Poesie personali


Scritta da: blondbeard
in Poesie (Poesie personali)

Manchi tu

Ulula fuori dalla finestra un vento gelido
L'alcool nel sangue è troppo poco per farti stare al caldo
Manchi tu baby manchi tu

Macerie schiacciate dall'intemperie del tempo
Mostrano una civiltà molto più evoluta di quella di ora
Ahh se ci fossi tu baby se ci fossi tu

Riempio il bicchiere e brindo a te piccola stella
La musica circola nel sangue facendo gola al mio amore
Dalle mie labbra secche dalla lontananza dei tuoi baci
Un gemito di dolore e nostalgia

Il vecchio blues man non apre la sua porta nemmeno se a bussare è un armonica
Ubriaco seduto solo e triste nella sua stanza
Oggi non è giornata ma il sole non smetterà certo di splendere

La notte un sospiro prima di dormire
Un soffio per far uscire il dolore che riempie la pancia
Non averti accanto ogni notte mi turba l'anima
Mi manchi piccola donna.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Rivoglio il mio cuore

    Il tempo passa lentamente,
    continuo a guardare invano
    il cellulare,
    nessun messaggio,
    il silenzio sale,
    passano minuti, ore, giorni,
    il lavoro continua,
    la vita continua,
    la routine m'impegna
    nel caos di questa
    assurda baraonda,
    lo so... lo so...
    hai fatto la tua scelta,
    e non ti condanno
    per questo,
    tutti le fanno alla fine,
    ma ti prego di ricordare
    solo una cosa...
    una malettissima cosa,
    che tu possiedi il mio cuore,
    restituiscimelo!
    Composta martedì 8 maggio 2012
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      in Poesie (Poesie personali)

      L'ascoltatore

      Lei si è seduta davanti a me,
      con in mente i suoi qualcosa,
      ha detto poco,
      quel poco l'ho capito.
      A tempo scaduto
      abbiamo brindato,
      si è alzata
      e se n'è andata.
      Si è seduto davanti a me,
      piangendo per amore,
      non mi hai spiegato niente,
      ha solo pianto,
      non avevo soluzione,
      abbiamo brindato,
      e se n'è andato,
      all'improvviso.
      Si sono seduti davanti a me,
      chiusi nel loro passato,
      erano una coppia,
      ma solo per dovere,
      hanno detto poche cose,
      confuse e confondenti,
      li ho aiutati ad alzarsi,
      non li ho fatto bere
      ma io ho brindato.
      Alla fine della serata avevo ascoltato tutti,
      nessuno aveva ascoltato me,
      avevo brindato molto,
      troppo,
      ma era stato l'unico aiuto per ascoltare tutti i loro mali.
      Composta martedì 8 maggio 2012
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        in Poesie (Poesie personali)

        L'uscita

        Annuso tracce d'aria
        lasciate dal sogno che ho interrotto,
        profumo senza nome
        e senza corpo.
        Esco dal mio cattivo dormire,
        cammino in mezzo a piccole ferite
        chiamate vie,
        fra case abbracciate ad altre.
        Potrei camminare sempre ad occhi chiusi,
        capire le ore,
        il posto
        dai rumori,
        dagli odori,
        ma per adesso cammino ad occhi chiusi solo per me,
        e so che anche se gli aprissi sarebbe lo stesso buio.
        Cammino che è ancora notte,
        o forse,
        per gli altri giorno,
        vago.
        Composta martedì 8 maggio 2012
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          in Poesie (Poesie personali)

          Piccole raccomandazioni mentre mi preparo a...

          Per non farti preoccupare
          io mi preparo al meglio,
          pur prevedendo il peggio.
          Ho preso le misure
          per farmi un abito da poco,
          le ho prese guardandomi allo specchio,
          come si dice,
          ad occhio.
          Ho messo insieme toppe
          con ago,
          filo e sputo,
          come un arlecchino grigio ed impaurito.
          Ho tinto un po' la faccia,
          trucco dozzinale
          per spegnere quel bianco,
          segno della passione.
          Ho ripetuto a mente quelle ultime parole,
          quelle da dire a chi mi vedrà lasciarmi andare,
          ed a te che assisterai per diritto al mio volare,
          una sola cosa posso raccomandare,
          non fare come me che ho perso tutto,
          essere bravi ed onesti,
          porta solo lutto.
          Composta martedì 8 maggio 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Mamma Italia

            Io nacqui bella
            ed ancor più bella
            chi ci fu mi fece,
            con i tanti tesori
            che mi mise addosso.
            Non mi apprezzò mai abbastanza
            chi si era abituato a me,
            e mi lasciò invecchiare.
            Non dette alcun valore alle mie doti
            lasciandomi corteggiare da chiunque,
            anche con schiaffi e male cose,
            con violenze delle quali ancora oggi porto il segno.
            Così per quanto sono stata bella io
            ho messo al mondo tanti figli indegni,
            ed avuto amanti non sempre alla mia altezza
            e come tutti possono vedere
            non sono più quella di prima.
            Composta martedì 8 maggio 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              Natale senza più lei

              Magici giorni con alle porte, l'anteprima di un Natale
              sembrano annunciare la nostra nuova storia
              come la sua, prima emozione
              passata dietro, uno schermo virtuale
              che fremente, attende l'eccitazione
              di un appuntamento, quella sera finalmente
              pervasa d'immensa, dolcezza e complicità
              ebbrezza di un nuovo incontro, che senza esitazione
              accende subito, una fiamma di felicità.

              E quelle nostre parole, subito divengon musica
              la cui magica, sorgente
              è il cuor di due innamorati, e così potente
              e dalla loro storia, meravigliosamente unica.

