Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
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Ho sentito dire,
che il cielo ha gli occhi
e vede tutto,
tutto che succede nel mondo.
Il vento li ha visti attraversando mari e monti,
raccontando a tutti,
agli alberi e cespugli,
ai fiori e l'erba verde
d'ogni animale di boschi e praterie,
alle farfalle e formichine,
che ha visto,
il cielo ha gli occhi.
Splendono lucenti quando vedono il mondo sereno, di bontà d'animo dell'uomo buono,
e si coprono di nuvole scure e piangono piovigginando,
quando vedono la Terra soffrire della cattiveria di uomini duri di cuore,
ed oggi è piovuto mentre passeggiavo sul campo assonnato,
sola, sotto la pioggia l'affanno nel cuore offeso.
Sono sicura
che ha visto la notte fonda nel chiarore della luna,
che io ho pianto,
e nel silenzio del campo solitario mi ha coperto di pioggia battente,
ed io lo so davvero,
non è una bugia,
che il cielo ha gli occhi.
Klara Erzsebet Bujtor
Composta lunedì 2 marzo 2009
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    La corsa della vita

    Le gambe si muovono velocemente,
    sorpassano i secondi
    e resta indietro il lento cammino del tempo,
    e ancora è più bella la corsa
    avvicinandosi al futuro,
    che parve un vecchio con i capelli bianchi,
    bianchi, come la vetta di Monte Fuji
    in pieno d'estate,
    che cammina all'indietro senza fretta,
    e sembra di essere sempre più giovane,
    spogliando della vecchiaia,
    lasciando calpestare dalla frenetica corsa,
    mentre la morte aspetta il vincitore
    sul ciglio del futuro,
    che sta davanti dell'affaticato tempo
    senza fiato,
    che dolente,
    per sempre
    si ferma.
    Klara Erzsebet Bujtor
    Composta giovedì 3 settembre 2015
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      Senzatetto

      Ho cambiato casa
      perché così voleva il destino
      per una più grande
      da terra a cielo
      senza porta e finestra,
      con una magnifica soffitta
      che la notte si illumina
      di stelle.
      Il salotto è sempre pieno di gente,
      vanno e vengono
      con fretta rumorosa,
      solo i cani si fermano,
      e lì offro le mie pene,
      che bagnano le mura
      e scodinzolando si allontanano.
      Il letto è sempre da rifare,
      dormire è la cosa migliore,
      quando la fame e la dignità
      fanno della realtà cruente
      sogni meravigliosi.
      Klara Erzsebet Bujtor
      Composta mercoledì 3 agosto 2016
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