Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
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Amore e rabbia

Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai
è fatta d'amore, che si rafforza nel tempo,
Lei,
dolce madre
è sempre con me,
nella mia mente, nel cuore,
nel mio DNA.
Nel mio sorriso c'è anche il suo,
in ogni mia lacrima si specchia il suo volto lacrimoso
in ogni mio respiro, sospiro fa rumore anche il suo.
Madre mia figlia di Dio,
con la corda ombelicale mi hai legata all'Universo,
da dove sono venuta come uno straniero
a dove ritornerò,
a casa.

Da quando sono nata, la corda ombelicale non si è spezzata mai,
è incatenata al mio destino,
senza aver altre scelte,
imprigionata nei miei limiti,
come spezzare le ali alle aquile,
obbligata pensare, parlare, fare con il cervello programmato,
da quell'attimo casuale è stato deciso ogni passo nella mia vita,
in un corpo fatto per me,
dove pulsa il mio cuore puro
liberi pensieri nella mente,
e da li nasce il poeta,
ché è in me.
Klara Erzsebet Bujtor
Composta giovedì 9 settembre 2010
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    Doppia vita

    Sola,
    seduta sulla riva di splendido lago,
    d'intorno tutto tranquillo,
    e la l'acqua limpida rispecchia cielo e monti,
    e pensai,
    questa mia vita turbolente, fatta di tante avventure vissute,
    nella mia terra
    dove è il cielo brilla azzurro
    e il sole splende magnificamente,
    e i prati verdi lacrimano rugiada,
    e i boschi chiacchierano del mondo
    e sospirano le rocce battute dalle onde agitate del lago

    La bellissima notte avvolgendomi di pace mi consola,
    e lacrimando sospirai,
    sulla sponda del lago Balaton
    dove la mia anima non trova pace
    in questa doppia vita,
    di poesia e
    nostalgia dolente.
    Klara Erzsebet Bujtor
    Composta domenica 21 febbraio 2016
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      Perché...

      Madre mia,
      che sei tanto crudele,
      hai chiuso la tua porta con la chiave,
      non ho più possibilità di recuperare il tuo affetto,
      forse non ho mai lo avuto,
      Perché? Domando spesso nelle lunghe notti lacrimose,
      perché non mi hai voluta, amata, essere fiera di me,,
      perché non mi hai accettata come sono,
      come mi hai messo a questo mondo opaco,
      per lasciarmi vivere in colpa,
      in quella colpa, che non ho,
      Madre mia, che sei tanto crudele,
      non c'è più tempo,
      il pendisce dell'arco della nostra vita sta per immergersi nell'infinito,
      dove lo spazio e il tempo si fondono con l'eternità,
      dove le anime disperdono, come il profumo delle rose,
      nel vento.
      Madre, per aver degna di essere chiamata di questo meraviglioso nome,
      sul letto della morte, per un solo istante,
      amami,
      che si riempie d'affetto il profondo vuoto nel mio cuore dolente,
      e potrò morire serenamente.
      Klara Erzsebet Bujtor
      Composta sabato 5 giugno 2010
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        Non sono stelle cadenti

        Non sono stelle cadenti
        nei cieli del mondo
        è l'eco luminoso delle bombe,
        che esplodono sulle preghiere.
        Il mondo è abbandonato dal Dio
        e non può chiedere perdono
        il malvagio,
        e diritto va nell'inferno.
        E anime innocenti
        popolano il cielo,
        quell'azzurro infinito
        del silenzio e della pace.
        Klara Erzsebet Bujtor
        Composta venerdì 20 novembre 2015
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