Poesie di Francesca Genna

Impiegata, nato venerdì 26 maggio 1967 a Trapani (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Fragolosa67

Il mio amore non è un fiore

Il mio amore non è un fiore.
È un sentimento che non muore.
Non può appassire ma sfiorire.
Porta i segni del tempo
o del tradimento.

Il mio amore un terreno fertile vuole.
Non aiuole.
Ha mille colori e abbraccia le mie passioni.
È infinito ma non eterno.
Va coltivato e protetto.

È un amore.
Solo questo!
Francesca Genna
Composta venerdì 8 novembre 2013
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    Scritta da: Fragolosa67

    Dono segreto, la libertà

    Busso al tuo cuore sopito e sorrido con sguardi di lame lucenti!
    Non conosco il tuo volto ma il tuo odio che
    cola fino in basso dove è cieco il tuo sapere.

    Brilla l'opera pia maledetta!

    Vuoto è il calice sbattuto a terra.
    Perché urli dove è sordo il mio sentire?
    Voltati ed eremo vai, senza virtù e senza gloria!

    Ragazzo: Che tu dici o padre a chi ti rivolgi?

    Non parlo a te degli empi, ma saggia beato
    l'arguzia mia perché tu possa, un giorno, ascoltare
    canto di vergini e menestrelli.

    Che il tuo orecchio non oda mai ciò
    che a me è dato udire
    e guardar ciò che io rinnego e copro con la mia nobile mano.

    Coperti sono gli occhi miei ma altro non oso fare.
    Ogn'or maledico l'istante che conobbi le mie catene.

    Ragazzo: A che brami allor, perdona il mio voler sapere!

    Scellerato taci, non siamo soli ma sprovveduti.

    Ragazzo a bassa voce con la mano arcuata intorno alla bocca:
    Avvicino l'orecchio e ti ascolto.

    Padre a bassa voce: Libertà figliol, libertà!

    Ragazzo con voce più alta: Un dono!

    Già così io sogno e in grande viaggio.
    Libero ero prima di cotal passaggio.
    Amavo giovin fanciulla e frutta matura gustavo beato.

    Ragazzo: Ora son stenti o padre e sacrifici che pesano in cuor.
    Vorrei conoscer anch'io il tuo bramar desio.

    Solerte e fiducioso mi alzerò di nuovo.
    Un tempo figliol, vedevo negli occhi miei le stelle di un grande
    firmamento. Il viso mio, di rosse gote era vestito e di alamari e
    specchi addobbavo il mio nido.

    Gioiosi giorni conobbi e a te sorrisi, figlio.

    Ragazzo: Padre di me racconta che sono ora?
    Dov'è mia madre e la sua storia?
    Dov'è quel volto di madonna che mi guardò la prima volta.

    Figlio mio, è qui il difetto, non oso risponder per non turbar
    Il tuo giovane intelletto.

    Ragazzo: Parlami allora di libertà ogni ora
    finché io possa imparar cosa è un sogno
    e una gioia.

    Commuover mi fai o figlio e oserei dir...
    Chi è là! Hai visto?
    Rischiar mi fai di me la vita!

    Ragazzo: Perdona padre la mia vocale.
    Il tono alzai dimentico di tutto.
    Troppa è la foga di saper di questo dono che celi in cuor.

    Basta voi due o son sferzate!

    Ragazzo: padre, un tremito io sento sulla pelle con goccia di sudor che dalla schiena discende!

    È paura figlio, su calmati e taci.
    Domani è di nuovo l'alba chissà se potrò insegnarti cos'è
    (in un orecchio a bassa voce) la fuga.
    Francesca Genna
    Composta mercoledì 23 ottobre 2013
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      Scritta da: Fragolosa67

      Solitudine

      Pini innevati e strette strade di montagna.
      Scuri aperti, chiusi i vetri appannati mentre
      l'odore del legno brucia in vecchi camini
      di case di pietra.

      Corre il cane giù per la via
      dove il mio passo rallenta e si ferma.
      Rotto è il silenzio dai tasti di un piano
      soave melodia che attraversa i monti ed è festa.

      Torri grandi, finestre ampie, chiuse.
      Freddo che penetra fin dentro le ossa
      e vie di festoni vestite:
      la città.

      Fermi i cani nei viali di spogli ontani
      grigi volti veloci vanno in case bianche di nebbia
      dove lo smog dalla porta entra.
      Il mio passo accelera.

      Canti e pranzi di famiglie vicino a pini
      di palle agghindati.
      Gorgheggi di bimbi e di tate,
      Natale.
      Francesca Genna
      Composta lunedì 21 ottobre 2013
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        Scritta da: Fragolosa67

        L'omicidio

        Rosso è il colore del sangue
        come le tue labbra umide.

        Fluido scorre nelle vene e copioso esce.
        Ancora caldo, sporca la fredda lama.

        Anche il tuo cuore è freddo quando
        butti per terra il pugnale e rigido rimani.

        Bianco è il tuo pensiero annebbiato dal nulla.
        Cosa hai fatto!

        Rosso è il colore del cuore che ha smesso di battere.
        Freddo il corpo esanime.

        Umide e rosse le sue candide labbra.
        Francesca Genna
        Composta venerdì 18 ottobre 2013
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