Poesie personali


Scritta da: angelmachine
in Poesie (Poesie personali)
Senza preavviso, ho visto i tuoi occhi rischiararsi nei miei.
Ho visto le scintille, i fuochi e quell'ardore tipico di chi si invaghisce pazzamente.
A sprazzi ho osservato la tua anima e in pochi istanti me ne sono innamorato.
L'apogeo del mio cuore ha risvegliato realtà che avevo tenuto ben nascoste e ha fracassato la mia debole mente: bagliori dorati mi invitano a sottomettermi, luci troppo intense mi costringono a camminare a tentoni.
Quello che farò non so, ma ho deciso di non affidarmi più alla vista: ingannatrice per eccellenza, identità dalle molteplici falsità che induce a vedere il bello nella mostruosità più totale. Quello che vedrò, osserverò non mi ingannerà mai più.
Ho deciso che mi affiderò all'udito: i suoi battiti saranno la via maestra.
Ho deciso che mi affiderò al tatto: gli impulsi della sua anima saranno la mia forza.
Ho deciso che mi affiderò al gusto: la forza delle sue labbra sarà il mio cibo quotidiano.
Composta domenica 3 ottobre 2010
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    in Poesie (Poesie personali)

    Sacromonte

    Piccolo borgo antico sopra Varese
    quattro casette arroccate sulla cima della collina di Velate
    dai tetti sporgenti e costruiti con sassi e pietre iridate

    Luogo di pellegrinaggio di papi, vescovi e cardinali
    conservatorio di luoghi, siti e affreschi molto originali
    mura intrise di grandiose solennità

    Dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità
    si respira un'aria fine, di riscatto dal peccato
    emanata da secoli di ricerca e cristianità

    Vi hanno soggiornato grandi pensatori, pastori di
    molte chiese, contemplatori e padri religiosi infine
    ognuno di loro lasciava qualcosa sulla cima con
    messaggi di stima

    Eremo e santuario da sant'Ambrogio a Caterina
    da Pallanza, da Federico Borromeo a Giuseppe Bernascone
    sino a Bartolomeo del Gaudio, suo costruttore

    Il complesso rientra ormai nel novero dei grandi
    centri della fede e della religiosità. I suoi pellegrinaggi
    ormai famosi in tutto il mondo, sono guidati da grandi saggi

    Che illustrano i misteri del Rosario lungo le 14 cappelle
    che incorniciano il percorso sino a S. Maria del monte, chiesa,
    santuario e 15^ cappella, anch'essa di mirabile impresa

    Chiunque giunge in questo sacro luogo non può non
    pensare quanto sia forte sia stata la fede di coloro che nel passato
    hanno alacremente lavorato affinché venisse consacrato.
    Composta giovedì 19 maggio 2011
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      Scritta da: Gerlando Cacciatore
      in Poesie (Poesie personali)

      L'irritante

      Se la moto, non si fosse
      schiantata a terra.
      Se avesse continuato
      la sua corsa,
      tu uomo
      non saresti, un demente irritante.
      Sottrarti al tuo destino
      non puoi.
      La moto a terra,
      la vita salva.
      Ma è come se fossi morto,
      dal momento, che il destino
      ti ha sconvolto.
      Tu uomo,
      mi chiederai:
      Quale sarà il mio destino,
      d'ora in avanti?
      Io ti risponderò:
      Quello di irritare la gente.
      Composta giovedì 10 novembre 1977
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        Scritta da: Rosanna Tafanelli
        in Poesie (Poesie personali)

        Universi sbriciolati (poesia non-sense)

        Universi sbriciolati
        e mille piccoli soli roteanti
        nell'infinito nulla.

        Gocce e gocce di cielo sfilacciato
        scolorano le tende del mercato,
        picchiettano le melegrane e i fichi.

        Sul muro, gechi vermigli saettano,
        precipitando incolumi nel vuoto
        e urlando afoni al vento.

        Schegge di pietra schizzano sonore,
        tamburellando tronchi marcescenti
        e trafiggono fiori morbidi carnosi.

        Puc, puc, puc... grosse e lente
        si levano nell'aria bolle dorate
        ripiene di pensieri... puc!
        Composta lunedì 1 marzo 2010
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          Scritta da: Giuseppe Freda
          in Poesie (Poesie personali)

          Preghiera

          Questa notte
          io canto per te,
          segreto antico
          della Terra che vive.
          Respiro caldo
          delle sere d'estate.
          Brivido dolce
          che dai luce
          e sorriso alle stelle.
          Alzami al cielo,
          e lascia che io goda
          della gioia e del dolore,
          del sole che mi scalda
          e del ghiaccio che mi gela,
          del velluto di una carezza
          e del singhiozzo di una ferita.
          Gabbiano nella luce del sole.
          Delfino nell'azzurro del mare.
          Amore,
          prendimi per mano
          e conducimi a Dio.
          Tu che mi doni la vita,
          fammi gli occhi raggianti
          del mio immenso destino.
          Verso lo spirito,
          anche attraverso i sassi.
          Verso orizzonti tersi,
          anche attraverso la nebbia.
          Verso la luce,
          anche attraverso il buio.
          Verso la gioia,
          anche attraverso il dolore.
          Ma se la gioia
          di cui son capace
          non è la più grande,
          la più pura,
          la più vera,
          l'l'unica gioia
          che esista al mondo,
          dammi il dolore.
          Perché questa notte
          io sogno di te,
          mistero profondo
          della Terra che ama.
          Sapienza eterna
          che ti sveli in silenzio.
          Candido Padre
          che mi batti
          potente nel cuore.
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            Scritta da: Simone Sabbatini
            in Poesie (Poesie personali)

            Uguaglianza

            Scopriremo forse un giorno
            l'uguaglianza.
            Tanti cyborg vestiti da persone
            tutti in fila sulle panche della chiesa
            tutti in coda, sguardo a terra, camminare
            passo passo, dirigersi all'altare.
            Ma sotto sotto controllare
            il cappellino storto della signora accanto
            la scarpa sporca di chi torna già a sedere,
            perfino il prete ha lo sguardo stanco
            mentre dice, o almeno pare,
            Buon Natale.
            E ognuno è già più buono
            a non capire
            solo aspettare
            In nomine Patri,
            sequenza di zeri
            fuor di codifica
            "andiamo grazie a Dio".
            Allora
            campane solo come tortura
            latrati di povere bestie animate,
            e animali insipidi
            in coda per un pezzo di pane.

            Cimiteri astratti di pensieri sintetici
            rifugi artificiali senza inferni e paradisi
            di preghiere eteree verso tombe vuote.
            Cimiteri da schiamazzo il 2 novembre
            da strapazzare i morti di fiori e avemarie;
            da stramazzare morti tutto l'anno
            non più nel corpo, non nel cuore
            morti soli nell'oblio.
            Composta martedì 16 novembre 2010
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              Scritta da: Simone Sabbatini
              in Poesie (Poesie personali)

              Sudore

              Tanta fatica per nulla.
              Tanto rumore
              occluso
              nel tuo silenzio ottuso,
              infantilmente bello
              e terribile,
              e le mie brutte mani
              in questo stesso bivio
              di parole soscritte, che
              non so scrivere,
              modi difficili da dire
              ridere chiassoso da museo
              e sempre la stessa insoddisfatta fame.
              La strada intrapresa ci naviga un po' addosso,
              per forza o per rancore, asfaltata di tempo.
              Composta domenica 10 febbraio 2008
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