù cristo?

        carta e penna
        o computer?

        lasciamo e creiamo

        l'italiano lasciamo

        ma viaggiamo,

        questa è vita viaggiamo...
        Composta sabato 25 dicembre 2010
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          Scritta da: Alfonso Trivisonne
          in Poesie (Poesie personali)

          Notte prima di Natale

          È tutto fermo,
          l'aria è serena,
          pensa alla vita e girati di schiena!
          È tutto in silenzio,
          le stelle e il ghiaccio
          con te in un unico timido abbraccio.
          La strada luccica
          in questa notte gelida
          perché è l'unica
          e perciò non si dimentica!
          Quando racconti di questa notte
          parla d'angeli e di vento sotto le porte,
          che portano il bene,
          che stringono le vene
          e per una volta non pensi a ciò che ti conviene!
          Composta venerdì 24 dicembre 2010
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            Scritta da: geggio
            in Poesie (Poesie personali)

            Buon nasale a tutti voi

            Tutto non torna
            tutto non quadra
            il righello è rotto

            voi
            siete a pezzi

            infami maledetti

            la vacanza non vi spetta

            voglio mangiare un ciccione

            almeno sarò sazio

            le vostre speranze

            il nulla portano

            buon natale

            dal profondo ano

            fanculo a voi
            fanculo a voi.
            Composta sabato 25 dicembre 2010
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              Scritta da: Ada Roggio
              in Poesie (Poesie personali)

              Buon Natale

              Buon Natale di vero cuore
              Buon Natale con amore
              A chi è solo, o in compagnia.
              A chi è ricco di felicità
              A chi una casa non c'è l'ha
              A chi ha perso il lavoro
              A chi ha perso la dimora
              A chi è ricco dentro
              A chi è povero d'amore
              A chi è in cerca della dignità rubata, ferita, sgualcita
              A chi cerca una carezza
              A chi non ha tenerezza
              A chi non ha sorrisi
              A chi sogna il passato
              A chi un sogno non l'ha
              A chi guarda l'orizzonte
              A chi si confonde
              A chi è sempre solo
              A chi la vita si ribella
              Oh stella fermati un pochino, illumina il cuore a chi la vita ha dato dolore
              Porta sacchi d'amore
              Colma ogni cuore
              Buon Natale con amore.
              Composta venerdì 24 dicembre 2010
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                L'insatanassato

                Di Preziosissime pietre adorni, due gioielli
                di platino con arte di divin mano forgiati,
                che mai ad umano concesso fu far sì belli
                ad altro, di men preziosità, furo affiancati.
                Alfin che in scrigno, come in corpo anima,
                li custodisse al par di reliquie di beati
                essi, cui alto valore dato non è far stima,
                ad orafo in cura furono affidati.

                Fu l'orafo, ahimè, turbato dal Maligno
                che con fare suasivo quanto loquace dire
                a distruggere i preziosi del pregiato scrigno
                lo spinge e la ricchezza nel fango fa finire.
                Come voce umana sotto palazzi sgretolati
                miste a pianto e suppliche infinite
                due voci s'alzano a lamenti tormentati,
                per l'azione ricevuta, inorridite.

                Sono le voci di due rondinini ch'assistono
                dolenti al frantumarsi del lor caldo nido
                di Dio, la sua pietà, piangendo implorano:
                Non trasportarci, no! in altro estraneo lido.
                All'esile filo della speranza appesi
                col cuore in gola, con la voce spenta, sconfitti,
                feriti, stressati, offesi e vilipesi
                pietà, oh Dio, pietà! Perché ci vuoi trafitti?

                In un angolo remoto sono due stanche latte
                che il satanasso a calci e appulsi precipita
                in un fosso i cuori infranti, le costole rotte;
                mortificata ognuna, sì, ma non stizzita
                a sera lo guardo triste volgono al Ciel beato
                col pianto in cuore, col perdono in mente
                pregano alfin che l'orafo nel baratro calato
                al nido piagnucolante torni, serenamente.
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