Poesie personali


Scritta da: FRANCO PATONICO
in Poesie (Poesie personali)

La Politica

La pulitica

Che rotta d'scatul'sti pulitici,
m'stann'a div'ntà guasi antipatici;
n'vuria mustrà d'ess'p'ssimista
e manch duv'ntà'n qualunquista.

Anch'mi nipot'ch'sent'st'quistion',
por'cocc', fa'na gran cunfusion';
m'ha dett': "nonno, ma i puliticanti
cò fann'p'r ess'aculmò impurtanti?"

"La pulitica, fiol'n'è com'par',
t'l'fo capì sa n'esempi familiar':
tu padr'guadagna e a prima vista
saria p'r tutti no''l capitalista;

tu madr'drenta casa'i tien'botta,
c'guverna e pensa alla pagnotta.
Sotta d'lora c'sei te e i tu fratei:
'l popul'ch'chied'd'sta mei.

'l più piccul ch'ancò pia'l biberon,
rappr'senta'l futur'd'la nazion',
mentr'la donna è c'la signora
d'la class'up'raia ch'lavora.

Hai capit'ninin com'funziona?
E''n lavor'ch'int'ressa ogni p'rsona".
'Na nott''l frat'lin's'è mess'a piagn'
e qualcun'duveva purtall'al bagn'.

Mi nipot', ch'era malì prova a ninal',
ma propi n'c'era vers'd'calmal'.
Ch'l fiulin'ormai s'era sv (e)'iat,
ha fatt'la cacca e s'era impattacat'.

E vist'ch'piagneva e n's'zittava,
e ch'la madr'era sul lett'ch'russava,
'l grandicell'cerca'l padr'ch'n'c'era,
e ha p'nsat'd'sv'jà la cam'riera.

Ma lia n'sent'e lù s'pia la cura
d'guardà dal bug'd'la s'rratura.
Tra l'scur'e ch'l pog'd'chiaror',
la ved'sa'l padr'ch'sta a fa l'amor'.

Rass'gnat'mi nipot'artorna a lett',
ma nun dorm'e s'mess'a riflett':
"Adè ho capit'e n'm'sbai miga,
chi ha'l capital'sfrutta chi fatiga,

mentr'l guvern'tranquill'sta a durmì
e ma'l popul'nisciun'l'sta a s'ntì.
Io d'pulitica nun capisc'n'acca,
ma ved'st'futur'pien'd'cacca".

Traduzione:
La politica

Che rotta di scatole questi politici,
mi stanno diventando quasi antipatici;
non vorrei mostrare d'essere pessimista
e neanche diventare un qualunquista.
Anche mio nipote che sente queste questioni,
povero cocco, fa una grande confusione;
mi ha detto: "nonno ma i politicanti
cosa fanno per essere così importanti?"
"La politica, figliolo, non è come pare,
te lo faccio capire con un esempio familiare:
tuo padre guadagna e a prima vista
sarebbe per tutti noi il capitalista;
tua madre dentro casa gli tiene botta,
ci governa e pensa alla pagnotta.
Sotto di loro ci sei tu e i tuoi fratelli:
il popolo che chiede di star meglio.
Il piccolino, che ancora prende il biberon,
rappresenta il futuro della nazione,
mentre la donna è quella signora
della classe operaia che lavora.
Hai capito figliolo come funziona?
È un lavoro che interessa ogni persona.
Una notte il fratellino si è messo a piangere
e qualcuno doveva portarlo al bagno.
Mio nipote che era lì, prova a ninnarlo,
ma proprio non c'era verso di calmarlo.
Quel figlioletto ormai s'era svegliato,
ha fatto la cacca e si era impataccato.
E visto che piangeva e non si zittiva,
e che la madre era sul letto che russava,
il grandicello cerca il padre che non c'era,
e ha pensato di svegliare la cameriera.
Ma lei non sente e lui si prende la cura
di guardare dal buco della serratura.
Tra lo scuro e quel poco di chiarore,
la vede con il padre che sta a far a l'amore.
Rassegnato mio nipote ritorna a letto,
ma non dorme e si è messo a riflettere:
" Adesso ho capito e non mi sbaglio mica,
chi ha il capitale sfrutta chi fatica,
mentre il governo tranquillo sta a dormire
e al popolo nessuno lo sta a sentire.
Io della politica non capisco un'acca,
ma ved'questo futuro pieno di cacca".
Composta domenica 15 aprile 2012
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    Scritta da: Nicola Carrano
    in Poesie (Poesie personali)

