Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
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Nessuno può fermare il vento

Nessuno può fermare il vento, che muove le foglie,
toccare il sole, che dipinge il cielo con girasoli,
e fermare il cammino delle ore,
che a volta a volta portano via le passioni,
e restare nudi davanti alla morte,
e uniti raggiungere l'infinito,
dove è sepolto il tempo.

Chi può fermare il temo, ho chiesto di un saggio,
mi ha risposto con un timido sorriso,
e tacito si è allontanato.

Ora lo so che il tempo
sono io,
posso fermarlo,
di fammi sparire nell'eternità
dove manca la terra,
il sole,
e il vento
è assente.
Klara Erzsebet Bujtor
Composta martedì 31 maggio 2016
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    Una perla d'autunno

    Ho visto la prima foglia ingiallita cadere oziosamente,
    con silenzioso crepito svolazza nell'aria tiepida
    prima di cadere per terra e marcire,
    tarda la fretta
    allunga il passaggio dalla vecchiaia alla morte poscia
    con l'agonia placida nel leggero vento,
    che pian piano posa
    sulla soffice erba
    eternamente verde,
    e quest'atto mesto d'autunno
    mi ha donato una perla di saggezza
    per poter morire
    serena.
    Klara Erzsebet Bujtor
    Composta mercoledì 15 settembre 2010
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      Regina

      Sei una regina
      dice il mio uomo ogni mattina prima di andare al lavoro,
      resto sola nell'ombra delle mura mute,
      e conto le ore.
      Spolvero i mobili, lustro le posate,
      cucino e sforno biscotti,
      e canticchio,
      sempre più piano,
      guardo l'orologio,
      la sera ancora lontana.
      Bussa il postino, squilla il telefono,
      di nuovo il silenzio
      guardo l'orologio
      la sera ancora lontana.
      Sono una regina
      fiera di quel privilegio,
      nel palazzo reale tra quattro cipressi.
      Ogni mattina colgo una rosa rossa e
      intreccio con i capelli
      e tingo le labbra rosee,
      per farmi bella,
      essere degna d'una regina vera e
      quando si fa sera accendo le luci,
      un mazzo di rosa rossa
      profuma sulla tavola,
      e guardo l'orologio,
      sono ancora sola.
      Arriva il mio uomo con passi pesanti,
      con un fiorellino nell'occhiello,
      mi stringe tra le braccia appassionatamente
      - "cosa hai fatto oggi mia bella regina?
      Sta sera non ceno, rimboccami le coperte,
      e dammi un ardente bacio di buona notte,
      sognerò felice
      te"
      Guardo l'orologio,
      la notte ancora lontana,
      palpita il silenzio nel cuore,
      diamanti lacrime brillano negli occhi,
      sono una regina
      nel regno della
      solitudine.
      Klara Erzsebet Bujtor
      Composta lunedì 22 febbraio 2010
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