Poesie personali


Scritta da: minnie
in Poesie (Poesie personali)

Se fossi un fiore

Se fossi un fiore
vorrei lo stelo
lungo,
più che un
gambo di fungo,
se fossi un fiore
vorrei la corolla,
bianca e tenera
come pasta frolla,
se fossi un fiore
vorrei un botton
giallo,
per attirar
l'usignolo
e pure il gallo,
se fossi un fiore
vorrei petali
morbidi come dita,
se fossi un fiore
sarei margherita,
se fossi margherita
sarei Hack!
Composta venerdì 4 maggio 2012
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    Scritta da: margherita1
    in Poesie (Poesie personali)

    Mattino a casa mia

    L'alba si intrufola tra i rami scarni,
    la nebbia si attarda nell'aria fredda
    nascondendo alla vista i fossi.
    Le scarpe bagnate di rugiada
    accompagnano i miei passi
    sul terreno erboso e umido.
    Ancora in fondo macchie di neve
    si impigriscono al pallido sole
    che lotta per bucare le nuvole.
    Abbracciata alla sciarpa colorata
    che macchia il grigio intorno.
    La visione d'insieme è sorella
    del mio sentire.
    Allora muta aspetto guardando il cielo
    indeciso se scoppiare in un triste pianto.
    Torno a casa, accendo il fuoco,
    calore e colore si diffondono,
    la tazza calda del caffè scalda
    i miei guanti rossi e pian piano
    come abbraccio di madre
    anche la mia anima malata
    ne trae ristoro.
    Anche il sole si è deciso.
    Un raggio tiepido e appena sfumato
    si appoggia al davanzale della finestra
    accennando un timido sorriso.
    Composta giovedì 3 maggio 2012
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      Scritta da: Daniele Tantari
      in Poesie (Poesie personali)

      Le tue cosce tese

      Eppure mi manca toccare la tua pelle,
      il tuo viso e i tuoi fianchi stupendi.
      Il profumo, le stelle e quelle coperte calde.
      Abbracciarci; nudi, ed iniziare a tremare.
      E scriverci quelle lettere d'amore,
      a bruciarle e spegnerle con i nostri pianti.
      Non fermare, ti prego, le mie mani sul tuo seno.
      Composta lunedì 24 gennaio 2011
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        Scritta da: Dolcesogno
        in Poesie (Poesie personali)

        La mia risposta

        Il mio sguardo si spegne al calar del sole,
        sulla sabbia bagnata da dall'onda che trasporta mille speranze.
        Viaggiano i miei pensieri,
        viaggiano verso l'infinito,
        verso quella sensazione di ignoto,
        in cerca di un qualcosa che forse non è
        e mai sarà.
        Il mio corpo giace immobile,
        accarezzato da gelide onde,
        mentre con la mano cerco fra i granelli di sabbia la mia risposta.
        Composta giovedì 21 luglio 2011
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          in Poesie (Poesie personali)

          Il tuo amore dei capelli bianchi

          un giorno la tua solitudine di anziana
          ti farà innamorare dei mali dell'altro conosciuto,
          più che dell'altro,
          della sua vita passata,
          e manifesterai amore
          dicendo
          "oh poverino quanto hai sofferto"
          e lo carezzerai
          come si fa col gatto,
          e vivrai questo amore,
          fatto di parole
          brodini e televisione,

          Ed entrambi mentirete per non ferire l'altro, e ricorderete il tanto che avete visto
          ed il poco che avete avuto.,
          ma qualcosa inventerete,
          per darvi un tono,
          ed un passato interessante.
          Tu gli darai la mano,
          che tremerà con la tua.
          Compagna dell'ultimo minuto,
          con nulla di condiviso,
          tutto da raccontare,
          qualcosa ancora da sognare.
          Composta venerdì 4 maggio 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Caro san marco, festeggiato il 25 aprile

