Poesie personali


Scritta da: Jean-Paul Malfatti
in Poesie (Poesie personali)

Morte, o' morte!

(domanda)
Morte, ò morte,
perché mi persegui?
Sei la mia sorte?

(dubbio)
E su quel patto
che, 25 anni fa,
con te ho fatto?

(certezza)
Ti ho sentito,
e, da lontano,
t'ho anche visto!

(chimera)
Delusa ti sentirai,
perché la mi anima
tu non mai l'avrai!

(la fine)
E il corpo morirà,
ma lei, l'anima,
per sempre vivrà!
Composta sabato 17 marzo 2012
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    Scritta da: geggio
    in Poesie (Poesie personali)

    Attendo...

    Le persone non capiscono quanto tu possa volare
    siamo animali affamati di carne, gloria
    creo per voi la voglia di credere
    io voglio credere
    tra cicche, gotti e pensieri, disegno...
    io voglio credere
    tu puoi creare, tu puoi raccogliere
    ogni giorno si nasce ogni notte si muore
    fantastica è la vita
    ognuno casca in un vizio o più
    la vita è dura in questo periodo infame
    in nulla si riesce ma la speranza esiste
    io credo
    io lo voglio
    e tu?
    povertà mi dispiace dovertelo dire
    ma io sono ricco di gioia credo in tutto ciò
    vorrei chiedere solo una cosa
    morte puoi attendere?
    voglio restare voglio creare
    poi prendimi con te
    sono bravo a soffrire
    questo non è un problema
    ti stupirò
    mordimi
    assaggiami...
    lentamente,
    ti stupirò.
    Composta sabato 17 marzo 2012
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      Scritta da: lafiorentina
      in Poesie (Poesie personali)

      Amami

      Amami senza ritegno
      come parola indecente e bisbigliata
      come cosa morta raccolta da terra.
      Amami come si ama l'inevitato
      o un ultimo respiro,
      senza chiederne ragione
      senza consolazione.

      Amami come i pazzi folli d'amore
      non con la saggezza antica
      di chi conserva inverni e guarigioni
      ma come gli uragani che violentano la terra.
      Disperdimi come sale e neve
      voglio sdrucire l'anima
      nel meridione dei tuoi occhi viola
      perciò amami quando sono aquila lontana
      quando carezzo le nuvole
      quando sono seme di terra rorida
      quando sono inverno.

      Amami, non essere ombra diafana
      diventa il mio tutto
      il mio capolavoro.
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        Scritta da: Daniela Cesta
        in Poesie (Poesie personali)

        Notte nella prateria

        È notte...
        il silenzio è
        solo apparente
        nella prateria
        il rumore dell'acqua
        del fiume da frescura...
        le rane gracidano,
        i grilli cantano,
        il vento della notte
        accarezza l'erba,
        una luna maliziosa
        da chiarore con dolcezza,
        mentre un guerriero
        suona una melodia,
        con il ramo toccato,
        dall'uccello che batte con il becco...
        il giovane guerriero
        ha lavorato molto per
        costruire
        una specie di flauto,
        con quel suono
        conquisterà per sempre
        la sua innamorata...
        Composta venerdì 16 marzo 2012
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          Scritta da: Ada Roggio
          in Poesie (Poesie personali)

          Anima mia

          Scrivo a te che leggi me,
          Non c'è dolore più grande al mondo
          quando vedo ammalarsi chi è parte di me.
          Le mani legate ho,
          non posso far altro
          che dare tutto l'amore che ho.
          Ma non basta, per guarire! Non basta...
          Vorrei tanto non vederti soffrire,
          anima mia.
          Composta venerdì 16 marzo 2012
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            Scritta da: Bramante
            in Poesie (Poesie personali)

            Intimo tormento

            Che un respiro a fil di bocca bastasse
            ad eccitarmi e con le dita cercare le tue dita
            e sentire il canto della pelle fino in fondo
            fino al sangue che corre come un treno
            In un attimo, nuda, perdevi i lembi del pudore
            Venere di cera ti scioglievi come bruma al sole
            La sottana presa dai capezzoli fermava la discesa
            che il ruvido velluto della lingua aveva eretto
            Aderendo i corpi s'infangavano di sudore
            senza scrupoli le unghie penetravano
            la pelle scivolosa sul letto s'inchiodava
            Profanarti era un castigo reso irrefrenabile
            dalla voglia di trafiggerti che bucava come un tarlo
            l'istinto spingeva avanti senza ritegno
            L'orgasmo pioveva nel ventre che incassava
            colava bollente a riposar la danza
            tra l'inguine teso e un respiro a fior di pelle
            i sensi incenerivano l'ardente brace
            L'ultimo bacio chiudeva le mille bocche
            lambite come vini dall'aspro odor dei tini
            resta il miele ad incollare l'impetuosa voglia
            Rivestivo i tuoi nudi e virginei sguardi
            che s'intimidivano pungendo fitto il cuore
            Onde di capelli si dipanavano a matassa
            nell'intimo tormento il fiato diventava ardesia
            la tua mansueta purezza smarriva l'universo
            di quella notte che in un attimo fu già domani.
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              Scritta da: Maria Moro
              in Poesie (Poesie personali)

              Ci sono notti

              Ci sono notti in cui risento l'odore dell'erba,
              di terra bagnata, di fango.
              Ci sono notti in cui distesa rivedo in alto il sole
              che scintilla tra rami e foglie e due occhi sopra
              il mio viso
              ricchi di inaspettato amore e pieni di dolore al ricordo
              dell'amore per un padre.
              Ci sono notti in cui entro nella profondità di un'anima
              e rivedo sorrisi ingenui pieni di cuore e
              occhi che piangono
              come uno specchio sui miei.
              Ci sono notti in cui incrocio l'allegria e la meraviglia
              in uno sguardo mentre asciugo il sudore su braccia non mie.
              Ci sono notti dove il tempo non è passato e un
              abbraccio
              resta un abbraccio per sempre senza che nessuna cattiveria o
              dolore lo abbia mai
              cambiato.
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