Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
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Natale

Guardo in silenzio i fiocchi di neve,
che scendono danzando dalle nuvole grigie,
e si posano dove il vento le lascia dolcemente cader,
e poco a poco coprendo tutto quanto,
con un soffice tappeto candido.
Il vetro si appanna dal mio respiro, e
si spegne lo sfavillante bianco nei miei occhi
spalancati dallo stupore,
di questa bellezza inaudita,
ma la magia continua,
perché sotto le tremule stelle
in una misera capannuccia
nascerà un dolce bambino
che porterà amore, pace e calore,
nel mondo, che soffre.

Natale ogni anno torna
e ogni volta si rinnova e rafforza la mia fede,
e dico una preghierina,
col cuore pien d'amore.

– Soave Gesù, il figlio di Dio,
non voglio che soffre per i nostri peccati e
lo aiuterò a portare la grave croce,
pregando insieme con lui,
che insegna a tutti noi a non odiare,
invidiare, rubare e far le guerre,
solo amare, amare, amare,
se stessi, ed ogni creatura mirabile del nostro mondo
lasciati soli nella solitudine
in quell'immenso infinito,
da dove veniamo... E in essa torniamo.

Buon Natale.
Klara Erzsebet Bujtor
Composta mercoledì 19 dicembre 2018
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    L'uomo è stato creato misero,
    senza un paio di ali setose
    per poter volare come le aquile,
    che solcano le nuvole
    posano sulle vette imbiancate
    nell'infinita aria azzurra,
    misteriosa, e
    come i gabbiani che sfiorano le onde agitate,
    si alzano nel cielo, si voltano verso il sole, e
    scendono sulle rocce
    dove i nidi aspettano.
    Tra stelle marine e stelle celestiali
    vivono in armonia con ogni particella dell'Universo
    senza bisogno di invenzioni diaboliche
    sporchi denari,
    si nutrono con un pugno di frutti della terra e delle acque e
    liberi di vivere ogni ispirazione,
    privi di interessi materiali,
    sommersi di buoni pensieri.
    Non ci sarebbe la fame nel mondo
    guerre spietate,
    ma un mondo pien di angeli sereni,
    che volano liberi
    col vento.
    Klara Erzsebet Bujtor
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      Lamentela

      Guaritore
      grande sapiente
      la mia lamentela bussa alla porta della speranza,
      quale erba guarisce il mille malanni dell'ultima stagione,
      senza fiori profumati, verde rigogliosa,
      nuvole e nebbia coprono lo splendore del sole.
      Il bisbiglio del vento,
      i canticci dei uccellini si perdono nel silenzio dell'udito,
      senza poesia la luna e tutte le stelle.
      Immenso quel vuoto misero di beltà
      come il mare senza acqua,
      il sale nel fango.

      Guaritore
      grande sapiente
      donami l'elisir dell'eterna primavera d'ogni fiori colorati
      intrecciati con i raggi dorati del caldo sole, e
      giovinezza brilla d'amore nei occhi, e
      d'ogni crepuscolo sorge una nuova alba
      diventare ancora più giovane,
      ancora più felice,
      sempre più lontana dalla cupa vecchiaia.

      Guaritore
      grande sapiente
      ascolta il mio cuore che sospira dolente,
      la mia vita se ne va nella muta tenebre morte,
      e miei dolci sogni si alzano nel cielo, si uniscono con le stelle, e
      forse un giorno, nell'azzuro senza margini nell'infinito
      si ritrovano la mia vita perduta.

      Guaritore
      grande sapiente
      vorrei tanto che la morte sia una vecchia porta,
      per entrare in una nuova vita,
      tanto bella,
      tanto felice.
      Klara Erzsebet Bujtor
      Composta lunedì 8 febbraio 2010
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        Rugiada d'amore

        Voglio toccare l'infinito cielo
        e prendere una nuvola
        per far sgorgare le lacrime degli angeli
        sul mio viso triste,
        e strappare un raggio di sole
        per avvolgere il cuore dolente,
        e una luminosa stella
        per fermare la morte lenta.

        Voglio che il vento soffi dolcemente,
        che asciughi le lacrime,
        e prendere in mano la mia amarezza
        e nascondere sotto la polvere di stelle.

        Voglio toccare l'infinito cielo,
        lo desidero perdutamente,
        e prendere una stella luminosa
        a racchiudere nella mia anima sofferente,
        e bagnarmi le labbra con la rugiada d'amore
        per alleviare il dolore di mio cuore dolente.
        Klara Erzsebet Bujtor
        Composta martedì 3 novembre 2015
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          La signora in nero

          Figlio mio
          chiudi bene la tua finestra,
          stanotte il vento gelido ha spalancato la mia,
          ed entrata una signora vestita di notte,
          con il velo nero sul volto,
          e con le mani tese mi avvicinò,
          e mi ha spaventato a morte.
          Chiudi bene la tua finestra,
          e il vento furibondo passa via,
          e le luci così splendenti delle stelle
          sfavillano sul vetro bianco di gelo,
          e ogni scintilla è una freccia rovente
          che sconfiggono l'eterna tenebre,
          e la vita conquista tempo,
          tanto, tanto ancora,
          e puoi lasciare aperta la tua finestra,
          e di far entrare il dolce profumo della vita.
          Io sono spaventata a morte,
          perché, perché?
          Perché da un velo nero
          sono coperte
          le stelle.
          Klara Erzsebet Bujtor
          Composta domenica 6 agosto 2017
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