            il giorno che ci hanno liberati da qualcuno
            ci ha fatti prigionieri qualcun altro,
            e dopo 70 anni di molto festeggiare
            con tante liti e tante discussioni,
            su tutto e tutti,
            sui negozi aperti o chiusi,
            o aperti a mezzo,
            e molto sui princìpi
            e poco sulla fine
            che ci tocca fare,
            a noi basta tenere aperto
            e bene in vista il posteriore
            ed aspettare l'ennesima supposta non cercata.
            Con tanti bei discorsi sui valori,
            sulla costituzione
            e la democrazia,
            fatti dai palchi e nelle piazze
            da gente ben pasciuta
            che parla ai tanti,
            troppi con le pezze al culo.
            Ai vecchi che aspettano la fine,
            ai giovani col nulla garantito.
            Ormai qualcuno crede per stanchezza,
            per tessera o per scuola
            altri si curano di canne,
            qualcuno in piena rabbia spara,
            ma solo col dito,
            in mancanza d'altro
            o di meglio,
            ma intanto sono in troppi,
            da ogni parte,
            quelli che sono in corsa,
            si preparano a far danni
            che non si può davvero non pensare
            che chi ha capito tutto sono loro.
            Intanto il nostro ruolo è assicurato,
            avuto senza apprendistato,
            è quello dei coglioni a vita
            tenuti in piedi a fare i vinti,
            perché senza noi vinti
            non ci sono vincitori
            .
            Composta venerdì 4 maggio 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              Sulle nostre teste sporche

              Gli uomini con la toga nera,
              riuniti in gran consulto
              sono divisi in due fazioni.
              Una dice
              che non possono sbagliare
              l'altra invece "si può fare",
              l'importante è non pagare.
              Alla fine del confronto
              han trovato un buon accordo
              ed emesso un documento.
              In nome di "loro tutti insieme"
              hanno stabilito che
              la sacra indipendenza
              sta nel poter sbagliare
              senza dover pagare.
              La loro onnipotenza
              sta nel non poter sbagliare.
              Delle due,
              a noi la scelta
              su come preferiamo.
              E che importa se qualcuno gli voleva un po' diversi,
              Adesso sono quasi pari grado
              col dio di noi cristiani
              perché loro son loro
              e noi, come diceva il belli,
              non siamo un cazzo.
              Composta venerdì 4 maggio 2012
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                in Poesie (Poesie personali)

                Le battaglie degli altri

                la giustizia vera si è ormai arresa al peggio
                senza porre condizioni,
                come un qualunque perdente.
                Le anime sante sono diventate anime tante,
                troppe.
                Chi dovrebbe giudicare respinge il giudizio della storia
                ed ancor prima quello della ragione offesa.
                Il presidente ha parlato di nuovo
                e tutti gli riconoscono parole di buonsenso,
                come se il buonsenso fosse l'eccezione
                e non la norma,
                poi voltano le spalle
                e sono di nuovo in
                guerra.
                Composta venerdì 4 maggio 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Non ce li vorremmo

                  Speriamo che ci accolga a braccia tese
                  quello lassù,
                  un po' perché è un gran buono
                  e molto perché vede come va quaggiù.
                  Magari,
                  visto che può tutto,
                  e che lassù c'è tanto spazio,
                  se proprio non vuol darci,
                  almeno dopo morti
                  la soddisfazione di guardare in basso,
                  molto in basso,
                  per vederli tutti quanti
                  a scontare la condanna...
                  se proprio vuol tenerli su con se
                  almeno non ci metta tutti insieme.
                  Che pena ritrovare il parlamento
                  ed il senato
                  anche su in cielo,
                  in paradiso,
                  farebbero casino anche lassù.
                  Composta venerdì 4 maggio 2012
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                    in Poesie (Poesie personali)

                    La cassa del popolo

                    Resta solo il nome,
                    non il significato,
                    qui si discute tutto e tutti.
                    Ognuno ha la ricetta,
                    tutti sono ministri,
                    presidenti,
                    arbitri di calcio,
                    economisti,
                    ...e puttanieri sempre.
                    Il manifesto del “che”  
                    ci guarda con occhi spiritati,
                    capelli al vento
                    e sfondo rosso d' ordinanza,
                    tenuto su con quattro chiodi,
                    come se fosse un cristo comunista sulla croce,
                    ma con un chiodo in più,
                    forse al valore.
                    Poggiato giù per terra
                    un manifesto,
                    la foto gialla dei fratelli cervi.
                    Il “che” per aria
                    verso il cielo
                    ed i “ fratelli cervi”  giù per terra.
                    Qualcuno tiene in vita la memoria
                    perché alimenti la fabbrica dell 'odio,
                    l' odio è un mestiere ancora redditizio
                    per chi non ha saputo prendere altre strade
                    e mantenersi onestamente col lavoro.
                    E settant' anni sono pochi per dimenticare
                    quando c'è in gioco l'interesse di qualcuno,
                    e quando ormai,
                    anche volendo non si può più imparar  mestiere.
                    Intanto il gioco a carte per un po' riporta tutti al sano vaffanculo senza ideologia,
                    senza bandiera.
                    Composta venerdì 4 maggio 2012
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