Poesie personali


Scritta da: Patrick Garrinella
in Poesie (Poesie personali)

Dicembre

È arrivato dicembre,
la prima neve che cade
il primo freddo polare.

È arrivato dicembre,
insieme a Babbo Natale
insieme ai pupazzi di neve.

È arrivato dicembre,
la famiglia fa festa
tra un pranzo e una cena
si scartano doni
che arrivano al cuore.

È arrivato dicembre,
con un immenso amore.
Composta mercoledì 29 dicembre 2010
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    Scritta da: Armando
    in Poesie (Poesie personali)

    Per via

    Accarezzo le immagini dei viandanti
    che si perdono per strade silenziose.
    Ombre che si accalcano
    sulla scena della vita,
    che giocano con le loro anime
    e ruzzolano negli stagni
    dove l'acqua ristagna
    e sa di putrido e stallatico.
    Il gioco si ripete all'infinito:
    corpi che non sanno di nulla,
    cervelli che hanno rinunciato al domani.
    Eppure i loro occhi
    guardano in silenzio,
    e vedono forse orizzonti
    che a molte normalità ormai sfuggono.
    Le loro angosce non ci appartengono,
    il febbricitare della loro fronte non ci interessa,
    la loro umanità appartiene
    ad un mondo a noi sconosciuto.
    Inutilmente accarezzano la mano
    del compagno ammalato:
    una scodella di latte bollente
    trabocca su un fuoco improvvisato
    e solleva un fumo denso e asfissiante
    che oscura le nostre coscienze
    che hanno dimenticato
    solidarietà e amore.
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      Scritta da: Patrick Garrinella
      in Poesie (Poesie personali)

      Grazie

      Sto pensando a te,
      a come ti ho trattata
      al nostro rapporto perfetto
      e anche, purtroppo
      a come ho rovinato tutto.
      Ti fidavi ciecamente di me
      ed ho tradito la tua fiducia.
      Mi manchi,
      Mi mancherai per sempre ma
      capisco che devo andare avanti
      ma continuerò sempre a pensarti.
      Grazie per tutto,
      Grazie ancora una volta.
      Composta sabato 4 dicembre 2010
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        Scritta da: Rita S.
        in Poesie (Poesie personali)

        Prima di me

        Ho voglia di sentire
        dalla tua bocca
        la favola che già conosco

        Devi raccontarmi
        di che colore avevi gli occhi
        quando io non c'ero
        a rispecchiarmi
        E se mi rispondessi
        ch'era lo stesso di oggi
        ti sorriderei
        come ad un vile imbroglio

        E devi ricordarti
        in quale nascondiglio del passato
        mi divinizzavi
        sotto la tua voce
        mentr'ero liquefatta

        e in quale pensiero
        strappato da giorni persi
        mi immaginavi tua
        e mi inchiodavi al petto
        con colpi secchi della fantasia
        prima che sublimassi

        Dimmi che le tue mani
        non erano mai a sufficienza piene
        della mia assenza
        e mi carezzavano
        senza sentirmi accanto
        così come si sfiora
        un lontano accento
        che vola in cielo

        E le tue labbra
        non avranno sorretto
        mai
        il sapore pieno
        che nasce sulle mie

        E adesso fermati...
        ma dimmi
        che ancora un mondo
        sta nascendo
        mentre ti ascolto
        e chiudo gli occhi
        a tratti.
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          Scritta da: Franco Mastroianni
          in Poesie (Poesie personali)
          Lentamente
          ci volta
          le
          spalle

          non
          si
          cura
          nemmeno
          di
          donare
          un
          sorriso.

          L'anno vecchio
          ha
          già preso la strada
          e
          tristezza disegna
          il
          suo viso.

          Come al solito
          noi
          ci auguriamo
          che
          l'anno a venire

          sia migliore
          di
          quello che sta
          per partire.

          Ma rifletto
          un momento
          e
          mi viene da dire.

          Siamo noi
          l'anno vecchio
          e
          tra poco saremo
          anche il nuovo
          siamo
          noi
          che dobbiamo cambiare.
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