Poesie personali


Scritta da: Demetrio
in Poesie (Poesie personali)

Io... che guardo il circo

Se innalzando gli occhi trovi le strisce bianche nel cielo azzurro
non sono gli aerei che tracciano il cammin
bensi"
un telo di un Circo che ricopre il nostro cammin!

Non farti meraviglia per le bestie feroci, Pagliacci che incontrerai...
ma ricorda...
stà sempre a te ciò che vuoi essere e cio'che non vorrai.

Adagia le spalle al muro evita il fiatone di attaccarli
la propria persona sarà difesa anche
senza sprecarsi a Mortificarli
tanto non vivono di gloria perciò la nostra non avrebbe Senso

la vita e divenuta un circo
io mi adagio all'ingresso
e tutti i passanti che ci entreranno
uno sguardo mio a loro
resteranno.
Composta martedì 31 gennaio 2012
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    Scritta da: Daniele De Patre
    in Poesie (Poesie personali)

    Dammi la pace

    Quando ho qualche dubbio, dammi la pace
    Quando sono triste, dammi la pace
    Quando soffro, dammi la pace
    Quando ho delle incertezze, dammi la pace
    Quando non comprendo, dammi la pace
    Quando mi sento inutile, dammi la pace
    Quando sbaglio, dammi la pace
    Quando non riesco a fare nulla di buono, dammi la pace
    Quando mi arrabbio e non dovrei farlo, dammi la pace
    Quando potrei fare di più e non riesco, dammi la pace
    Quando non riesco ad ascoltare un grido d'aiuto, dammi la pace
    Quando riesco a fare qualcosa di utile,
    dammi tanta pace!
    Ne avrò ancora più bisogno, per tutte le volte che fallirò.
    Composta domenica 13 maggio 2012
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      in Poesie (Poesie personali)

      Ti racconto di me

      Scrivo parole che hanno radici e tormenti,
      nero su bianco,
      fotografie di ricordi.
      Scrivo parole che dimorano nell'animo e silenziose scivolano e costruiscono,
      imbastiscono nuovi giorni e nuovi sorrisi,
      liberando il pianto di giorni andati.
      Ti racconto parole che hanno mille segreti,
      taciute mille anni,
      prigioniere della paura, della consapevolezza.
      Ti racconto il calore di un bozzolo ancora acerbo che
      si dischiude all'alba di un giorno d'estate
      e libera in volo ali nuove.
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        in Poesie (Poesie personali)

        Il balzo

        Abbiamo sempre osservato le stesse immagini
        ma con sguardi diversi,
        e non volevamo ammetterlo.
        E le stesse parole che ascoltiamo
        hanno per noi effetti diversi,
        in me la riflessione
        in te lo stimolo.
        Non potevamo non precipitare,
        ma il fondo l'ho toccato io,
        da solo.
        Tu ti sei salvata,
        all'ultimo momento
        l'io della conservazione è subentrato ad uno stanco noi
        di coppia
        e sei saltata dall'altra parte,
        in tempo.
        Composta domenica 13 maggio 2012
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          Scritta da: Daniela Cesta
          in Poesie (Poesie personali)

          Al mattino

          È meraviglioso
          passeggiare nel bosco
          allo spuntare del sole,
          l'aria frizzante e tiepida,
          avvolge noi
          come un abbraccio d'amore,,
          il respiro delle foglie,
          entra nella tua bocca,
          oh una volpe fa capolino!
          Da dietro un cespuglio,
          guarda un attimo e fugge,
          un ginghiale brontola poco distante,
          un capriolo dagli occhi dolci
          mangia tranquillo, teneri germogli,
          alcuni fagiani giocano,
          sopra un cespuglio,
          delle farfalle volteggiano intorno a me,
          il cuculo canta, come solo lui
          sa cantare nel mese di maggio,
          quietezza, allegria, fruscianti frastuoni,
          amore, pace, bellezza,
          una leggera brezza,
          scuote le foglie,
          accarezzando tutti,
          profumo di terra, erbe,
          entra dentro noi
          e non vuole
          lasciarci mai.
          Composta martedì 13 marzo 2012
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            Scritta da: Maria Grazia T.
            in Poesie (Poesie personali)

            Il senso della vita

            La vita...
            Bhè come definirla la vita?
            Un percorso di crescita o un sogno?
            Quando si è piccoli e non si capisce
            davvero il suo senso è possibile immaginare
            e credere quindi che la vita sia un sogno
            ma poi no, si cresce, si matura e ci si rende conto che in realtà,
            quel castello di sabbia che ci eravamo costruiti
            nel corso del tempo con cura
            si sta sgretolando pian piano,
            lasciando solo una collinetta di sabbia
            da cui bisogna a tutti i costi trovare l'alba
            che dietro si nasconde.
            Cercarla e ricercarla
            a volte per anni ed anni
            e proprio quando si è lì per vedere quella luce,
            arriva qualcos'altro a renderti
            infelice
            qualcosa che sapevamo già dalla nostra nascita
            che sarebbe arrivato.
            Ma perché proprio ora?
            Tra tutte queste domande ci passa una vita davanti
            tra sacrifici, pensieri e paure
            ed ecco allora che il tempo
            che abbiamo aspettato
            per vedere quell'alba ci sembrerà inutile.
            Allora è sempre quella la domanda
            cos'è la vita?
            Composta sabato 31 dicembre 2011
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              in Poesie (Poesie personali)

              Prima di andare a non dormire

              Acqua calda
              quasi a bollore,
              ed il pennello che muovo sulle guance,
              il viso allo specchio,
              non mi ha tradito,
              io l'ho ridotto cosi com'è.
              Adesso la lama
              per tagliare ciò che sporge,
              peli di barba,
              mi preparo a domani
              taglio la barba di una settimana
              da questo volto vecchio di una vita.
              Composta domenica 13 maggio 2012
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                in Poesie (Poesie personali)
                il sole stava dritto in mezzo al marciapiede,
                a farsi ammirare,
                veniva da un altro pianeta
                chiamato Francia,
                lo sfioravamo
                finché il fortunato cavaliere
                non ce lo rubava agli occhi.

                E tornavamo a casa a piedi
                con la mano destra che dava gas ad una manopola immaginaria,
                che faceva correre il nostro corpo.

                Anni 60 prima
                del grande buio,
                e quando rivediamo ciò che guardammo allora
                meglio voltarsi dall'altra parte
                tapparsi le orecchi
                mettere gli occhi in tasca,
                qualcuno dice che eravamo troppo illusi
                ma lo fa per nascondere
                che è uno di quelli che ci ha delusi.
                Composta domenica 13 maggio 2012
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