              Per presto sprofondare
              tra soffici labbra del primo bacio
              che imprime, in mia memoria
              l'incancellabile origine, della nostra storia
              e presto accorgersi
              che ciò sarà solo ricordo e poi dimenticata
              come s'accende, per poi spegnersi
              di luce un lampo
              per far ritorno nel suo nulla
              dopo che soltanto
              quella storia, era appena nata.

              Com'è facile, annegar
              in questo nuovo, triste mar
              di fredda solitudine
              e per salvarmi, naufragar
              in questa nuova, mia realtà
              vera isola, d'inquietudine

              dalle lunghe e gelide strade, della mia città
              dal cui vuoto di buie vie, sento l'eco paralizzante
              che puntuale sembra proprio, chiamar me
              alla domenica sera, con tono urlante
              tutto il dramma della separazione, tra me e te
              nel volgere del tramonto, di un inverno
              giunto forse or per me, a durar per l'eterno
              celando, in suo sipario
              dietro, a tende meste
              la fremente attesa di un Natale
              nera scritta, di questo calendario
              perché stavolta, è ben diverso e triste.

              Quando rivedo, filmati dentro me
              i magici momenti
              di quello passato, insieme a te
              dove le dolci ore della festa
              scandivano, in gran condivisione
              insieme a lei, ogni momento e situazione
              e la cui sola immagine or vive
              dentro il mio cuore, per sempre custodita
              lui mai così spento e disabitato
              com'è ora la nostra casa, chiusa e infreddolita
              che mi par di riveder in quei presepi, insieme a te
              nelle chiese di questo mio, Natale nuovo
              dove sento viva la sua presenza, accanto a me
              quando ancora ero, il suo felice uomo
              come anche nel profumo dei loro interni
              riveder la sua anima, così rapita così presa
              lei che amava tanto, la sua chiesa.

              E là fuori, durante la santa messa
              un magnifico tripudio di luci e colori, che mai cessa
              come anche il fragore di suoni e musica, quando esco
              e tutto avviene solo, fuori di me
              perché io sordo e cieco, a tutto questo resto
              se ora lei, con me più non c'è.

              Lei che vicino sento, ancora a me
              in un regalo, che sto aprendo
              quanto avrei voluto, fosse suo per me
              o in un biglietto, che sto leggendo
              o quella firma che per me, più non scriverà
              come una volta lo era, ma che la sua or non è
              e che sua per me, più non sarà.

              Durante la cena il mio sguardo, basso e mesto
              intorno, a quel tavolo quadrato
              spia sempre, uno stesso lato
              lì dove ora solo una sedia vuota, di lei è rimasto.

              E poi tornare, nella vecchia stanza mia
              per trovar sopra il suo comodino
              solo un libro, a farmi compagnia
              insieme a quell'orologio, oggi ancor fermo
              e come ora, lo sono io
              al giorno del nostro primo incontro
              venuto fuori, al di là di uno schermo
              quando insieme a lei, divenne mio.

              Spengo la mia lampada, si chiude questo giorno
              e dal mio triturato cuore
              giunge a me, senza pace e senza luce
              il lamento di questo Natale, mai così infelice
              da viver senza poter, sperare un suo ritorno

              e venuto per rinnovare
              solo un gran dolore
              nel far, rivedere a me
              quello, che or non c'è
              oggi più che mai, quel suo sorriso
              che presto in un lampo, s'è come estinto
              perché divenuto solo ricordo
              proprio, come un bel dipinto
              nel beato museo, del suo dolce viso.

              Così come la pace interiore, che cerco invano
              per dimenticar le nostre, ultime parole
              che ancora in mente, forti mi risuonano
              insieme ad un uscita, ora troppo lontano
              per saltar dalle tenebre, che ora mi percuotono.

              Per questo, triste amore
              mai decollato
              per aver già, dovuto dar addio
              non ad un vecchio, amico mio
              ma a questa nostra famiglia nuova
              subito messa fuori, con tutto il suo cuore
              già morto, appena nato.

              Allora buon Natale amore mio
              che sarà il primo, di tutti quelli che
              io, non più insieme a te
              ancor davanti, mi passeranno
              perché forse, tanti altri ci resteranno
              e comunque, buon Natale
              per questo e per tutti quelli che
              mai più insieme, ci rivedranno.
              Composta sabato 24 dicembre 2011
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                in Poesie (Poesie personali)

                le quattro di mattina

                In strada,
                uomini e cani hanno lasciato gli stessi segni ai muri,
                le stesse macchie,
                il vomito si allarga sul bagnato.
                Qualche ora fa le sue gambe
                quasi distese su quel marciapiede,,
                erano una via di mezzo fra lo sgambetto e l'ammiccare,
                come non cedere alla voglia,
                oppure farsela venire sul momento,
                soddisfarla,
                e dopo darsi al bere,
                come ogni notte,
                un'altra notte
                senza sonno e senza senno.
                Composta martedì 8 maggio 2012
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                  Scritta da: SAVERIO FERRARA
                  in Poesie (Poesie personali)

                  La disperazione dell'indifferenza...

                  Parole,
                  consigli non recepiti,
                  poi urla!

                  Fulminee saette
                  si perdono nel vuoto
                  dell'indifferenza...

                  Silenzio,
                  disperazione...

                  Ancora parole,
                  implorazioni
                  senza approdo...

                  Lame acuminate
                  ritornano
                  ed affondano nel cuore...

                  Il dolore
                  cede il posto
                  ad un lacerante silenzio...
                  Composta sabato 5 maggio 2012
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