Poesie di Francesca Genna

Impiegata, nato venerdì 26 maggio 1967 a Trapani (Italia)
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Scritta da: Fragolosa67

Coscienza

Coscienza ti ho perduta nella polvere
sparsa dal tempo trafitto dai ricordi.

Librata e poi caduta si è specchiata dentro me.

Colpita sono da nefaste verità d'ipocrisia.
Ardire di tradimenti per l'umane genti.

Fra avvoltoi e mandriani per vacche da macello
mi aggiro e spero giorni di democrazia.

Popolo sovrano rifuggi dai barbari professori di saggezza
dalle ampie tasche colme di destini derubati.

Vite spese a costruire castelli per ricchi di guerra
e giovane speranze senza verità.

Qual è il futuro che oggi giace ma
domani prepotente molti assale?

Solo Giuda risponde aggirando le regole dell'infinito tempo.
Francesca Genna
Composta mercoledì 18 giugno 2014
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    Scritta da: Fragolosa67

    Europa

    Sotto un cielo di blue profondo
    nasce luce di dodici stelle sono
    corona che porta la gloria,
    forza, coraggio e unità di messaggio.

    Fanciulla distinta la indossa e risplende
    lunghi e bellissimi ha mori capelli.
    Scarpe non porta ma bianca ha la veste
    allarga le braccia e raccoglie la gente.

    Comune trattato ci lega lei dice
    Poi arrossisce e sorride.
    Giovine donna di grande coraggio
    regole e leggi con forza sostiene.

    Europa è il suo nome e
    canta speranza
    foglie di euro sparge con grazia
    in un cortile con solo una pianta.

    Raccoglierli vuole ognun che li vede
    ma lei li calpesta e dice a ogni uomo:
    Figlio mio caro ti voglio al lavoro
    questo che vedi è comune tesoro.

    Guadagna, ricava e portane ancora
    per rendermi solida e grande padrona.
    Francesca Genna
    Composta sabato 7 giugno 2014
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      Scritta da: Fragolosa67

      Esistenza

      Ombre tombali scorrono da tetri anfratti.
      Furtive scivolano e si annidano dove l'oscurità assoluta regna.
      Sss. Taci! sospetta è la nostra presenza!
      Solo topo di grigio striato può correre e squittire beato.
      Qui dove la terra sprofonda, le porose zolle son calde e coprono il fuoco.

      Viscere accese ardono eterne
      Un altro sole fa nascere il fiore ed ogni bene.
      Di frutti mi pascio ma di sotto ho altro.
      Radici trovano un fiume dove bevono insetti, vermi e muffette.

      Quiete raggela.
      Cuoce la carne, l'ossa si secca e terra diventa.
      Polvere, soltanto polvere la vita mi chiama.
      Scampate la mia notte per oggi Signore.

      M'addentro sicura con timore nel cuore
      forse destino mio non vuole comprendere
      cose a lungo evitate e l'inganno
      di vivere quanto un giorno del fato.

      Serpente mi striscia e mi strangola il braccio.
      Non è velenoso ma sì pauroso.
      Fuggire non oso e non provo rimorso se l'addento di netto
      e rompo il suo petto.

      Se muore il tiranno d'arguzia mi pascio e prendo la corsa
      per l'altra volta.
      Tre sono i giri e al quarto mi siedo
      nel quinto non oso camminar desto e fiero.

      La morte è l'inganno di tutta la sorte.
      Di cose che nascono e poi se ne vanno.

      Fuggire è diverso da dire...
      Spavento mi prende e cado su veniali apparenze.
      Cos'è tutto questo?

      Un bozzolo che schiude ali argentate con polvere bianca
      che cade poi rallenta le ali.
      È la vita?

      Per lei l'uomo è eterno.
      Riposa e ritorna un giorno per cento in un tempo infinito.
      Allora sorrido.

      Mariposa non sono io il tuo Dio.
      Mortale io nacqui e lentezza di massa mi diede cent'anni.
      Mille di cento io cosa vedo?

      Amate redenti e gioite per ora
      perché il sole che alto si leva
      si oscura la sera.

      Male, bene, essere e andare
      oltre l'azzurro oceanico tempo vile è l'inganno.
      Non posso portare il mio fagotto e
      l'affetto di chi cammina al mio fianco o poco più indietro.

      Lungo è il viaggio alla mia età subisco l'affanno.
      Pesante è la schiena e non riconosco la luna la sera.
      Stanco è smunto dimentico tutto.

      Mi imbocca consorte.
      Chiudo per sempre a tutti le porte.
      Sbarrate i miei occhi.
      Francesca Genna
      Composta venerdì 6 giugno 2014
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