    Mio Figlio

    Non sento più il vento accarezzare i miei pensieri,
    il ricordo cerca con forza di vincere,
    il sogno lo contrasta e lo combatte,
    il tempo è caduto giù
    senza chiedere aiuto,
    una colore in cerca di una tela,
    in cerca di un senso,
    mi spinge, mi alza,
    mi rimprovera, mi dice: "non è giusto!"
    Guardo negli occhi suoi,
    la stanchezza a volte non ascolta,
    il desiderio mio spesso sopprime
    le sue aspettative.
    Non può capire,
    lui non ha ancora macchie
    da raccontare, ha solo salti
    da fare e corse da vincere,
    incontri da far tremare.
    È lui, fermo lì
    ad amarmi, a cercarmi,
    a chiedermi di inventare,
    di sperare.
    È lui, fermo lì
    con la sua piccola mano
    pronta a chiudere in un pugno
    tutto il suo mondo
    che non può girare
    senza di me.
    È lui mio figlio,
    il mio piccolo cuore
    il mio fumetto preferito,
    la nota migliore,
    la luce di notte,
    la forza di dare,
    l'abbraccio più grande,
    il gioco più giocato.
    È lui, fermo lì a aspettarmi,
    ad aprirmi la porta per un altro risveglio,
    è lui piccolo come un respiro,
    è lui, semplicemente mio figlio.
    Composta sabato 10 marzo 2007
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      Scritta da: moro
      in Poesie (Poesie personali)

      Occhi celesti

      Luce celeste che illumina il volto
      spinta fuori dal oceano dolce
      dei tuoi occhi, dove io mi perdo
      occhi celesti che risaltano come
      stelle perse nel cielo notturno
      che illuminano un volto scolpito
      dai migliori artigiani d'una natura
      che già t'ha creato ed ora ti migliora.
      Composta venerdì 11 maggio 2012
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        Scritta da: Susan
        in Poesie (Poesie personali)

        Malinconia

        Non è mai stato facile...
        eppure ho sempre camminato...
        sempre... senza mai perdermi...
        molte volte penso che alcuni di noi
        sono destinati a vivere...
        vite che non ci appartengono...
        a regalare sorrisi anche quando vuoi solo piangere...
        a dire domani un altro giorno nascerà...
        quando dentro la paura ti soffoca...
        che non sai se domani arriverà...
        quando c'è quel momento in cui devi
        abbracciare e dire domani...
        invece vorresti che qualcuno ti
        abbracciasse e dirti domani...
        ci sono questi momenti di vita in ognuno di noi...
        lo sò... la vita è anche questa...
        ma quanto vorrei... che la vita fosse...
        solo un sorriso che mi abbraccia.
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          Scritta da: Susan
          in Poesie (Poesie personali)

          Pensiero di speranza

          Non voglio smettere di sognare...
          non voglio smettere di credere che domani
          sarà un sogno... ma ti prego...
          regalami un sogno...
          un solo sogno che mi fà credere che domani...
          sarà un bel giorno...
          un giorno dove gli incubi hanno fine ed...
          inizia il sogno...
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            Scritta da: Susan
            in Poesie (Poesie personali)

            Bacio

            cosa è un bacio se... non
            dolcezza... per sentirne l'anima di noi...
            cosa è un bacio?
            l'accarezzare l'anima di un amore che nasce...
            che vive e che trasmette... e rende vita...
            l'io in due corpi che si sfiorano... e trasforma l'IO...
            in un unico senso di un... te... che diventa un unico noi.
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              Scritta da: margherita1
              in Poesie (Poesie personali)

              Caro pino

              Caro vecchio Pino,
              hai il nome di un amico
              e da sempre amico sei.
              Quando c'incontrammo
              ero una bimba che
              batteva le mani felice
              davanti a te.
              Eri vestito a festa
              tra mille luci e lustrini.
              In alto posai una stella
              pendeva un po' di lato,
              ma era il tocco
              per renderti più bello.
              Accanto a me in
              quei giorni di festa,
              aprimmo doni,
              mangiammo dolci e
              brindato al nuovo anno.
              E poi quanto tutti i
              tuoi amici venivano
              portati a morire.
              ti caricammo sulle spalle.
              Abbiamo scavato nel profondo
              della terra fredda perché
              tu potessi nutrirti.
              Ti abbiamo lasciato lì
              con tanti amici intorno,
              più grandi perché si
              prendessero cura di te.
              Ora abbiamo la stessa età,
              ma quanto sei cresciuto più di me,
              quanta forza hai sotto
              il peso della neve.
              Quanto ristoro danno i tuoi
              lunghi rami all'ombra.
              E non c'è giorno che
              aprendo le finestre,
              tu non muova le tue fronde
              come a dirmi "Grazie"
              Composta giovedì 10 maggio 2012
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                Scritta da: voixwings
                in Poesie (Poesie personali)

                Dov'è la felicità?

                Ti cerco in ogni dove,
                ma tu mi sfuggi ogni volta che mi avvicino;
                "eri lì dico io,
                proprio vicino a me,
                ma non riesco mai ad acciuffarti:
                dove sei esattamente?"
                E lei:
                "hai mai provato a cercarmi più vicino,
                ancora più di così,
                proprio dentro di te?
                Se mi cerchi lontano non puoi trovarmi,
                se mi vivi giorno per giorno
                non ti lascerò mai."
                Composta domenica 6 maggio 2012
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