Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Il marito della donna famosa

L'applaudite,
l'adorate,
gli scrivete lettere d'amore.
Fareste carte false per averla,
ma sono io quello che la spoglia,
la vede nuda,
la mette a letto stanca alla fine dei concerti,
io che preparo le tisane per la sua voce,
che spalmo le creme sul suo corpo,
io che la vedo senza trucco la mattina,
che sopporto le sue urla,
io che prendo il suo peggio quotidiano
e lo distruggo,
distruggendo me.
Sono io che la lascio piangere sulla mia spalla,
io che la consiglio,
che scelgo i suoi abiti aderenti,
io che sto nascosto
fuori dalla scena,
che faccio il consigliere,
il cameriere,
l'amico
e per i documenti anche il marito.
Io che la preparo per voi tutti,
perché possiate continuare a fare carte false per cercare di averla.
Sono io che la trasformo in ciò che voi vorreste
io sono lei,
lei per lei,
lei per voi.
Composta mercoledì 2 maggio 2012
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    Scritta da: Maria De Benedictis
    in Poesie (Poesie personali)

    A Sara...

    Oh figlia,
    come spiegare adesso la tua fine?
    Come giustificare la tua vita strappata dalle tue stesse radici?
    I tuoi desideri, i tuoi sogni
    ormai freddi, nudi...
    spenti in un lugubre pozzo!
    Un laccio ha soffocato la tua voce,
    un demone ha profanato la tua anima.

    Non chiederti dov'è la dignità,
    non cercare tra gli uomini l'umanità...

    Sollevati, invece, arriva al Cielo
    gli Angeli oramai ti aspettano!
    Resteremo noi qua,
    a domandarci dov'è la giustizia,
    a chiedere a Dio dove cercare il perdono,
    a divagare nel nulla dei piaceri...
    Non essere triste,
    non avere paura,
    nessuno potrà farti ancora male.
    Sì, sorridi ancora

    è Amore vero!
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      in Poesie (Poesie personali)
      Sarebbe giusto, ingiusto aspettare...
      Un letto disfatto...
      Il gusto di saper amare...
      Ricordare...
      No, non sappiamo dimenticare...
      Ogni volta scappiamo dal fantasma che riproponiamo,
      anche se ci segue da lontano...
      E pian piano un anno scivolato...
      Tutto è sconvolto,
      un lamento alla luna rivolto...
      Mi tormento...
      In questo mare di cemento mi nascondo e mi chiedo:
      vale la pena tutto questo in fondo?
      Composta mercoledì 2 maggio 2012
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        Scritta da: Daniela Cesta
        in Poesie (Poesie personali)

        In alto

        Io guarderò in alto
        sulle vette tempestose
        voglio raggiungere le stelle,
        tra le nuvole
        cariche di pioggia,
        il vento forte, in un
        tramonto di primavera,
        lascio che
        la sua radiante luce
        illumini me e i sentieri,
        voglio cogliere
        l'essenza del creato,
        nello spirito del cosmo,
        che attraverso
        i rami degli alberi
        giunge a noi
        con tanto amore.
        Composta martedì 1 maggio 2012
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          Scritta da: annainno
          in Poesie (Poesie personali)

          Viene l'estate

          Ancora, ti prego,
          una ballata verde
          che, come incerto oleandro,
          renda libere
          le carte del tramonto.
          Così, odorosa di nettare e pini,
          si apra la soglia
          di un piccolo altare,
          caro alla Madre,
          dolce alla Sapienza.
          Di ginestre e di flauti
          ho lontane memorie,
          inutili rimpianti
          di radure.
          Ancora, ti prego,
          una ballata verde
          che, come tenera figlia,
          fresca raccolga l'acqua
          alla fontana.
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            Scritta da: Emmanuel Devan
            in Poesie (Poesie personali)

            Specchio

            Lago o argento,
            in me cercano identità
            consolazione e angoscia.
            Sono eterno e dannato:
            ritraggo verità,
            ma racconto menzogne.
            Alterno luce e buio
            tra compiaciuti
            sorrisi adolescenti,
            e guido mani ignote,
            urlanti e incredule
            sui visi della vecchiaia.
            Disegno spazi
            falsi, inesistenti.
            Brucio perfido
            le navi d'ogni illusione,
            da cui già vidi
            cadere Icaro.
            Sono giudice
            venerato e sadico:
            acceco chi mi brama
            e annego tutti i miei amanti
            dall'apparente calma
            di un riflesso.
            A volte cado, infranto
            da una strega isterica.
            Io mi odio,
            io mi odio.
            Stupro di donna
            o sorriso d'infante
            ritraggo spietato
            in crudele indifferenza.
            I miei frantumi stillano
            orchidee insanguinate.
            Forzato da un demone
            divoro vergini che,
            domato il bianco unicorno,
            sfidano ingorde l'Ade
            per il crine di Pegaso,
            mostruosa chimera.
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              Scritta da: Sandra Piccinini
              in Poesie (Poesie personali)

              Nèmesis

              L'inverno che sta arrivando
              ha il colore dei tuoi capelli,
              e dei tuoi occhi.
              Piantati nei miei
              quando mi hai detto addio.
              Sono andata camminando,
              anche in ginocchio
              Sono andata chiamando
              Ma i colori virano,
              cambiano prospettive
              Un tapis roulant
              L'inverno che sta arrivando
              ha il colore dei tuoi capelli,
              gli occhi non li vedo più,
              perduti tra i neon stanchi,
              clacson lontani
              E la nebbia.
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                in Poesie (Poesie personali)

                11-04 anniversario

                I ciottoli della vita
                lentamente scorrono
                dalla mia mano stanca.
                Sbiadite, confuse immagini
                dall'album dei ricordi
                scorrono.
                asaublimi accordi di una
                melodia, son loro accanto.
                Non vi è tristezza
                nel cielo gonfio
                di oscure nubi,
                Non bi è tristezza
                al calar del sole,
                nel trionfo di colorate sfumature.
                Non vi è tristezza
                qua te pensando,
                libera dagli affanni
                di una vita vissuta.
                Non vi è tristezza
                ovunque tu sia.
                Non vi è tristezza,
                nel rimirarti, là racchiusa
                nel gelido marmo.
                Solo gioia e rimpianto
                per averti avuta accanto,
                per un lasso di tempo,
                ad altri negato.
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